Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini


Adunque nel Regno nostro ne’ più antichi tempi, ne’ quali fu posseduto da’ Greci, non usaronsi affatto gentilizj cognomi; poiché i Greci nella Grecia, donde quà vennero, non gli aveano giammai usati. Cominciaron poi i Romani ad introdurre quì l’uso del prenome, del nome gentilizio, e del cognome, tanto nelle terre da essoloro conquistate, e ridotte in Colonie, o Prefetture, quanto ancora ne’ popoli, ch’eran loro socj, ed amici, sotto nome di Municipj, o di Città Alleate. Inondata quindi da’ Goti, e poi da’ Longobardi l’Italia, l’uso già introdottovi da’ Romani venne quì a dismettersi, non solo per li continui sconvolgimenti, nati dalle stesse guerre tra’ Goti, Longobardi, e Greci; ma eziandio perché adattaronsi i nostri al costume di quelle nazioni dominanti; le quali nel Settentrione, donde uscirono, non eransi avvezze a’ cognomi: e lo stesso fecero le città soggette al greco Imperio, seguendo il costume de’ Greci. Abbattute finalmente le forze de’ Greci, e de’ Longobardi, e toltesi loro queste provincie da’ Normanni, i quali a poco a poco le uniron tutte sotto il loro dominio, e ne formarono un Regno; cominciarono ad incivilirsi alcune famiglie per mezzo de’ feudi, ufficj, ed onori, di cui furon provvedute; onde per distinguersi dalle altre di bassa fortuna usarono qualche cognome, che insieme colle lor cariche, dignità, o feudi tramandarono a’ discendenti. L’esempio di costoro imitato poi dalle altre famiglie di oscuro legnaggio, fece in processo di tempo, che l’uso de’ cognomi dilatandosi tratto tratto, finalmente da tutti videsi ricevuto. Questi cognomi si presero o da’ nomi propj de’ padri, delle madri, de’ fratelli; o da’ titoli, ufficj, e dignità; o da’ nomi della patria; o da qualche soprannome; o dal nome del feudo. I nomi propj de’ padri, e delle madri, che qui prima de’ Normanni si trovavano già in uso, furono o nomi propj, usati per antico da’ Greci; o quelli, che i nostri nel tempo romano ebbero in uso di prenomi, di nomi gentilizj, o di cognomi; o nomi propj Goti, o Longobardi, che dalle nazioni settentrionali nel Regno nostro furono disseminati.
Noi abbiamo già da più cronache, e carte antiche osservato, che nell’introdursi l’uso de’ moderni cognomi, servironsi molti del nome proprio del padre, il qual poi nella famiglia perpetuo e gentilizio rimase: originaron per tanto questi cognomi da quelle maniere di distinguersi le persone: Lodoysius filius Landi, Oliverius filius Berardi, Rogerius filius Rainaldi. Nel tradurre sì fatte formole, da prima si valsero alcuni del segnacaso di, scrivendo Luise di Lando, Oliviero di Berardo, ec. sottintendendovi Figlio. Altri poi trascurando il segnacaso di, scrissero Ruggiero Rinaldo, Oliviero Berardo, ec. Alle volte questi cognomi si esprimevano in latino in tal guisa: Berardus Berardi, Riccardus Guiscardi, Andreas Guarneri, sottintendendovi Filius: nel traslatarsi queste formole in volgar lingua non permettendo a tutti la barbarie de’ tempi d’intendere, che cosa dinotasse quel Berardi, Guiscardi, Guarnieri, tradussero il solo nome proprio alla guisa italiana, lasciando il cognome nella sua desinenza latina in questa forma: Berardo Berardi, Riccardo Guiscardi, Andrea Guarnieri; e così poi scrissero tanti altri cognomi, i quali non sono già del numero del più italiano, ma del numero del meno latino, come Riccardi, Lamberti, Landi, Rinaldi, ec. Ed ecco donde nacque la corruttela di scrivere gl’istessi cognomi in diversi luoghi, tempi, e scritture diversamente: Rinaldi, Rinaldo, e di Rinaldo; Gennari, e di Gennaro .

Giovanni Stefanelli ha scritto:... il mio cognome ha una radice greco-calabra ...

Giovanni Stefanelli ha scritto:... uno studioso di onomastica mi disse che tutti i cognomi che terminano con elli o ello appartengono a famiglie originarie degli ex territori bizantini. Sarà vero.....? :?
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