Cronista di Livonia ha scritto:Caro Tilius,
grazie per il concordo su tutto, per il resto spero nessun pietismo, ma solo pura verita'. Basta leggere l'opera dello storico, senz'altro filo-sabaudo, ma onesto, Francesco Cognasso.
Re Vittorio Emanuele, forzato da CNL ed anglo-americani alla luogotenenza, non pote' cedere i poteri al Luogotenente a Roma, come originariamente fatto intendere, perche' ritenuto indegno di entrarvi, inoltre quando il Re d'Inghilterra visito' Napoli, dove i Sovrani d'Italia erano relegati per la loro indegnita', questi furono fatti sloggiare in fretta e furia perche' indegni di risiedere vicino al monarca britannico (ed a costui avrebbe dovuto dare l'OSSA? per cosa? per questo tipo di trattamento? dove la co-belligeranza era da intendersi come soggezione ed umiliazione a piu' non posso?) e queste non furono le uniche umiliazioni subite. Inflitte, sottolineo, al Sovrano che bene o male aveva licenziato Mussolini e traghettato l'Italia dall'altra parte dello schieramento bellico. Bella gratitudine!
Con lezioni cosi' non mi stupirei di avere in futuro piu' Mussolini ed Hitler, ovvero gente che lotta fino all'ultimo uomo sacrificabile per proprio tornaconto, al posto di gente pronta a cercare un accordo con il palese vincitore.
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia
Caro Cronista, conosco e comprendo le sue ragioni di devozione alla causa monarchica.
Personalmente però, pur provando anche una certa simpatia per la figura storica di Vittorio Emanuele III (gli concedo come attenuanti a quanto fece - o meglio non fece - durante il Ventennio, quanto invece riuscì a fare durante la Grande Guerra, prendendo personalmente in mano la situazione quando sembrava ormai irrimediabilmente compromessa... e poi era un numismatico, anzi
il numismatico
![thumb [thumb_yello.gif]](./images/smilies/thumb_yello.gif)
... sulle faccende del '43 caliiamo invece un velo pietoso... tenativi estremi e tardivi di "salvarsi il c***" quando la guerra era palesemente perduta... e che di questo si trattasse lo dimostra l'ignobile vigliaccata della fuga a Brindisi, causa prima della perdita di consensi della Monarchia, forse ancor più che la ventennale complicità col Fascismo), pensò che le eventuali "scortesie" usategli dagli occupanti anglo-americani, furono cosa irrilevante.
Se lo avessero messo agli arresti, lui e tutta la Famiglia Reale, non ci sarebbe stato nulla di strano.
Se lo avessero deportato in qualche posto esotico (tipo India o simile) per tirarselo giù dalle spese, anche questo ci stava tutto.
Se lo avessero direttamente passato per le armi (con o senza la gentilezza di un processo), anche quello ci poteva stare tutto.
A Norimberga, i colpevoli di "Crimini contro l'Umanità" furono
tutti (con l'eccezione di un ergastolo e di una condanna a 20 anni...) mandati alla forca.
Il Re nel '38 cosa firmò?
Erano o non erano
Regi i Decreti Legge che davano corso alle leggi razziali in Italia?
Bastava solo questo (non che mancasse altro, molto altro da contestargli... ce n'era in copiosa abbondanza...).
Il concedere l'ultima
chance referendaria fu invece dimostrazione di una benevolenza
infinita da parte degli occupanti.
Ergo, le inosservanze al protocollo di corte, dopo il caos dell'Armistizio e la fuga a Brindisi nel '43, davvero erano cosa già fuori dal tempo e dalla storia, suvvia.
PS: chiedo venia se ho citato integralmente l'intervento.
Il motivo é solo il fatto che si é cambiata pagina.