Ho ricevuto questo:
Nell'articolo di Giuseppe Rigoli dal titolo "Montalbiolo" publicato su
Archivio storico pratese a.10 (ottobre 1931) pp. 3-16 alla pp.10-11
trovo in relazione alla località di Villa La Torre (presso Montalbiolo,
piccolo paese del Montealbano, zona di Carmignano):
<<Villa La Torre circa il 1650 passò alla famiglia De Petracchi De Mari
discendente da Antonio di Domenico di Antonio Petracchi De Mari. Questa
nobile famiglia era originaria di Montopoli nel Val d'Arno di sotto
Vicariato di San Miniato...
<<Questo Antonio fu colui che dopo aver eretta e fondata con l'approvazione
di Mons. Rinuccini Vescovo di Pistoia e Prato... una cappella nella chiesa
di Montalbiolo, e dopo aver fatto dipingere a sue spese la tavola collocata
sopra l'altare grande, nella quale è effigiata la Vergine santissima di
Monte Nero...
<<Di quanto sopra è rimasta memoria anche in una iscrizione posta sotto
all'altare maggiore della chiesa... nella quale si legge: D.O.M.- Antonio di
Luca Petracchi Mari - fondò e dotò detta cappella per sè e suoi eredi A. D.
MDCLXX...
Sempre in una nota del citato articolo poi:
<<Antonio di Luca d'Antonio Petracchi Mari fu fatto cittadino fiorentino il
15 gennaio 1662 (v. Cod. 2427 Riccard.)>>
E poi
Le origini del Castello di Montopoli trovano riscontro nella storia della Pieve di S. Pietro a Mosciano fin dall'anno 746.
Montopoli sorge sul dorso di un poggio di tufo compreso tra diversi corsi d'acqua minori e non lontano dal corso dell'Arno, che gli scorre a settentrione. Facente parte, nel Medioevo della Diocesi di Lucca, ma a confine con quelle di Pisa, Firenze e Volterra, ebbe senza dubbio un notevole ruolo strategico per il controllo e la difesa del territorio del Valdarno inferiore.
Sebbene sia menzionato nei documenti medioevali già a partire dall'VIII secolo come semplice borgo dipendente dalla pievania di San Pietro a Mosciano, della sua storia cominciamo ad avere notizie più dettagliate e precise solo ad iniziare dal Mille.
Sappiamo infatti che divenne centro incastellato tra il 1019 e il 1089 e che in questo periodo fu proprietà prima del Vescovo di Lucca, che probabilmente promosse il processo di incastellamento per meglio difendere il confine della sua giurisdizione; passò quindi in mano ai signori laici per ritornare, nel 1089, pertinenza della diocesi lucchese.
Ma già dalla prima metà del XII secolo si fecero sentire le pressioni del Comune di Pisa che se ne vide riconosciuto il possesso nel 1162 dall'imperatore germanico Federico I. Montopoli, che nel frattempo si era dato la struttura di Comune autonomo, si trovò pertanto al centro di aspre contese da parte di pisani e lucchesi: questi ultimi non esitarono a chiamare in aiuto l'esercito fiorentino che nel frattempo aveva allargato le sue mire espansionistiche nel territorio del Valdarno Pisano.
I continui attacchi e i devastanti assedi pisani della prima metà del Trecento indussero gli abitanti di Montopoli a sottomettersi volontariamente, nel 1349, al governo di Firenze che istituì nel borgo un vicariato e vi stabilì un esercito permanente.
Una ventina di anni dopo, però, il vicariato venne trasferito a San Miniato e Montopoli rimase sede di podesteria, mantenendo comunque la sua fedeltà a Firenze che utilizzò l'importante castello come postazione militare strategica nel suo processo di conquista di Pisa.
Assediato e saccheggiato dalle truppe di Carlo V nel 1529, ritornò ad essere possedimento fiorentino in epoca Granducale quando conobbe un nuovo, pur se breve, periodo di utilizzo militare, durante la guerra contro Siena.
È certo che Montopoli fu uno dei più importanti castelli del Valdarno inferiore, qualificato dal Boccaccio come "Castello Insigne" per le sue possenti fortificazioni. In origine sotto la giurisdizione dei vescovi di Lucca e successivamente, per la sua importante posizione geografica, oggetto di contesa fra pisani, fiorentini e lucchesi, Montopoli senti già nella prima metà del XII secolo le pressioni del Comune di Pisa che ne vide riconosciuto il possesso nel 1162 dall'imperatore germanico Federico I.
Nel 1222, sconfitti i pisani a Castel del Bosco, i fiorentini imposero la restituzione del castello al vescovo lucchese. Una nuova dura sconfitta dei pisani fu inflitta dai fiorentini a Pontedera quindici anni dopo.
Dopo alcuni anni di relativa tranquillità si registrano altri fatti d'armi Di fronte a continui assedi si venne pertanto a delineare il possibile orientamento della sottomissione del Castello a Firenze. Non mancarono nuovi tentativi dei nemici di Firenze per riavere Montopoli, finché il "12 luglio 1349 la popolazione di tutto il contado, solennemente convenuto nella pubblica piazza a generale parlamento, spontaneamente ed in perpetuo si assoggettava al Comune di Firenze".
In previsione di nuovi conflitti, Giovanni Acuto, al servizio di Firenze, costruì imponenti fortificazioni a San Romano, scavando a difesa un profondo fossato ed una possente torre della apponto "Torre del Fosso". Queste fortificazioni si dimostrarono veramente provvidenziali allorché il 1 giugno del 1432 l'esercito di Filippo Maria Visconti si scontrò con l'esercito fiorentino guidato da Niccolò da Tolentino.Vinsero i fiorentini e tale avvenimento fu ricordato sempre come la Battaglia di San Romano, immortalata da Paolo Uccello nei suoi tre famosi dipinti, commissionatigli da Cosimo il Vecchio, che si trovano oggi agli Uffizi a Firenze, al Louvre a Parigi e al National Gallery a Londra.
Nel 1494 Montopoli venne occupato dalle truppe di Carlo VIII e nel 1512 accolse tra le mura Niccolò Machiavelli, venuto per organizzare le bande cittadine. In tale occasione venne affrescato il Marzocco nel palazzo del Podestà.
Ma quali furono i feudatari di Montopoli e fortezze?
