Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda nicolad72 » lunedì 8 dicembre 2008, 22:47

Mi permetto di dar corso a questa discussione.
In giro per il pianeta, ma anche qua in europa, sono nati degli Ordini che non sono cavallereschi, o meglio, che non attribuiscono il titolo cavalleresco.
Mi riferisco ai britannici Order of Merit (1902), o quello dei Companions of Honours (1917), ma anche in Spagna vi sono ordini che non conferiscono il titolo di Caballero, ma danno la possibilità di fregiarsi del titolo di insignito della Croce di... della Gran Croce di ... ecc..

Altri ordini, hanno rinunciato alla titolatura cavalleresca, ad esempio il New Zeland Order of Merit, che dal 2000, ha modificato le titolature dei due gradi apicali (quelli di Knigthood per dirla alla British ) trasformando il titolo di Knight /Dame Companion in Distinguished Companion e quello di Knight /Dame Grand Companion in Principal Companion escludendo così anche le titolature di "Sir" e "Dame" che tali gradi conferivano.

Faccio notare come gli esempi che ho rammostrato rappresentino tutte istituzioni monarchiche e non repubblicane.

Tutto ciò dimostra come sia possibile - e al tempo stesso come si stia evolvendo la materia onorifica (da intendersi in senso stretto) - dissociare tra la titolatura cavalleresca e l'appartenenza ad un Ordine.

Anche i principi ICOC riconoscono la dignità cavalleresca piena solo ai gradi apicali degli ordini, lasciando intendere che nonostante il titolo il Cav. del quinto livello di un ordine (tipo OMRI per intenderci) non sia effettivamente tale.

L'orientamento prevalente, là dove il termine Cavaliere ha ancora un senso anche istituzionale e non meramente formale, è quello di riservare tale trattamento solo agli altri gradi degli ordini, e non a tutti gli ordini, e dimostra come pur in presenza di sistemi onorifici complessi ed ad ampio spettro, sia possibile limitare il numero dei Cavalierati - mantenendo il prestigio dell'istituzione - e conferire trattamenti - non cavallereschi - di alto livello.

Anche in Italia, vi è un esempio, anche se non si tratta di un ordine, di un Segno d'onore che conferisce un titolo, la Stella al Merito del Lavoro che conferisce il titolo di Maestro del Lavoro ai suoi recipienti.

Dopo questa premessa, parto con la provocazione (con finalità scientifiche ovviamente).

In che modo sarebbe possibile modificare il sistema premiale Nostrano (mi riferisco all'OMRI) anche al fine di ridargli quel lustro che oggi fatica a riprendere (acquisire?) nonostante i tagli e il restiling degli ultimi anni?

Io lo modificherei smembrandolo in tre.

Un Ordine di Collare, con un numero massimo di membri (20 - 30non di più) riservato a coloro che rendono alla Repubblica altissimi servigi e conquistano altissimi meriti, conferibile sono a cittadini italiani (mebri odrinari), o a capi di stato (membri straordinari o onorari) per ragioni di scambio protocollare a condizione che sussista reciprocità nel conferimento dell'ordine stesso (altro ordine di collare e di prestigio)

Un Ordine di Merito (che potrebbe rimanere l'Omri così com'è, con un restiling statutario) che non conferice il titolo cavalleresco articolati in cinque classi (membro, ufficiale, croce, croce con placca, gran croce)

Un ordine di Merito Articolato una unica classe volto a premiare importanti benemerenze conseguite nei confronti della comunità o nel servizio pubblico. (Anche questo non conferirebbe il Cavalierato)

Modificherei anche l'OSSI modificando le titolature (mebro, croce, croce con placca).

Lascerei invece il trattamento cavallereso all'OML e all'OMI per ovvie ragioni legate alla tradizione di cui sono latori...

Voi che ne pensate?
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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 9 dicembre 2008, 4:33

Rabbrividisco al solo pensiero e mi chiedo cosa attendano la Nuova Zelanda e la Svezia (prego vedere la triste situazione in materia di quello che fu uno dei piu' gloriosi regni d'Europa) a dichiararsi Repubbliche sovietiche e ad abolire (con mio grande dispiacere) la monarchia.
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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda nicolad72 » martedì 9 dicembre 2008, 12:26

