Volevo ringraziarla per aver postato di questa occasione. Stavo per farlo io quando ho visto la sua discussione. Posto qui le riflessioni che sento di condividere. Anch'io molto spesso leggo le ultime notizie della Custodia, mi fanno sentire un po' più vicino alla Terra Santa. In particolar modo, anche se forse potesse essere scontato, ho sentito molto le intenzioni di preghiera e le esortazioni del Gran Maestro per i nostri fratelli di quella terra, per l'ordine che li sostiene da molti angoli della terra. Non siamo niente di fronte all'intera umanità (l'umanità che potrebbe fare qualcosa, ma in fondo è sempre stato così ed è giusto che così sia per certi versi), ma un ordine cavalleresco può ancora sostenere la piccola comunità cristiana di Gerusalemme e questo riempie di gioia. Riempie di gioia che di fronte alle difficoltà di questa terra, l'ordine riesca a sostenere la cultura e le strutture che permettono ai nostri fratelli di celebrare la loro fede, di formarsi, di resistere alla tentazione della fuga, alle privazioni ed i disagi.
Sono ben felice della scelta del Gran Maestro. Mi ha colpito anche l'esortazione ai frati francescani che custodiscono il luogo dove un tempo, ogni cavaliere, voleva essere riconfermato tale rieffettuando la sacra investitura, quale che fosse stata la fons honorum che l'aveva creato tale,
rinnovando l'impegno e la devozione filiale e cavalleresca al Signore Glorioso. E' vero è una vocazione speciale quella dei frati della Custodia di Terra Santa, così come quella del Cavaliere del Santo Sepolcro, come quella di ogni Cavaliere che ha abbracciato tale cammino di vita, proiettato nel suo specifico e ancor sensato percorso escatologico.
Questo GranMaestro mi sembra una persona carismatica. Con le sue esortazioni ha messo in contatto con la Terra Santa tutti i suoi Cavalieri, ha quasi con forza riaffermato il legame inscindibile che sempre resterà tra il Sepolcro Santo ed i suoi Cavalieri, ha riconfermato le loro promesse e pregato per le loro intenzioni. Non ho mai avuto l'opportunità di incontrarlo di persona (purtroppo non potetti recarmi alla messa dei primi di dicembre). E queste fotografie me lo hanno fatto "incontrare" informalmente, conoscere un po' meglio. Sono felice che S.E. Il Sig. Cardinale Foley, sia il GranMaestro scelto da Sua Santità per questo Ordine. I membri dell'Ordine devono essere tanto grati al loro Pontefice perché in un mondo in cui tutti si interrogano sul perché di una vocazione cavalleresca, chi meglio di un uomo esperto della comunicazione, può rappresentare con maggiore forza e difendere, forse anche più dei suoi membri, l'istituzione che rappresenta. Pare che indossi come se fossero state sempre sue, le insegne di questo importante incarico. Incarico e responsabilità gravosa, quella di guida spirituale di poche migliaia di persone che hanno scelto l'arduo compito di una vocazione impegnata nel quotidiano, nella famiglia, nel lavoro con uno spirito tutto speciale, ma sempre pericolosamente in bilico tra la tensione all'ascesi e alla rinuncia e la tentazione della superficialità e "strumentalità".
Sono sempre in attesa di poter leggere omelie ed esortazioni del Gran Maestro, che sono sicuro ci guideranno efficacemente.
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P.S: Per tornare a toni conviviali... la "svista" del rocchetto in realtà, non è più percepita soprattutto dai prelati...
In un seminario tradizionalista... un altro
"illustre trasgressore" 