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Stato di conservazione "faleristico"

MessaggioInviato: sabato 21 agosto 2010, 10:11
da soragni ugo
egregi faleristi
spesso e volentieri mi trovo di fronte a scritte come questa: "rara medaglia fior di conio...." "medaglia classificazione splendida....." ecc. ecc.
orbene questo modo di valutare lo stato di conservazione è tipico per le monete e internazionalmente accettato.
poichè, in quarant,anni di collezionismo non ho mai visto una medaglia "faleristica" fior di conio, mi domando se non sia il caso di creare una nuova scala di valutazione dello stato di conservazione da usarsi solo in campo faleristico. personalmente avrei delle idee ma prima vorrei conoscere, e qui affermo la mia più totale ignoranza, come si fabbrica una medaglia per uso faleristico.
potrebbe essere una cosa che coinvolgerebbe tutto il forum faleristico
saluti ugo.

Re: Stato di conservazione "faleristico"

MessaggioInviato: sabato 21 agosto 2010, 10:46
da Tilius
Guardi, anche a me fumano... i miei personali parametri di valutazione faleristica allorquando leggo espressioni tipo "fior di conio" applicate a qualcosa che coniato non é. Oppure anche solo ricoperto di smalti, per il quale quindi il passaggio attraverso un conio non é che una delle tante fasi della lavorazione, nemmeno quella finale ma solo un'intermedia qualsiasi.

Senza contare che le definizioni di questa scala numismatica sono intrinsecamente idiote [thumbdown.gif] anche quando applicate... alla numismatica!
Si va a definire "bello" (!) (o "buono", riferito allo stato di conservazione, appunto) un qualcosa che é un ignobile rottame illeggibile.
"Molto buono" (!!!) un qualcosa che é semi-distrutto (ma leggermente meno che nel caso precedente).
"Bellissimo" (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) un qualcosa che sembra comunque passato nel tritacarne...
Si arriva finalmente allo "splendido" (e qui dal punto esclamativo dovrei passare a qualche orrida bestemmia...) per qualcosa che é comunque rotto e stortignaccolo, ma almeno non é monco di qualche pezzo...
L'unica definzione che conservativamente mantiene un senso di decenza é "FDC" (perfetta pari al nuovo)... ma é anche quella che semanticamente (non sempre c'é un conio!!!... e se c'é e solo uno dei tanti passaggi manufatturieri) é la più assurdamente idiota di tutte se applicata alla faleristica.

B - MB - BB - SPL - FDC - FS

B = Bella (la moneta è liscia e poco leggibile. I rilievi conservano 2 o
3/10 di metallo).

MB = Molto Bella (la moneta è molto usurata, alcune parti non sono
leggibili, i rilievi conservano 4 o 5/10 di metallo).

BB = Bellissima (i rilievi presentano 6, 7/10 di metallo, la circolazione ha
attenuato i rilievi maggiori ma la moneta, salvo per qualche particolare
minore, è perfettamente leggibile ed intera. Può avere colpi sul bordo non
deturpanti).

SPL = Splendida (la moneta ha circolato pochissimo e presenta leggere tracce
di circolazione, tutti i rilievi sono nitidi e presentano da 8 a 9/10 di
metallo. Può avere dei colpetti sul bordo dovuti al contatto con altre
monete).

FDC = Fior di Conio (la moneta si trova nello stato in cui era uscendo dal
conio perché non ha praticamente circolato. Quindi nessuna traccia di usura
è visibile ed i rilievi delle figure presentano 10/10 di metallo. Può avere
difetti di conio e segni di contatto, anche sul bordo, dovuti alla
produzione delle monete).

FS = Fondo Specchio (la moneta, al momento della produzione, è stata
sottoposta ad una particolare lavorazione che ha reso i fondi speculari.
Questo procedimento si è recentemente diffuso nelle attuali monete per
collezionisti).

Re: Stato di conservazione "faleristico"

MessaggioInviato: sabato 21 agosto 2010, 11:08
da Tilius
Premesso quanto sopra, le crociate volte a istituire & seguire nuove scale rispetto a quelle già esistenti, per quanto operazioni meritevoli in linea di principio, rischiano di passare in primis come isteriche cacce alle streghe da parte di eccentrici buontemponi un po' straniati dalla realtà, dall'altra (ed é questo il rischio concreto) per iniziative con scarso o nullo impatto sull'immediato, chè la "tradizione" universalmente seguita (... quando per universo si intende il piccolo cortiletto italico... :roll: ... ) é altra, per quanto questa sia vergognosamente quanto palesemente inappropriata.

Nei cataloghi di tradizione estera (germanofona in particolare) é già in uso una classificazione del Zustand-"Stato (di conservazione") basata su una scala numerica (e quindi già solamente per questo molto più oggettiva e lineare rispetto a quella della italica tradizione numismatica, nella quale si passa direttamente dalla perfezione assoluta FDC al rottame già largamente indecente dello Spl... :roll: )
1, 1-2, 2, 2-3, 3 etc. (piuttosto che I, I-II, II, II-III, III etc. individuano livelli di conservazione che possiamo liberamente tradurre (non che io proponga di farlo, beninteso) in perfetto, molto buono prossimo al perfetto, molto buono, buono, buono-discreto, discreto etc. dove il signiifcato dei termini corrisponde finalmente alla realtà (le case d'aste serie d'Oltralpe - e Oltralpe quasi tutte lo sono - qualcosa di inferiore al III raramente lo mettono in vendita [sweatdrop.gif] ).

