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Cinema e decorazioni

MessaggioInviato: giovedì 31 maggio 2007, 18:20
da Mario Volpe
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Il cinema ha sempre dedicato poco spazio e scarsa attenzione al mondo degli onori e delle decorazioni, e quando si è trovato nella necessità di affrontarlo non sempre ha saputo rispettare e riprodurre correttamente sul grande schermo i complessi codici e le rigide specifiche che regolano questo mondo così particolare.
I generi principali nei quali il cinema si è dovuto confrontare con queste regole, sono senz’altro quelli dei film storici e dei film di guerra, nei quali è inevitabile che una gran parte del “cast” indossi tenute e uniformi, con decorazioni e distintivi, per poterne interpretare i tipici ruoli.
Il risultato, come avranno potuto notare quelli di voi che hanno l’abitudine di fare attenzione a certi particolari, è stato piuttosto variabile e non sempre ha visto il rispetto del necessario rigore storico e scientifico.
Credo che per noi appassionati di questa particolare materia, vedere un film nel quale dei personaggi storici, siano essi civili o militari, che indossano delle decorazioni "sbagliate", possa corrispondere al classico esempio del film sugli antichi romani in cui un centurione se ne va tranquillamente in scena con un orologio moderno al polso…
Uno degli esempi che mi ha sempre molto colpito, paradossalmente, riguarda uno dei più bei film mai prodotti da Hollywood (almeno secondo me), interpretato tra l’altro da uno dei più grandi divi della storia del cinema. Sto parlando di “Sentieri Selvaggi” (“The Searchers” del 1956) e del suo protagonista John Wayne.

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Pur non essendo un film di guerra o a sfondo storico, ma un classico del genere western, il film presenta infatti una delle più singolari incongruenze cinematografiche nel campo delle decorazioni mai viste sullo schermo. In una delle prime sequenze del film, infatti, si vede Wayne che regala ad una nipotina una decorazione che egli avrebbe dovuto ricevere per la sua partecipazione alla Guerra di Secessione appena conclusasi. Fin qui tutto regolare, ma un successivo primo piano della decorazione rivela trattarsi di una croce da cavaliere dell’Ordine di S. Sava del Regno di Serbia… Un’evidente incongruenza commessa dagli autori del film, che molto probabilmente, da un lato, non avevano la minima cognizione sulle decorazioni americane dell’epoca e, dall’altro, puntando anche sull’ignoranza del pubblico, decisero di scegliere quella croce unicamente perché di gradevole aspetto e perché “faceva scena” (la stessa croce, segnalo, si rivede verso la fine del film appesa al collo del capo indiano che aveva rapito la nipotina, poco prima di essere ucciso dal “giustiziere” Wayne).

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Esempi analoghi sono presenti in molte altre pellicole e dimostrano come le scarse conoscenze, o le semplici distrazioni, possano talvolta produrre degli errori tecnici altrimenti facilmente evitabili.
D’altro canto, il cinema internazionale ci ha anche offerto innumerevoli esempi di ottime ricostruzioni storiche sia nel campo uniformologico che delle distinzioni onorifiche, attraverso la realizzazione di ottime pellicole di guerra o del tipo storico in costume. Ricordo in quest’ambito, solo per citare degli esempi più o meno recenti, film come “Patton Generale d’Acciaio” (del 1970) o “Salvate il soldato Ryan” (del 1998), oppure film come “Waterloo” (del 1970), “L’ultimo Imperatore” (del 1987) o “La Caduta” (2004), nei quali la rappresentazione scenica e la realizzazione dei costumi e relativi "accessori" sono generalmente assai corretti e accurati.

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In quest’ambito possiamo anche ricordare la realizzazione di film specificamente dedicati a delle famose decorazioni, come “La caduta delle Aquile” (“Blue Max” del 1966) o “La Croce di Ferro” (“Cross of Iron” del 1977), nei quali le vicende centrali del film ruotano intorno al conseguimento da parte dei protagonisti delle ambite decorazioni.

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A livello di produzioni italiane, mi viene in mente una scena del Gattopardo (del 1963), nel quale in occasione della sequenza del ricevimento finale il personaggio interpretato da Alain Delon (Tancredi Falconeri) rimprovera il povero Paolo Stoppa (Don Calogero Sedara) per essersi presentato al ballo indossando un cavalierato della Corona d’Italia, e pronunciando la frase - mentre gli stacca la decorazione dalla giacca - “questa qui non basta…” (tra l’altro nella stessa sequenza si notano i numerosi militari presenti che indossano la fascia azzurra chi sulla destra e chi sulla sinistra…).

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Gli esempi potrebbero continuare all’infinito e lascio all’occhio attento degli amici frequentatori che ne avessero voglia di riportarne qualche altro in questo topic. Io concludo questa breve galleria ricordando un’ultima categoria di film, ossia quelli che – non avendo alcun riferimento storico né alcun legame con situazioni reali - mostrano costumi e decorazioni interamente inventati, come “Il Prigioniero di Zenda” (1952), nel quale i protagonisti sono liberi di indossare le loro luccicanti decorazioni inventate da fantasiosi costumisti, senza il timore di essere ripresi dagli esperti…

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Cordialmente,

Mario Volpe

MessaggioInviato: giovedì 31 maggio 2007, 18:32
da Cronista di Livonia
Molto interessante e divertente, potrebbe aggiungere anche Ludwig di Visconti, nel quale si vedono sia decorazioni bavaresi che ... l'Ordine al Merito Melitense in classe civile con un pò di anticipo sui tempi (e probabilmente altre decorazioni ancora).
Cordiali saluti,

Il Cronista di Livonia

MessaggioInviato: giovedì 31 maggio 2007, 19:30
da pompiere
Davvero un bel topic Dott. Volpe! Di esempi il mondo del cinema è assai pieno!

