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Nastrini e miniature

MessaggioInviato: mercoledì 11 luglio 2007, 20:02
da Maramaldo
Ringraziando in anticipo ed in anticipo chiedendo venia ove la risposta a questa mia si trovasse già in qualche altro argomento:
la persona alla quale sia stata conferita una decorazione militare -e non oso, a chi guardi il mio avatar, tentare di spacciare questa domanda come frutto di una curiosità dovuta esclusivamente al desiderio di conoscere :D- è autorizzata ove per motivi di orgoglio personale, motivi sentimentali, situazioni legate al proprio vissuto, volesse fregiarsene, ad indossarla su abiti civili, all'occhiello sul bavero della giacca?
Ed ove questo fosse ammesso, non essendo atto allo scopo il nastrino consegnato insieme alla decorazione, in che forma, dimensioni, materiali, fattura, foggia dovrebbe essere riportata la decorazione medesima?
In ultimo: c'è o c'è stato un uso in questo senso? O sarebbe solo una vuota non richiesta, vanitosa novità? :oops: :D

Con viva cordialità,


A.S.

MessaggioInviato: mercoledì 11 luglio 2007, 20:32
da Marcello G. Novello
Tra i ricordi della mia infanzia c'è l'immagine del mio caro zio Vincenzo, reduce della Grande Guerra, che, sull'abito civile, portava orgogliosamente all'occhiello i suoi nastrini disposti verticalmente e realizzati in smalto su base d'argento. Penso fossero delle realizzazioni d'oreficeria. Di quelle d'una volta, intendo. Ai giorni nostri non ho visto nessuno portare onori del genere e sì che di reduci e veterani ne frequento a decine, sempre goloso dei loro racconti che purtroppo non interessano ormai neanche i loro nipoti!

MessaggioInviato: mercoledì 11 luglio 2007, 20:46
da Guido5
Cari amici,
per comodità riporto da un altro “topic” (http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=2345) questa immagine di un distintivo con tre nastrini smaltati della "Grande Guerra":
Immagine
il primo è quello con il filetto dorato di "ferito", il secondo quello della croce "al merito di guerra", il terzo quello commemorativo della guerra stessa con la stelletta al centro che indica un anno di campagna: chi lo portava era un "Ragazzo del '99".

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: mercoledì 11 luglio 2007, 20:51
da Maramaldo
Signori... Vi ringrazio!
Ora -di ben piccolo sprone avevo bisogno- non mi rimane che cercare un orefice degno di questo nome. Chissà se anche in questo c'è chi mi sa aiutare? :D
Vivo a Biella e lavoro fra Torino e Milano, per cui ove fosse possibile trovare un riferimento tra queste due città...

Con viva cordialità,


A.S.

MessaggioInviato: mercoledì 11 luglio 2007, 21:53
da pompiere
Condivido il suo pensiero ammetto che spesso avrei voluto avere i nastrini smaltati per l'abito civile come s'usava un tempo.
Anni fa ricordo bene che mentre facevo la spesa al supermercato scorsi con la coda dell'occhio un anziano signore che portava al bavero della giacca i nastrini della croce al merito di guerra ma sopratutto di un argento al VM.
Lo guardai e porgendogli la mano lo ringraziai...lui sorpreso mi chiese il perchè.... io gli risposi che un decorato di Medaglia d'Argento al VM sicuramente aveva fatto qualcosa di speciale per ogni italiano....anche per me.

MessaggioInviato: domenica 15 luglio 2007, 23:19
da Carnelevario
Il distintivo da giacca (c.d. bottone) non è previsto per tutte le decorazioni.
Si deve pertanto controllare se nel decreto istitutivo dell'onorificenza ne è previsto l'uso e, di conseguenza, la foggia, dalla quale non si può derogare (es. OMRI).
Altro dire è il porto di una riproduzione di uno o più nastrini, come nelle immagini sopra riportate. In questo caso intervengono la consuetudine (ormai persa), l'abilità dell'artigiano e, perchè no, il gusto estetico di chi l'indosserà.

MessaggioInviato: lunedì 16 luglio 2007, 8:55
da Maramaldo
Carnelevario ha scritto:Altro dire è il porto di una riproduzione di uno o più nastrini, come nelle immagini sopra riportate. In questo caso intervengono la consuetudine (ormai persa), l'abilità dell'artigiano e, perchè no, il gusto estetico di chi l'indosserà.


O la sua vanità... :D ammesso che si possa rubricare come vanità quella di chi tiene ad avere su di se un segno che dica, e.c. "Io sono stato ad El Alamein" od in Bosnia, od in Iraq, o magari "Io per dieci anni ho impiegato il mio tempo libero a guidare le ambulanze ed a spingere le carrozzine a Lourdes invece di stare in pantofole a guardare *tronisti* catatonici e naufraghi vari ed invece di andare allo stadio conciato come un somaro bardato a festa". Trovo assai sano l'essere orgogliosi delle proprie azioni buone ed onorevoli.

Con viva cordialità,


A.S.

MessaggioInviato: lunedì 16 luglio 2007, 13:22
da Carnelevario
Maramaldo ha scritto:
Carnelevario ha scritto:Altro dire è il porto di una riproduzione di uno o più nastrini, come nelle immagini sopra riportate. In questo caso intervengono la consuetudine (ormai persa), l'abilità dell'artigiano e, perchè no, il gusto estetico di chi l'indosserà.


O la sua vanità... :D ammesso che si possa rubricare come vanità quella di chi tiene ad avere su di se un segno che dica, e.c. "Io sono stato ad El Alamein" od in Bosnia, od in Iraq, o magari "Io per dieci anni ho impiegato il mio tempo libero a guidare le ambulanze ed a spingere le carrozzine a Lourdes invece di stare in pantofole a guardare *tronisti* catatonici e naufraghi vari ed invece di andare allo stadio conciato come un somaro bardato a festa". Trovo assai sano l'essere orgogliosi delle proprie azioni buone ed onorevoli.

Con viva cordialità,


A.S.


Carissimo Maramaldo, condivido in pieno le sue idee.
La mia espressione "gusto estetico" è infatti da prendersi alla lettera, ovvero il committente della miniatura dovrà indirizzare l'esecuzione artigianale secondo i suoi gusti.
Null'altro da eccepire in merito, anche perchè mio nonno e mio padre avevano i loro bravi distintivi da giacca con le miniature dei nastrini ed erano orgogliosi e fieri di indossarli.

MessaggioInviato: lunedì 16 luglio 2007, 13:48
da Maramaldo
E non era mia minima intenzione gentile Carnelevario, nel citarLa, darLe con il mio corsivo l'impressione di una risposta piccata o anche solo di una puntualizzazione. Se e così non sono riuscito ad esprimermi bene; la mia era piuttosto una piccola ammissione di un vizio... la vanità, appunto :oops: :D , intendendola nell'accezione e nei limiti che sopra esponevo.

Con viva cordialità,


A.S.