Mic ha scritto:Allora mi ritenga un suo umile collaboratore. Rientrerò in città (a Palermo) i primi di settembre.
Cordialmente
Michele
ringrazio ancora per la sua generosa offerta.
Cordialmente,
Davide
Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Non so se puo' interessare a qualcuno...
REPUBBLICA ITALIANA
In nome del popolo italiano. Il Tribuanle Civile di Napoli - 4^ Sezione riunito in Camera di consiglio, nelle persone dei sigg. Presidente dott. Galiano Gaetano; De Falco Enrico, Giudice; dott. Rocco Carlo, Giudice Relatore. Sentita la relazione del giudice delegato, lette le conclusioni del P.M.; ha emesso la seguente sentenza:
(...Omissis…)
P.Q.M.
Sulle conformi conclusioni del P.M. - Visti gli articoli 454 cc. E 167 dell’Ordinamento dello Stato Civile. Così decide:
1. - Ordina all’Ufficiale dello Stato Civile di Napoli, di rettificare l’atto di nascita di S.A.I. Principe Antonio de Curtis, Griffo, Focas, Gagliardi, iscritto al n° 259del registro dei nati di sezione Stella dell’anno 1898, nel senso che, dove leggesi: “De Curtis, Focas, Gagliardi”, vi si legge “Focas, Flavio, Angelo, Ducas, Comneno, De Curtis, di Bisanzio, Gagliardi”.
2. - Ordina nel contempo all’Ufficiale dello Stato civile di Roma di procedere a simile rettifica del cognome della Principessa Liliana De Curtis, Griffo, Focas, figliuola di esso Principe Antonio, nata il 10 maggio 1933 ed iscritta nei registri dello Stato Civile dei nati di detto anno in quella città.
Così deciso in Napoli il primo marzo 1950.
Firmati: Gaetano Galiani, Enrico De Falco, Carlo Rocco, Ugo Corona Cancelliere - Registrata a Napoli uff. atti giud. Il 21 maggio 1950 N. 7462 vol. 610, mod. 5, Esatte lire 836 e lire dieci proventi e lire 75 urgenza da De Curtis. Il direttore firmato Maddalena.

PaoloEnzoDelVechio ha scritto:Riguardo il ramo calabrese della famiglia Gagliardi le documentazioni non mancano.
Potrebbe essere utile sapere che in realtà i Gagliardi calabresi furono a loro volta divisi in due rami: uno di Monteleone (attuale Vibo Valentia) e l'altro di Tropea. Il ramo tropeano è effettivamente documentato con l'accezzione "Gagliardo" come già è stato fatto notare.
I Gagliardi arrivarono dunque in Calabria con la baronia di Balicella (il titolo di "barone" su questo feudo fu mantenuto, in un modo o nell'altro, dal ramo tropeano fino alla sua estinzione) e si stabilirono inizialmente a Monteleone.
Fu infatti dal ramo di Monteleone che si diramò quello tropeano che è comunque documentato come derivante a sua volta dal ramo dei Gagliardi di Cava de'Tirreni.
I Gagliardi di Montelone acquisirono il titolo di marchesi di Panaìa e Filogàso nella persona di Luigi si potrebbe dire per iure iuxore in quanto ottenne il marchesato a seguito della refuta fatta da suo suocero Fulco Giordano Ruffo principe di Scilla a favore di sua figlia Maria Giuseppa, moglie di Luigi Gagliardi.
I successivi marchesi di Panaja furono:
1. Fulco (secondogenito di Luigi e Maria Giuseppa Ruffo) - morto improle
2. Francesco (terzogenito di luigi e M. Giuseppa Ruffo) - morto improle
3. Michelina (primogenita di Luigi e M. Giuseppa Ruffo) - sposa di Giovan Battista Francica (patrizio di Monteleone)
4. Francesco Saverio Francica (figlio di Michelina Gagliardi e G. Battista Francica)
5. Michelina (secondogenita di Francesco Saverio Francica) - suo marito Francesco Barresi Vinci fu ascritto sia al Libro d'Oro sia all'Elenco Ufficiale del 1933 come MARCHESE "MATRIALI NOMINE"
il titolo di marchese di panaia si estingue estinguendosi il ramo della famiglia Francica imparentato con i Gagliardi.
I Gagliardi di Monteleone fiorirono ancora nelle persone di Enrico, fratello di Luigi dunque cognato di Maria Giuseppa Ruffo, il quale veniva nominato Senatore del Regno, più volte Sindaco di Monteleone; Maggiore della Guardia Nazionale, Grande Ufficiale della Corona d'Italia, Consigliere Amministrativo della Banca Nazionale del Regno d'Italia, succursale di Monteleone, fondò la Banca Vibonese, Presidente del Comizio Agrario di Monteleone, già Socio della Società Economica di Catanzaro, si rese benemerito in agricoltura per le innovazioni per aumentare la produzione dell'olio nella sua azienda agricola, innestò al gelso nostrale quello delle Filippine per averne una fronda più abbondante, e che notò atta a guarire i bachi malsani, all'inizio dell'Ottocento acquistarono le tonnare di Bivona e la piccola di Pizzo con le logge e le concessioni dei Pali. E' lui quell'Enrico Gagliardi al quale ci si era riferiti in questa discussione dicendo che a Vibo Valentia vi sono strade dedicate al suo nome.
I discendenti di questo Enrico furono ancora fiorenti per altre generazioni ma ammetto di non sapere con certezza se attualmente siano estinti o meno.
p.s. il ramo principale della famiglia Francica è ancora fiorente in Vibo Valentia con il nome Francica Mayo essendosi in essa estinta la famiglia Mayo. Dai Francica di Monteleone si diramò la famiglia Francica Bava dimorante in Sicilia.
i Francica Mayo di Monteleone rivendicarono anche il titolo di marchesi di panaia ma è da ritenersi estinto come già detto
La famiglia Francica Mayo è attualmente titolare di uno studio legale tributario e di diritto araldico genealogico
in generale per le genealogie, recenti e non solo, delle famiglie di Monteleone e tropea credo che attualmente ill massimo esperto dia l'avvocato Ercole Massara
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