Bhe, coerentemente, il Reame di Nuova Zelanda, ha detto: noi e la nostra storia con la Cavalleria non abbiamo nulla a che spartire... quindi non vedo per quale ragione debba utilizzare un titolo espressione di una cultura a me aliena. Scelte simili sono state adottate da tutti i paesi del Commonwealth, anche l'Order of Australia, non prevede il confermento del titolo cavalleresco.
Come ho fatto notare, molti ordini, Britannici, non prevedono la concessione di questo titolo, e magari si tratta di ordini che nella scala di precedenza vengono prima di ordini cavallereschi. Sempre per restare in Nuova Zelanda, l'Order of New Zealand è (secondo la classificazione inglese) un high o first - level Order, pur essendo un non-titular Honour, ossia una Onorificenza che non conferisce titolo alcuno ai recipienti. (pur essendo un ordine del medesimo livello del Cardo, di San Patrizio o della Giarrettiera)

Che senso ha per un Maori essere insignito del titolo di cavaliere... magari lui preferirebbe quello di guerriero... per lui essee cavaliere non vuol dire nulla, essere un guerriero può essere un titolo ambitissimo... dobbiamo far riferimento a quella cultura non alla nostra.

Che senso avrebbe per me o per un europeo essere insignito del titolo di Samurai... non ne avrebbe perchè i Samurai sono una espressione culturale che è aliena al nostro mondo... ha un senso ed è carica di onore in Giappone.

Io trovo queste scelte, precise e puntuali... una attenta evoluzione dei sistemi ordinistici che perseguono anche l'obiettivo di non infalzionare, svalutandola, la dignità cavalleresca.
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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 9 dicembre 2008, 13:35

EgregiO Signor Nicola,

spero che a lei vada di scherzare e che questa sia una burla colossale "utilizzare un titolo espressione di una cultura a me aliena" puo' essere classificato solo cosi'.
Lo sa che il 78% della popolazione neozelandese e' di origine europea (p.es. in Francia l'89%)? E se questa non e' una maggioranza schiacciante di persone la cui cultura e' imbevuta di concetti quali la cavalleria mi chiedo cosa altro lo possa essere. Il 56% dei cittadino e' cristiano (in Francia il 54%).

La Nuova Zelanda e' un paese di cultura e tradizioni europee che ha una superficiale vernice di cultura Maori. Avere Ordini al merito che non esprimono cavalieri si puo' anche fare, per me possono esprimere anche "compagni" o "cameratI", poco importa, trovo solo che molto spesso sia solo una forma di blanda ipocrisia per non usare termini compromessi con il "retrivo conservatorismo di certi ambienti"

E' vero che in Paesi non-europei spesso si parla solo di classi e non di cavalierati, ma e' ridicolo che Paesi di cultura europea non si usi il termine cavaliere e che si pensi magari a quello di guerriero o samurai!

Per l'Inghilterra il concetto e' lievemente diverso in quanto vi e' una questione di rango e precedenza. Un Cavaliere della Giarrettiera e' un semplice Knight e cosi' sarebbe un Cavaliere (in termini nostrani) del piu' modesto Order of the British Empire, comprendo che qualificare entrambi come Knight possa teoricamente creare un po' di confusione. Il tutto pero' resta abbastanza a livello teorico non penso che qualcuno abbia mai pensato che S.E. il Cavaliere Benito Mussolini, presidente del Cosniglio e Duce del Fascismo fosse cavaliere della Corona d'Italia anziche' dell'OSSA e gli inglesi a differenza degli italiani hanno i postnominals che chiariscono immadiatamente chi e' cosa.
Non apprezzo lo stesso, ma, pur restando contrario, comprendo.

L'Order of New Zealand, hanno voluto un loro Ordine nazionale per distinguersi dalla Gran Bretagna ed hanno questo coso... beh, in altra discussione abbiamo appena finito di parlare di OMRI e del prestigio che puo' avere una nuova creazione, mi sembra di essere stato abbastanza chiaro, no?
Sul senso di ricevere un titolo di altra cultura pensi non ci vedo nulla di male e' una segno d'onore e riconoscimento, ma questo non implica accettare la svalutazione della nostra cultura.
Cordialmente,

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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda nicolad72 » martedì 9 dicembre 2008, 14:36

Purtroppo, caro Cronista, non è una burla...

Io, e sono serio, abolirei il titolo di cavaliere per le classi dell'OMRI e dell'OSSI, lasciandolo solo (per ovvie ragioni storiche) all'OML e (oltre che per le ragioni storiche, anche per ragioni ontologiche, trattandosi di un ordine militare, e tradizionali) all'OMI.

Riserverei il Cavalierato solo alla classe di collare dell'OMRI o a quell'Ordine che a mio giudizio da questa classe dovrebbe sorgere, scindendosi dal primo.

