Nobili veneti esclusi dal Patriziato

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Nobili veneti esclusi dal Patriziato

Messaggioda Memini » lunedì 16 marzo 2026, 18:19

Buonasera agli stimati frequentatori del Forum.
Ritorno su un quesito che, a mio modesto parere, non ha trovato sinora risposta esaustiva.
Nella genesi della nobiltà veneziana vi sono famiglie antichissime, riportate ad esempio negli studi del Cessi, risalenti addirittura
a prima dell'anno mille, membri cioè dei "primates" che affiancavano i primi Dogi; tali famiglie dopo l'anno mille vengono a far parte della
"Concio" descritta altrimenti come "antichi et annual Consegli"; di esse si citano origini, stemmi, stato economico, addirittura il sestiere di residenza.
Sono compiutamente famiglie di nobiltà civica piena per l'unanime riconoscimento dei loro concittadini, nobiltà che non trae la sua origine da un monarca
ereditario, nè dal Papa, nè dall'Imperatore e pertanto non soggetta a provvedimenti di riconoscimento da parte di terzi che non siano l'organo supremo di
reggenza della Serenissima. Queste famiglie ovviamente non sono quelle "apostoliche", vengono indicate come "case vecchie" o "case nuove" e entrano a pieno titolo
nell'embrionale Maggior Consiglio e vi permangono documentatamente molte fino alla Serrata del Maggior Consiglio o ne escono fino a qualche decennio prima.
Con la Serrata si chiudono le porte d'accesso al Maggior Consiglio (tranne a riaprirle "per soldo" secoli dopo) e si viene ad individuare il Patriziato ereditario, limitato a
quelle famiglie che nei secoli avvenire avranno, quasi esclusivamente, l'accesso alla "stanza dei bottoni" della Serenissima.
Ma i membri delle famiglie escluse dalla Serrata, alcune citate ancora con i loro stemmi in un armoriale di fine '700 presente presso la Biblioteca di Bastia in Corsica, giunto lì
fortunosamente dopo le razzie napoleoniche o chissà in quale altro modo, permangono vivi e vegeti; si dedicano ai commerci come i loro concittadini ufficialmente Patrizi, sono
armatori, commercianti all'ingrosso, rivestono cariche minori e, salvo smentita, non possono perdere l'antica dignità goduta salvo che per comportamenti criminali. Alcuni membri
di tali famiglie si spostano nello Stato da Mar e vengono accolte nei Consigli Nobili delle Isole Ionie, come a Cefalonia ad esempio.
Se anche da alcuni autori vengono indicate come "famiglie patrizie estinte", di fatto non sono estinte e non sono nemmeno più Patrizie.
Un' opera appartenuta ad un membro della famiglia Da Ponte, custodita presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, riporta un "Catalogo delle famiglie delli Nobeli Veneti che ebbero
accesso al Serenissimo Maggior Consiglio dall'inizio della Repubblica fino al tempo presente"; tale Catalogo distingue famiglie che si considerano "estinte" sulla scorta delle opere del Coronelli
in quanto "ad oggi (1694 circa) non habbitano più a Venetia e non hanno più accesso al Maggior Consiglio".
Formulo quindi, all'attenzione di chi vorrà intervenire il seguente quesito: queste famiglie che hanno origine e storia antichissima e documentata, che posseggono un loro stemma raffigurato in numerosi armoriali sparsi un pò in tutta Italia ed Europa, che sono considerate nobili e hanno fatto parte del Maggior Consiglio, che ne sono state escluse ma hanno continuato ad esercitare i ruoli economici tipici dei Patrizi Veneti salvo la possibilità di accedere alle più alte cariche della Serenissima, che sono state riconosciute nobili anche fuori di Venezia, come devono ad oggi essere inquadrate ? Possono essere considerate semplicente Nobili Veneti ma non Patrizi ? Quale appellativo spetta loro ? Possono godere del titolo di N.H. loro appartenuto di fatto in passato ?
La Commissione Araldica delle Venezie potrebbe interessarsene per dare loro la giusta collocazione ? Quale potrebbe essere la loro identità nobiliare per l'eventuale ammissione agli Ordini Cavallereschi principali e legalmente riconosciuti ?
Mi rendo conto che l'argomento è complesso e ringrazio anticipatamente quanti vorranno cimentarsi su di esso fornendo il loro gradito parere e i loro suggerimenti.
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Memini
 
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