Ho bisogno di un vostro consiglio spassionato.
Il mio obiettivo è trovare la data di morte (avvenuta verso il 1941) ed il luogo di morte, e, ove possibile, altre notizie, su una mia collaterale vissuta in Brasile.
Stimolato dall'amico Pierluigi, ho contattato, per la mia ricerca brasileira, prima il Consolato (che mi ha risposto negativamente, comunque escludendo la presenza della parente a Porto Alegre) e poi l'Ambasciata, che tace.
Non pago, ho contattato un'associazione credo privata (le difficoltà della lingua sono quello che sono...) che si chiama "Centro da Emigração Italiana".
Oggi, il C.E.I. (l'acronimo è...tendenzioso) mi risponde, in italiano (invoco il
Te Deum) chiedendomi ulteriori dettagli ed aggiungendo quanto segue:
"In ogni caso perchè possiamo fare una ricerca, anche se semplice,
necessitiamo della sua iscrizione al CEI e poi vedremo sul da farsi.
"Per avere servizi dal CEI Centro da Emigração Italiana, sarà necessario
comprovare il pagamento dell'annualità come Associato.
"Associarsi é molto facile basta effettuare il deposito di Euro 85,00 via
Wester Union a nome di
omissis".
Voi che ne dite?
Mi spiego: al di là della consistenza della richiesta (pagherei ben oltre 85,00 Euro per ottenere l'informazione che voglio), vi sembra una pretesa legittima?
In altre parole: ritenete che abbia un senso pagare; che possa aspettarmi davvero il compimento di una qualche attività?
La più fatale delle domande: voi che fareste?
Notizie sul C.E.I. all'idirizzo:
http://www.italia.org.br/pesq3.html
Dal sito par di capire che questa organizzazione si adoperi prevalentemente per procacciare ai brasiliani certificati relativi ai loro avi italiani (funzionali all'ottenimento della cittadinanza); e nondimeno che il servizio (a pagamento, in caso di esito positivo, e secondo le difficoltà) sia erogato ai soci (tali perché hanno versato la famosa quota associativa).
Cordialità.
Roberto
Ultima modifica di RobertoC il lunedì 31 ottobre 2005, 16:22, modificato 1 volta in totale.