Così facendo si ridurrebbe enormemente il numero di cavalierati (inteso come titolo) concessi dalla Repubblica, conferendo al titolo quel lustro e quell'onore che gli sono propri, e appannato, oggi e non solo, da troppe concessioni, che ne hanno dozzinalizzato (brutta parola ma che ben descrive il male di cui soffre l'omri) l'aurea, appandandone e fortemente il lustro.

Come avrà ben comrpeso sono contro la politica del "todos caballeros...".

I Cav. devono essere pochi ma buoni...

... se son molti, chi ci perde è la cavalleria, e solo lei.
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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda Mario Volpe » martedì 9 dicembre 2008, 15:33

Quando Napoleone creò la Legion d'Onore nel 1802, egli volle allontanarsi il più possibile dai concetti cavallereschi e religiosi degli Ordini appartenenti ai sovrani che la Rivoluzione aveva rovesciato solo pochi anni prima. La dimostrazione è data dal fatto che le insegne del nuovo Ordine non erano - come in tutti i precedenti - a forma di croce, ma rappresentavano una stella a cinque bracci biforcati. Anche i vari gradi dei conferimenti non riportavano il termine di Cavaliere, ma da quello di Legionario. E quando, poco dopo la fondazione dell'Ordine, si decise di aumentare le quattro classi iniziali con la creazione di una Gran Croce, essa fu denominata "Grande Aquila".
Dopo duecento anni di storia ed innumerevoli modificazioni, le quinte classi della Legione di oggi si chiamano invece proprio Chevalier... che non sia il segno di un nostalgico bisogno che in Francia - in barba a Napoleone - si sta sentendo per le tradizioni più classiche della cavalleria antica ?
A proposito, in Francia si chiamano Chevalier anche le quinte classi dell'Ordine al Merito Nazionale (creato da De Gaulle negli anni sessanta proprio per non inflazionare i conferimenti della legione). Di Cavalieri (e dico "solo" Cavalieri) dei due Ordini al giorno d'oggi ce ne sono in Francia più o meno 230.000 (circa 80.000 della Legione e circa 150.000 del Merito), una cifra che si avvicina agli insigniti complessivi attuali dell'OMRI in tutte le sue classi. E meno male che nessuno dei due Ordini francesi prevede una classe di Gran Collare (quello della Legione è riservato esclusivamente al Presidente della Repubblica, in qualità di Gran Maestro dell'Ordine).
Per quanto riguarda gli Ordini dei Paesi del Commonwealth, è senz'altro vero che alcuni di essi chiamano le quinte classi Member anzichè Knight, ma provate a chiedere a qualunque insignito di queste onorificenze se si sente meno cavaliere di altri solo perchè si chiama Member. E come ci tengono ad inserire dappertutto le sigle di conferimento delle loro onorificenze (post-nominal) :wink: .
L'OMRI, a mio parere, è stato strutturato nel migliore dei modi per assolvere ai compiti premiali (generici) per cui è nato. La Repubblica aveva bisogno di un nuovo strumento onorifico per sostituire quelli del precedente periodo monarchico, ed un ordine in cinque classi più un Collare (notare che fu chiamato Cordone e non Collare), ha consentito di soddisfare ogni esigenza premiale nazionale e di equipararsi con la grande maggioranza degli ordini stranieri.
Forse siamo ancora lontani dai criteri prettamente meritocratici che l’OMRI, in qualità di primo ordine della Repubblica, dovrebbe avere. E certamente nelle classi più basse permangono ancora alcuni favoritismi e meccanismi di ottenimento un po’ troppo semplificati. Ma qualche piccolo passo avanti è stato certamente già fatto, e direi che passare dai 21.000 conferimenti annuali degli anni ottanta ai meno di 8.000 attuali (per tutte le classi) non è cosa da poco…
Che poi un Cavaliere di un ordine di merito statuale (come l’OMRI) debba chiamarsi “membro” o “legionario" o "croce", per non essere confuso con i "veri cavalieri" della "cavalleria storica", mi pare francamente un pò eccessivo... Non credo, nonostante tutto, che un Cavaliere della Repubblica (che se lo sia meritato) debba sentirsi a disagio perchè è stato nominato Cavaliere e debba sentirsi per questo come un figlio di un Dio minore...
Si Deus nobiscum quis contra nos
(motto dell'Ordine di Filippo il Magnanimo - Assia-Darmstadt)
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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda nicolad72 » martedì 9 dicembre 2008, 16:20

Mario Volpe ha scritto:Che poi un Cavaliere di un ordine di merito statuale (come l’OMRI) debba chiamarsi “membro” o “legionario" o "croce", per non essere confuso con i "veri cavalieri" della "cavalleria storica", mi pare francamente un pò eccessivo...


