da antonio_conti » giovedì 27 febbraio 2003, 2:38
Sollecitato come tutti da Pier Felice, mi aggiungo a quanti hanno già risposto:
Un Ordine è un’organizzazione ‘ordinata’ di persone preordinata ad un fine particolare. Di solito l’organizzazione è gerarchica con possibilità di movimento interno più o meno ampio. Così gli Ordini genericamente ‘religiosi’, quelli professionali e quelli cavallereschi, appunto. Al di là delle compagnie d’arme, direi che i primi Ordini cavallereschi propriamente detti nascono dagli Ordini ‘ospitalieri’ nell’ambito delle crociate. Alcuni di questi Ordini con originari scopi assistenziali si tramutano in veri e propri corpi militari pur mantenendo in maniera più o meno ampia una regola di tipo monastico come costituzione. Questi Ordini vennero riconosciuti dai pontefici e su questo dato di fatto, credo si sia basato poi il diritto di riconoscere questi Ordini da parte del pontefice e (credo, o forse no?) dall’altra autorità universale, l’imperatore.
Questi Ordini a volte sono stati secolarizzati, a volte divisi in una parte secolare ed un’altra religiosa, alcuni sono stati uniti o assorbiti da altri, altri sono stati sciolti violentemente come il caso dei c.d. Templari.
Ad imitazione di questi primi Ordini cavallereschi sorgono poi quelli non direttamente collegati al fenomeno delle crociate e intimamente più laici, anche se sovente dedicati a santi.
Sono gli Ordini cavallereschi ‘curiali’, creati dai diversi sovrani allo scopo ri riunire a sè il nerbo dei vassalli più fedeli o (paradossalmente) più riottosi. L’ideale era quello della tavola rotonda e questi Ordini dovevano servire a creare uno spirito di emulazione a tutto vantaggio del sovrano concedente. E’ interessantissimo il fenomeno –che ho scoperto di recente- simile all’omaggio ligio, per il quale l’assunzione nel numero dei Cavalieri X doveva comportare o presupponeva l’uscita e l’abbandono di altri Ordini. Fenomeno non saprei dire se effettivamente realizzatosi.
Questi Ordini, numerosissimi e dai nomi più diversi, sono a loro volta i predecessori della cavalleria più propriamente di merito, quest’ultima, poi antesignana di Ordini quali quelli oggi presenti nel patrimonio Araldico della Repubblica Italiana (a questi ultimi fenomeni, credo, si possa ricondurre il fenomeno delle onorificenze).
Ordini che via via premiano i sudditi o i cittadini per i loro meriti acquisiti nei diversi campi dell’agire umano.
Naturalmente l’evoluzione della cavalleria (posto, come noto, che la nascita di un nuovo modello non ha soppiantato il precedente) ha comportato il mutamento di oneri ed onori connessi all’appartenenza ed al grado ricoperto. Questi cambiamenti si sono avuti anche negli Ordini più antichi. Credo di non sbagliare nel ricordare che molte prove di nobiltà sono state diminuite, molti voti contenuti, molte nobilitazioni precluse.
Tralascio l’aspetto assistenziale che fu all’origine degli Ordini crociati ma anche di Ordini più recenti, scopi assistenziali che molti Ordini hanno mantenuto ed altri hanno assunto per ‘giustificare’ la loro esistenza e darsi uno scopo in linea con i tempi.
Credo che per decorazione si possa intendere l’oggetto materiale dell’insegna concessa a insigniti di Ordini cavallereschi e/o di merito. Allo stesso modo l’oggetto materiale conferito come premio da una qualche autorità per motivi diversi. Così come il premio ‘immateriale’ concesso (dirsi decorato della medaglia al merito…) vuol dire, certo, possedere legittimamente l’oggetto della medaglia, ma anche il dato (l’onore) dell’esser stato premiato per qualche cosa.
Sentendo parlare di sistema premiale, come è già stato detto, a me viene subito alla mente il triste fenomeno della legislazione premiale in campo penale (da taluni ritenuto utile).
Posso immaginare, però, che si possa parlare di sistema premiale anche con riguardo al fenomeno degli Ordini ‘curiali’ e del fenomeno delle onorificenze per il discorso fatto in precedenza, ma di questo sono meno certo. Diciamo che non stona (se non lo si accosta al riferimento al campo penale).
Ho scritto di getto, ma domani darò un’occhiata al bel libro di Pier Felice per un ripasso della materia, e alle pagine del sito IAGI a questo tema dedicate, mentre mi piace consigliare la lettura di: FRANCO CARDINI, 'Il guerriero e il cavaliere', in a cura di Jacques Le Goff, L’Uomo medioevale , Laterza, Bari, 1987.
A me è piaciuto molto per la forma e il contenuto.
Un saluto a tutti
Antonio Conti
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