Croci di Goffredo "da interpretare"

Inviato:
venerdì 22 giugno 2007, 21:40
da cassinelli
Ho trovato questa immagine; purtroppo è un po' "piccola", però - a mio avviso - meriterebbe di essere interpretata.
Noto numerose "Croci Quintuplici"... ma non riesco a correlarle tutte all'OESSG.
Potete aiutarmi? Grazie!


Inviato:
venerdì 22 giugno 2007, 21:49
da marcotabi
provo io..allora vediamo...
Partendo dall' alto:la sesta
nella seconda fila secondo me nessuna da collegare all' Ordine
Terza fila:l'ottava
penultima fila:la quinta
Ultima fila:non sono in grado di riconoscerle sono molto piccole e sfocate le placche.
c'ho provato:)
Cordialità

Inviato:
venerdì 22 giugno 2007, 22:14
da Lord Acton
Stasera mi è molto difficile dare valutazioni, stò guardando la foto sullo schermo del palmare, domani sera, dallo schermo del PC, spero di poter fare qualcosa di meglio.
Lord Acton

Inviato:
venerdì 22 giugno 2007, 22:31
da Roberto Filo della Torre
dall'ultima fila partendo da sinistra la terza, mi pare del santo sepolcro.
Cordialità
Saluti al carissimo marco T., che come al solito è preparatissimo.

Inviato:
venerdì 22 giugno 2007, 22:34
da cassinelli
... e le altre Croci, a quali Ordini appartengono?

Inviato:
sabato 23 giugno 2007, 0:32
da Marcello G. Novello
Spero che un'immagine ingrandita, ancorchè di bassa qualità, possa aiutare i nostri esperti.


Inviato:
sabato 23 giugno 2007, 8:54
da Antesterione
Apporto il mio contributo. A parte alcune insegne di cavaliere (placche e nastri da collo), una Sacri Itineris e qualche interessante pezzo che tuttavia, per la bassa risoluzione non mi sento di identificare, ma di cui alcuni sembrano riprodurre le antiche croci di Gerusalemme simili a quelle custodite nel tesoro del Santo Sepolcro, probabilmente come manufatti per i pellegrini anche se alcune mi ricordano moltissimo alcuni passaggi evolutivi delle croci dell'Ordine, possiamo invece senza ombra di dubbio affermare che:
Dal basso la terza decorazione da sinistra (decorazione a forma di rombo, losanga in smalto bianco, con al centro la croce del Santo Sepolcro e un nastrino rosso con al centro una banda nera affiancata ai lati da due bande bianche) sia l'Insegna delle Dame Missionarie del Santo Sepolcro.
In seguito alla Grande Guerra del 1914-1918, Mons. Barlassina, patriarca di Gerusalemme, ebbe l'idea di fondare un'Opera della Preservazione della Fede in Palestina di cui ottenne approvazione da papa Benedetto XV il 3 Luglio 1920.
Questo movimento vide nascere la figura delle zelatrici e degli zelatori che erano in pratica fedeli generosi che avevano effettuato donazioni in soccorso alla Terra Santa.
Come sappiamo, con le lettere apostoliche Decessores nostri del 6 Gennaio 1928, in modo definitivo ed esclusivo Pio XI unisce quest'opera all'Ordine Equestre del Santo Sepolcro. Quello che in origine era stato un sostegno esclusivamente caritativo e finanziario, diventava ora una vera e propria azione Missionaria, la missione papale che vede l'Ordine ancora impegnato ai giorni nostri. Se l'Opera, che aveva anche degli statuti suoi propri, come movimento autonomo sparì con la riforma dell'Ordine nel 1949, restavano a testimonianza di questo movimento delle Dame, non appartenenti all'Ordine Equestre del S. Sepolcro, che tuttavia erano state ammesse nell'Opera per la preservazione della fede in Palestina dalla sua fondazione nel 1920. Gli statuti dell'Opera nel 1932, quindi poco dopo l'unione dell'Opera all'Ordine, per regolarizzare la posizione di queste Dame volontarie nei confronti dell'Ordine e dell'Opera stessa, ottennero la denominazione di "Dame Missionarie del Santo Sepolcro".
Sul nastro le più meritevoli ed anziane potevano apporre delle barrette che menzionavano gli anni di anzianità nell'Opera. Anche delle piccole palme in metallo dorato (anch'esse da apporre sul nastro della decorazione) riconoscevano segnalate meritevoli azioni.
Cfr. Statuti generali dell'Opera della Preservazione della Fede in Palestina, in Ordre du Saint-Sépulcre, Lieuteneance de France, 1932, p.32-35.
Cordialità,
Andrea