Mario, sai bene che non intendevo questo, anche perchè la cavalleria storica ormai si riduce a ben pochi ordini, di cui tutti conosciamo i nomi.

Mi riferisco alla nuova cavalleria che si è sviluppata a partire dalla Legione d'Onore ed ha rapidamente preso piede in tutto il mondo occidentale

Le mie proposte, o meglio provocazioni, vogliono stimolare un dibattito scientifico intorno alla materia ordinistico-cavalleresca... chissa se tra tutti non si cavi fuori una idea o una soluzione che, se accolta da chi di dovere, non migliori le cose.

Poi è vero che io sono contro il "todos caballeros"... ma è anche vero che rispetto l'OMRI, non tanto per com'è amministrato (cosa che non mi piace ancora - pur ammirando gli sforzi che vengono fatti), ma per cosa rappresente e per quella che è l'autorità da cui promana...

... io aspriro a migliorarlo... solo questo.
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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda Tilius » martedì 9 dicembre 2008, 18:14

Mario Volpe ha scritto:...che poi un Cavaliere di un ordine di merito statuale (come l’OMRI) debba chiamarsi “membro” o “legionario" o "croce", per non essere confuso con i "veri cavalieri" della "cavalleria storica", mi pare francamente un pò eccessivo...

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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda Tilius » martedì 9 dicembre 2008, 18:16

Cronista di Livonia ha scritto:...e la Svezia (prego vedere la triste situazione in materia di quello che fu uno dei piu' gloriosi regni d'Europa)...
Il Cronista di Livonia

:?: :?: :?:
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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda Marcello G. Novello » martedì 9 dicembre 2008, 20:27

nicolad72 ha scritto: Che senso avrebbe per me o per un europeo essere insignito del titolo di Samurai...


Lascia fare, Nicola, lascia fare.... Conosco persone che farebbero harakiri pur di averlo....
:wink:
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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 10 dicembre 2008, 6:45

Personalmente condivido il punto di vista del nostro Moderatore. Togliere il nome di cavaliere ai ranghi piu' bassi degli Ordini di merito svilisce un po' la figura stessa e aiuta il tramonto della Cavalleria.
Che oggi vi siano decine di migliaia di cavalieri non penso debba stupire, abbiamo nazioni con 60 milioni di abitanti, tanti quanti l'intero Impero romano all'apice della sua potenza.
Infine chiunque mastichi un po' di materia sa identificare rapidamente rango, prestigio e livello di un dato Ordine e distinguere i gradi all'interno dello stesso.

Sulla Svezia chiarifico - si tratta di una monarchia (?) dove e' stata abolita la legge salica, il sovrano non puo' piu' concedere titoli nobiliari (nemmeno ai parenti stretti, che infatti li ricevono dal Granduca del Lussemburgo!) e non puo' piu' concedere cavalierati ai propri sudditi, ma solo a stranieri!
Cose del egenre non si sono viste nemmeno nelle repubbliche socialiste e/o sovietiche, che hanno sempre conferito croci di Ordini vari e titoli di "Eroe".

Cordialmente,

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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda Luca Bracco » mercoledì 10 dicembre 2008, 8:32

Ora ho capito il suo punto di vista sulla Svezia.
Ma non comprendo ancora quello sulla Nuova Zelanda.

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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 10 dicembre 2008, 11:31

Egregio Cavalier Bracco,

sulla Nuova Zelanda il mio riferimento era legato al post di apertura del Signor Nicolad. Trasformare i Knight Companion ed i Knight Grand Companion in Distinguished Companion and Principal Companion per una monarchia di cultura ed origine europea e' ridicolo e pure di cattivo gusto. Cosa fanno si vergognano di avere dei Knight fra di loro? Rinnegano la loro storia e cultura perche' hanno una minoranza non europea?

Ma suvvia proponiamo al Santo padre di ribattezzare l'Ordine Supremo del Cristo "Associazione amici del gran divino", mica vorremmo offendere i non cristiani? Oppure potremmo far presnete che visto che le cose militanti/militari/militaresche sono brutte e guerrafondaio da domani tutti gli insigniti degli Ordini di Cavalleria pontifici diventino semplici confratelli di confraternite, che pero' possibilmente non sia intitolate a Santi, ma a pie intenzioni, che "la buoan amicizia", "la lieta ospitalita'".

