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Il medagliere dell'imperatore

Inviato:
sabato 10 novembre 2007, 0:36
da Alessio Bruno Bedini

Inviato:
sabato 10 novembre 2007, 10:57
da Tilius
...il collare fascia e placca sono tutti della Legion d'Onore (e spesso portava anche una decorazione da petto della Legion d'Onore... e mi sembra che sia anche questo il caso: é la decorazione subito a fianco del collare...).
Tutto il resto é un filino troppo confuso per azzardare ipotesi...
La prima medaglia della fila di tre (la seconda delle quattro se partiamo dalla legion d'onore...) potrebbe essere la Medaille Militaire (1852), ovviamente in versione
Napoleon Trois con aquilotto...
... mentre la terza (l'ultima) potrebbe essere la Medaglia della Campagna d'Italia (1859)...
In mezzo... ???... sembrerebbe quasi un qualche cosa montato all'inglese, con l'appiccagnolo a barretta... se fosse inglese, ipotizziamo una Guerra di Crimea?
In ogni caso, sembra evidente che
Napoléon-le-petit privilegiasse le decorazioni francesi, Legion d'Onore sopra tutte.


Inviato:
sabato 10 novembre 2007, 11:27
da Tilius
... va da sé che l'Imperatore era, comunque, insignito di
milioni di altre decorazioni: Giarrettiera (1855), Toson d'Oro (spagnolo, 1850,
Luigi Napoleone Bonaparte presidente e non ancora
Empereur...

) , Annunziata (1849, idem da presidente)... solo per citarne alcuni dei maggiori.
Mai però che si sia fatto ritrarre (né dipinti né fotografie... ma magari tali ritratti esistono anche e non sono molto conosciuti) con niente addosso che non fosse la Legion d'Onore d'ordinanza e poco altro.

Inviato:
sabato 10 novembre 2007, 11:29
da Tilius
... un ultimo ritrattino di Napoleone III... sul letto di morte... con
ben altre decorazioni poste sul petto...
SIC TRANSIT GLORIA MUNDI.


Inviato:
sabato 10 novembre 2007, 14:05
da alfabravo
Vedendo Napoleone III sul letto di morte mi è venuta alla mente una leggenda (almeno così si dice)
In Egitto esiste una setta o Ordine o confraternita (dipende dal punto di vista) i cui componenti dicono di custodire i segreti della Sfinge e delle piramidi. La Sfinge ha fama di avere legato se stessa a famose maledizioni. E’ il caso di Napoleone Bonaparte che fece cannoneggiare il suo volto e subì la maledizione che gli fu annunziata dai sacerdoti egiziani: per aver profanato il grande monumento sacro, lui e tutti i suoi discendenti sarebbero morti in cattività e in esilio
Napoleone morì infatti a Sant’Elena. Suo figlio, il duca di Reichstadt, morì in Austria. Napoleone III, dopo la sconfitta di Sedan, morì a Londra, anch’egli in esilio. Suo figlio, “Napoleone IV”, morì in Sud Africa in modo misterioso.
Recandosi a visitare la Sfinge, venne avvicinato da uno dei sacerdoti che gli donò una sella, dicendo che era appartenuta al suo avo Napoleone I. Il giovane napoleonide, ultimo della stirpe, non se ne separò mai e, quando andò in Sud Africa con l’esercito inglese per combattere contro gli zulù, durante uno scontro protesse la fuga dei suoi commilitoni, affrontando da solo gli zulù: si sarebbe anche salvato se la cinghia della sella, non si sa perché, non si fosse rotta, buttandolo a terra, in balia dei nemici che lo finirono a colpi di zagaglia. Anche lui morto in terra straniera, in modo drammatico.
Ritter

Inviato:
mercoledì 14 novembre 2007, 18:31
da Elmar Lang
Salve,
io ricordavo che la sfinge fu cannoneggiata da un pascià turco molti e molti anni prima, in quanto "idolo sacro ad immagine umana", cosa inammissibile per un devoto maomettano. Non credo che Napoleone, interessato quanto mai alle antichità egizie (si pensi che parallelamente alla spedizione militare agiva quella artistico-scientifica di Vivant-Denon che portò alla pubblicazione della miràbile "Description de l'Egypte"), abbia potuto autorizzare il danno d'un'opera d'arte impressionante.
Bello anche il ricordo della fine di Napoleone IV, vittima, con le parole di Carducci, della "inconscia zagaglia barbara".
A presto,
Elmar Lang

Inviato:
mercoledì 14 novembre 2007, 19:06
da Tilius
Elmar Lang ha scritto:Salve,
io ricordavo che la sfinge fu cannoneggiata da un pascià turco molti e molti anni prima, in quanto "idolo sacro ad immagine umana", cosa inammissibile per un devoto maomettano. Non credo che Napoleone, interessato quanto mai alle antichità egizie (si pensi che parallelamente alla spedizione militare agiva quella artistico-scientifica di Vivant-Denon che portò alla pubblicazione della miràbile "Description de l'Egypte"), abbia potuto autorizzare il danno d'un'opera d'arte impressionante.
...concordo con Lei. Solo una trascurabile precisazione: la
Description de l'Égypte, ou Recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Égypte pendant l'expédition de l'armée française fu un'opera collettiva. Alla penna del solo Vivant Denon si deve più precisamente il
Voyage dans la Basse et Haute Égypte pendant les campagnes de Bonaparte en 1798 et 1799.

Inviato:
martedì 20 novembre 2007, 23:14
da Elmar Lang
Salve,
mi ha fatto enorme piacere questa chiosa egittologica, che ci rammenta come una campagna di guerra abbia avuto unita una monumentale campagna di ricerca artistico-scientifica.
Per brevità non sono stato sufficientemente chiaro, ma intendevo ovviamente che Vivant-Denon era a guida della Commissione (o spedizione) artistico-scientifica e non unico autore degli studii poi pubblicati.
Ovviamente, la "Description de l'Egypte" fu un'opera collettiva, sempre meravigliosa da leggere e da ammirare nelle sue splendide tavole.
Per qualcosa di simile (ed aggoirnato), si dovrà aspettare, qualche decennio dopo, la gigantesca opera eseguita sotto la direzione di Richard Lepsius "Denkmäler aus Aegypten und Aethiopien".
...ma qui, perdonerete la mia passione egittologica parallela a quella faleristica, sto uscendo dal tema, ovvero il medagliere di Napoleone III.
A presto,
Elmar Lang