Re: Stato di conservazione "faleristico"

MessaggioInviato: sabato 21 agosto 2010, 12:25
da Mario Volpe
Il sistema migliore di definizione dello "stato" di un determinato articolo, secondo me, rimane sempre una buona foto o una buona scansione del dritto e del verso ;) ...

Re: Stato di conservazione "faleristico"

MessaggioInviato: sabato 21 agosto 2010, 12:45
da Tilius
Mario Volpe ha scritto:Il sistema migliore di definizione dello "stato" di un determinato articolo, secondo me, rimane sempre una buona foto o una buona scansione del dritto e del verso ;) ...


Sacrosanto e condivisibile.
Ma una indicazione (veridica) sullo stato di conservazione complessivo dell'insegna aiuta, ad esempio, nel caso dei cataloghi a stampa (ma anche on-line la situazione non cambia di molto) dove raramente viene illustrato il verso della decorazione.
Nei cataloghi italiani, quasi nessuno mette una immagine del "dietro".
E spesso capitano pessime sorprese ad acquisto concluso...
Su ebbau si possono richiedere scansioni del retro (che non sempre ti mandano, comunque...e anche quando lo fanno, nin é detto che l'immagine sia leggibile nel dettaglio che speravi)... ma alle case d'asta "vere", cosa fai? Ti metti a richiedere immagini del verso di ogni cosa?
Quano ero giovane andavo anche di persona a visionare i lotti in preasta, poi ti stufi e/o hai altro da fare nella vita, e chiedi le foto del retro degli oggetti, ma raramente ti vengono mandate. Più spesso viene addotta generica scusa che "spiacenti ma non é possibile causa la mole di lavoro"... ché nelle case d'asta seirie sono professionisti, ecchediamine! ;)
Devi fidarti, e in almeno un paio di casi (non dico nomi ma solo località geografiche: Trento e Sarzana) la fiducia era mal riposta. [bangin.gif]

Re: Stato di conservazione "faleristico"

MessaggioInviato: sabato 21 agosto 2010, 13:50
da Montenotte
Buongiorno,

per quanto riguarda la fabbricazione delle decorazioni vedasi http://www.bacqueville-medailles.com/in ... voir-faire

con l’avvertenza di censurare : Grâce à l’emploi de nouvelles matières plus résistantes, la technique de l’émaillage grand feu a progressivement disparue. Malheureusement. Purtroppo un segno dei tempi, mais faute de grives on mange le merles.

Complemento British a quanto presentato da Tilius:

Mint: in pristine condition, with no scratches or blemishes.
Extremely fine: a really nice medal, only just falling short to mint.
Very fine: no major defects, but perhaps with a few minor scratches, edge knocks, or contact marks.
Fine: rather scratched, marked or worn, or perhaps would be grated higher but for a rickety suspender.
Poor: usually means terrible.
Qualunque cosa ciò significhi lascia sempre largo spazio alla personale sensibilità valutativa.
Ergo sempre meglio verificare de visu.

Montenotte

Re: Stato di conservazione "faleristico"

MessaggioInviato: sabato 21 agosto 2010, 18:44
da soragni ugo
certo che lei Titius è un vulcano nell'esternare le sue impressioni e per molti aspetti le condivido, purtuttavia credo che per quanto riguarda la classificazione dello stato di conservazione delle decorazioni ci sia un buco che andrebbe colmato. Questo per dare un punto di riferimento che potrà essere valido oppure no, accettato oppure no, ma pur sempre un punto di riferimento. Ci sono passato anch'io per il mondo numismatico dove acquistavi una moneta per fior di conio e se la rivendevi diventava subito"bella".
grazie ugo
un grazie anche a Montenotte

Re: Stato di conservazione "faleristico"

MessaggioInviato: mercoledì 25 agosto 2010, 9:58
da Elmar Lang
Salve,

il problema dell'indicazione dello stato di conservazione "faleristico" è sicuramente più complesso che in numismatica, visto il coinvolgimento di più elementi.

Anche l'onorificenza più semplice (una medaglia) ha almeno tre fattori che ne determinano lo stato di conservazione:

1) La medaglia propriamente detta;

2) L'appiccagnolo o comunque la sospensione;

3) Il nastro.

Può verificarsi il caso di una medaglia esente da critica alcuna, ma con un nastro orribile o mancante; o una medaglia perfetta nel suo modulo, ma priva di appiccagnolo o con quest'ultimo rifatto (più o meno correttamente, in epoca d'uso o successiva). Quanto detto, con (o senza) l'astuccio originale e/o l'attestato di conferimento.

E per le insegne di ordini cavallereschi (o comunque decorazioni di fattura più "complessa" rispetto alle medaglie), la faccenda si fa' davvero complicata.

A mio parere e per esperienza personale, una valutazione di stato fatta per gradi (come è assai diffuso in Germania) in numeri romani o arabi è limitante per le ragioni esposte. A cosa serve indicare "I", quando poi si deve comunque aggiungere che il nastro manca o è quasi polverizzato, o "I-" se poi devo comunque scrivere che "lo smalto ha una piccola scheggiatura al giro del medaglione posteriore"?

Qualunque sia il sistema per indicare lo stato di conservazione, esso è comunque soggettivo e determinato dall'accuratezza, dalla qualità della lente d'ingrandimento, dall'umore (o massa di lavoro) e -last but not least- dalla competenza di chi, in un dato giorno fosse incaricato di redigere una descrizione.

La sintesi è necessaria, ma credo che una indicazione dello stato di conservazione detta "a parole" ed accompagnata da buone fotografie sia fondamentale, unita anche alla disponibilità a fornire -se richiesto- un corretto "condition report".

A presto,

Elmar Lang