Insomma, mi sembra che questo modo di fare rientri nella scia modernista ed anti-tradizionalista che tende ad uccidere tutto cio' che c'e' rimasto di un glorioso passato. E' un po' parte di quel triste declino dell'Europa e della cultura europea che da dominatori sono divenuti dominanti, ma stanno morendo proprio dove sono nati. Si faccia caso a come vestono ormai miliardi di asiatici, all'europea, di come sono organizzati molti Ordini di merito di tutto il mondo, all'europea, di quali siano stati i modelli di sviluppo, almeno teorici di PVS e non, all'europea. Ma oggi l'Europa si vergogna di se stessa (grazie sinistre) o si ripiega semplicemente su se stessa.
Curioso come l'imperatore del Giappone (semi-dio scintoista) non trovi ridicolo accettare (anche se magari per mera cortesia diplomatica) cavalierati Ordini cristiani (di collana).

La Nuova Zelanda non e' il caso peggiore, ma rientra un po' in questo quadro.
Cordialmente,

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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 10 dicembre 2008, 11:50

Caro Cronista,

Io son convinto che il declino dell'europa sia determinato da tanti fattori, non solo dal vergognarsi di avere dei cavalieri, ma di ciò son convinto sia cosciente anche lei, e che si sia limitato ad un mero esempio enumerando una causa, per lei e per noi carica di significato.

Io son convinto però, anche del contrario, che non è in contrasto, ossia che il prestigio di una istituzione, importante nella nostra cultura, sia stato opacizzato da un massiccio conferimento.

Non ne faccio una questione di numeri, ma prendo atto che nei numeri elevati, il rischio che la quantità di coloro che non son degni di quel titolo aumenti è un dato reale.

Uno solo di questi distrugge il lavoro di molti... e questo fa male al mondo della cavalleria.

Mi piace ricordare il "quella qui non basta" detto da don Tancredi Falconeri a don Calogero Sedara ne "Il Gattopardo".
Ma il mondo è piendo di tanti Calogero Sedara, che non sono e non potranno mai essere nè gattopardi nè leoni, ma solo sciacalli (altra citazione tratta della medesima opera).

Tra le pagine di questo forum abbiamo avuto modo di percepire situazioni del genere, che sono state fonte di dispiacere per chi ci tiene a questo mondo, non per i suoi "feticci" o "ninnoli", ma per i suoi valori e ciò che rappresenta, che ha rappresentato e che vogliamo continui ancora a rappresentare...
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Re: Ordini e Cavalleria: binomio inscindibile?

Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 10 dicembre 2008, 12:25

Caro nicolad72,

la ringrazio per il messaggio e vedo che colto in pieno cio' che intendevo. Comprendo le sue intenzioni ed e' assai probabile che entrambi si sia mossi dalla medesima buona ragione e si cerchi di difenderla, magari percorrendo a volte tratti di strada diversi.
Naturalmente nessuno ha la sefra di cristallo e quindi e' veramente difficile prevedere quale mossa possa essere quella giusta.

Concordo perfettamente sul fatto che inflazionare un titolo, onore, trattamento, decorazione od altro lo svaluti. Nell'impero bizantino si arrivava al punto di cambiare il trattamento dei parenti dell'imperatore qundo questo (o dignita' ad esso legate) diventavano diffusi e questo avveniva ogni X decenni o secoli.
Come dicevo comprendo il tentativo britannico di differenziare, non lo condivido troppo, ma fino ad un certo punto lo comprendo. Rabbrividisco pero' quando i principali gradi del primo Ordine di una monarchia perdono la connotazione di Cavaliere. Mi viene solo da chiedere " se ne vergognano?"

Per il resto tornando piu' serenamente alla sua proposta, trovo che punti deboli del sistema premiale repubblicano siano una sua giovane eta' ed un'inflazione (da lei giustamente evidenziata) dei conferimenti. Piu' che creare nuovi Ordini penso potrebbe essere meglio far "maturare" quelli che la Repubblica gia' ha, operando possibilmente una piu' attenta selezione e limitando i conferimenti OMRi (magari aumentando quelli OSSI).

Per il resto vorrei che il titolo di Cavaliere non divenisse semplcie privlegio per pochi fortunati (o raccomandati, come da noi usa di tanto in tanto), ma che fosse alla portata di molti (purche' bravi e meritevoli) cosi' da stimolare i piu' a guadagnarselo ed a viverlo degnamente.
Magari saro' un sognatore, ma suppongo che lei condivida almeno il cuore di questo mio sogno.
Cordialmente,

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