Martuzzi ha scritto:Tradizionalmente il cavallino di Francesco Baracca è nero su fondo bianco ...
Gentile Sig.Martuzzi,
in primo luogo la saluto, e poi due brevi ma fondamentali premesse.
In primo luogo, come avrà osservato, ho iniziato il mio precedente messaggio con un "pare". Non essendo un ex compagno d'armi di Baracca, non posso vantare conoscenza diretta del colore del suo cavallino. Quello che posso dire è quanto mi risulta da documenti scritti e pittorici, che ovviamente possono essere erronei. Non ho quindi pretesa alcuna di infallibilità.
In secondo luogo, per sgombrare il campo da ogni possibile equivoco, concordo pienamente con lei quando dice che il colore tradizionale del "cavallino" all'interno della Regia Aeronautica prima e dell'Aeronautica Militare poi è definitivamente ed innegabilmente nero. E giusto o sbagliato che sia, questo colore è stato più che santificato dal sangue dei caduti in combattimento del 4° Stormo durante la Seconda Guerra Mondiale e dei piloti del 9° Stormo caduti in incidenti di volo in tempo di pace (tra i quali più di uno erano miei amici personali, che ancora ricordo con affetto). Lungi da me quindi alcun tentativo di revisionismo : il cavallino dell'Aeronautica Militare è e resta nero.
Ciò detto, sembrerebbe (e sottolineo di nuovo il condizionale!) che il cavallino
di Baracca fosse davvero rosso e non nero. Le fornisco qualche elemento, partendo dalle fonti più note che parlano del cavallino nero.
La "foto" da lei citata (
http://www.museobaracca.it/cavallo/images/ferg.jpg ) non è infatti una foto a colori, ma è la ricolorazione manuale fatta in epoca ben successiva della foto originale in bianco nero, che allego

Noterà come con le gelatine usate all'epoca per i processi fotografici molti colori appaiono identici. Confronti il cavallino con il rosso della coccarda, o con le mostrine rosse dell'uniforme di Baracca : appaiono tutte nere ... ma almeno per la coccarda e le mostrine abbiamo la certezza assoluta che non lo fossero. Per altro, la "ricolorazione" della foto è del tutto arbitraria anche in un altro dettaglio : l'ala superiore non era tricolore! Quindi un lavoro fatto certamente con amore e rispetto ... ma con non eccessiva competenza. Diciamo che come "prova" è sicuramente da scartare.
In realtà il primo riferimento documentale univoco di cui sono a conoscenza relativo al cavallino nero è immediatamente successivo alla morte di Baracca, e si riferisce alla famosa tavoletta di legno con dipinto il cavallino (appunto nero) che accompagnò il feretro dell'Asso durante la sua prima tumulazione, e che attualmente mi sembra sia conservata proprio al Museo Baracca da lei citato. La circostanza non è affatto incompatibile con la teoria che il cavallino nero divenne tale in segno di lutto. L'altra "reliquia" (ossia il cavallino nero dipinto su tela da fusoliera, già custodito dall'attuale 9° Stormo) è di epoca successiva. Nuovamente, prova non valida.
Neppure la stranota lettera ad Enzo Ferrari della madre di Baracca (originale o apocrifa che sia) o il successivo commento di Ferrari ("... il cavallino era ed è rimasto nero ... ") sono a prova di bomba : il cavallino "Ferrari" non solo è totalmente diverso da quello di Baracca nella posa e nei dettagli minori, ma anche in un dettaglio assolutamente macroscopico come la coda, che nel cavallino Ferrari è alzata mentre in quello di Baracca abbassata. E non è un dettaglio da poco, visto che i bianchi cavalli inalberati nell'araldica dell'Arma di Cavalleria Italiana sono due, quello con la coda rialzata del Reggimento Savoia Cavalleria e quello con la coda abbassata del Reggimento Piemonte Reale Cavalleria, per l'appunto il Reggimento di Baracca, diviso dal Savoia da una rispettosissima quanto antica ed implacabile rivalità. Il sospetto che il cavallino Ferrari sia stato disegnato "per sentito dire" non è quindi del tutto peregrino ... e se era per sentito dire il disegno e la posa, perchè non anche il colore?
D'altro canto, in piena franchezza, non è che ci sia molto a favore anche della tesi opposta, quella del cavallino rosso. In realtà sono quattro elementi, di cui solo l'ultimo è per me pienamente convincente. Vediamoli uno per uno.
Il primo indizio è un articolo apparso sulla rivista britannica "Flight" del 27 giugno 1918, in cui il giornalista britannico dà notizia della morte di Baracca accompagnando la descrizione del ritrovamento con le parole "... il suo velivolo, sul quale era dipinto il cavallino rampante rosso (red prancing horse) ...". Ma è certo che il giornalista non fosse sul posto al momento del ritrovamento, e che abbia solo riferito i fatti. Quindi è fonte interessante (in quanto dimostra perlomeno che già all'epoca si parlava del cavallino rosso) ma comunque secondaria e come tale non necessariamente attendibile. Scartiamola.
Il secondo indizio è una cartolina datata - secondo i cultori della materia - al periodo 1918-1920, che mostra Baracca su uno SPAD VII sul quale è stato aggiunto in bicromia un improbabilissimo cavallino rosso. E' un fotomontaggio, ricolorato, sicuramente d'epoca ma comunque di incerta datazione ... nuovamente è interessante per lo stesso motivo di cui sopra, ma ancor meno probante : scartiamola sicuramente (ma comunque eccola in allegato, a puro titolo di curiosità)

Il terzo indizio non è liquidabile così facilmente. E'infatti una delle cartoline della celebre serie disegnata e stampata a cura di Saverio Laredo de Mendoza nel 1933/34. Eccola in allegato

In questo caso l'autore era assolutamente autorevole e l'opera (sebbene non ufficiale) era per lo meno "ufficiosa". Tuttavia tra le 133 cartoline della serie c'è almeno un altro errore sicuro (e, a mio parere, un altro molto probabile) ... è possibile che questo sia un altro errore? Non probabile, considerando l'importanza dello stemma, ma tuttavia certamente possibile. Quindi è un indizio da considerare attentamente, ma comunque riservandosi una piccola quota di dubbio.
Quello che per me è invece un indizio al limite della vera prova è invece il quadro dipinto da Bertoli all'inizio degli anni '30, ispirato alla foto già da lei citata, e che allego in due copie (quella "dal vivo" è una foto scattata al Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle)


Questo è un quadro
ufficiale, per anni esposto nell'allora Salone degli Eroi del Palazzo Aeronautica a Roma e poi alla vicina Casa dell'Aviatore. Davanti a quel quadro sono passati gente come Pier Ruggero Piccio (all’epoca già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica) , Fulco Ruffo di Calabria (all’epoca Senatore del Regno), Ferruccio Ranza (all’epoca comandante della 1.a ZAT), gente che nell’Aeronautica contava (e tanto!), che Baracca lo conosceva di persona (e bene!) e che aveva servito ai suoi ordini proprio nella 91.a Squadriglia ... neppure in tempi di pressapochismo come oggi un errore così marchiano avrebbe potuto essere tollerato o passare inosservato, tanto meno in quegli anni quando la figura di Baracca era quasi una divinità totemica per l'Aeronautica e l'attenzione alle tradizioni dell'araldica (sia pure nella più umile araldica militare) erano ancora profondamente sentite e rispettate.
Per questo credo davvero che il cavallino di Baracca fosse rosso, e che il cavallino attualmente in uso nell’Aeronautica Militare sia quello altrettanto degno della 91.a Squadriglia, che i suoi piloti abbrunarono in segno di lutto dopo la sua morte. Manca ovviamente la prova definitiva, e mai la si potrà avere. Ma se così fosse davvero, troverei che indossare ancora il lutto dopo quasi un secolo dalla morte del Maggiore Baracca sarebbe una tradizione davvero toccante nella sua sobrietà, che l’Aeronautica Militare farebbe bene a rivendicare con giusta fierezza.
Spero di averle fornito qualche elemento interessante, e la saluto con viva cordialità