MessaggioInviato: giovedì 31 maggio 2007, 22:15
da Marcello G. Novello
Anch'io talvolta mi diverto ad acchiappare qualche immagine di personaggi decorati. Proprio recentemente è passato in tv uno sceneggiato (che brutto chiamarli fiction) dedicato all'indimenticabile Principessa Mafalda. Questi sono alcuni fermi immagine che penso possano interessare. Mi pare che le decorazioni siano indossate malamente:

Il Principe di Piemonte

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Il Principe Filippo d'Assia

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S.M. il Re Vittorio Emanuele III

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Re: Cinema e decorazioni

MessaggioInviato: venerdì 1 giugno 2007, 2:23
da Lord Acton
Mario Volpe ha scritto:A livello di produzioni italiane, mi viene in mente una scena del Gattopardo (del 1963), nel quale in occasione della sequenza del ricevimento finale il personaggio interpretato da Alain Delon (Tancredi Falconeri) rimprovera il povero Paolo Stoppa (Don Calogero Sedara) per essersi presentato al ballo indossando un cavalierato della Corona d’Italia, e pronunciando la frase - mentre gli stacca la decorazione dalla giacca - “questa qui non basta…” (tra l’altro nella stessa sequenza si notano i numerosi militari presenti che indossano la fascia azzurra chi sulla destra e chi sulla sinistra…).

Tralaltro si suppone che il ballo avvenga nel 1862, si parla dello scontro dell'Aspromonte come di un fatto successo da pochi giorni, mentre l'Ordine della Corona d'Italia è stato fondato nel 1868.

Invece voglio segnalare una bella scena del film "I cavalieri del Nord-ovest", tra quella finali, in cui il sergente Quincannon porge la giubba da grande uniforme al capitano Britless, che deve passare in rassegna, per l'ultima volta prima della pensione, lo Squadrone C, dicendo "gli uomini saranno contenti" e sulla giubba spicca la Medaglia d'Onore del Congresso, del modello conferito durante la Guerra di Secessione.

Sempre in quel film... anche se non c'entra niente con il nostro discorso... sono mitiche le scene del passaggio del guado, con il congedo dal tenente che il capitano capisce essere ora in grado di condurre autonomamente l'azione, e quella quasi finale in cui il sergente Tyre, già capitano sudista, porta al vecchio capitano Britless la nomina a capo degli esporatori con il rango di tenente colonnello che gli consentirà di rimanere in servizio.

"Is my renovation, chief of scout, with the rank of liutenant colonel"

Lord Acton

MessaggioInviato: venerdì 1 giugno 2007, 9:31
da Mario Volpe
Credo che si riferisse a questa:

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MessaggioInviato: venerdì 1 giugno 2007, 12:35
da Lord Acton
Esattamente...

Mi fa piacere che mi capisce sempre al volo... :D

Dobbiamo trovare la maniera di conoscerci personalmente.

Lord Acton

MessaggioInviato: venerdì 1 giugno 2007, 13:01
da Mario Volpe
E' facile capirsi quando si parla di argomenti di comune interesse...

Anche a me piacerebbe conoscerla, teniamoci in contatto nell'ipotesi di un suo futuro passaggio per Roma o di una mia eventuale puntata (meno probabile) a Napoli...

Cordialmente,

Mario Volpe

film

MessaggioInviato: domenica 3 giugno 2007, 11:11
da Carfi
Cosa mi dite delle medaglie e delle decorazioni di Forrest Gump, trasmesso proprio ieri sera, sabato 2 giugno?

Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano

MessaggioInviato: domenica 3 giugno 2007, 12:27
da Mario Volpe
E' vero, il personaggio interpretato dal bravo Tom Hanks nel film Forrest Gump si guadagna la più alta decorazione al valor militare americana, la Congressional Medal of Honour:

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Re: Cinema e decorazioni

MessaggioInviato: lunedì 22 ottobre 2007, 9:53
da Emanuele Pigni
Lord Acton ha scritto:
Mario Volpe ha scritto:A livello di produzioni italiane, mi viene in mente una scena del Gattopardo (del 1963), nel quale in occasione della sequenza del ricevimento finale il personaggio interpretato da Alain Delon (Tancredi Falconeri) rimprovera il povero Paolo Stoppa (Don Calogero Sedara) per essersi presentato al ballo indossando un cavalierato della Corona d’Italia, e pronunciando la frase - mentre gli stacca la decorazione dalla giacca - “questa qui non basta…” (tra l’altro nella stessa sequenza si notano i numerosi militari presenti che indossano la fascia azzurra chi sulla destra e chi sulla sinistra…).

Tralaltro si suppone che il ballo avvenga nel 1862, si parla dello scontro dell'Aspromonte come di un fatto successo da pochi giorni, mentre l'Ordine della Corona d'Italia è stato fondato nel 1868.


L'errore peraltro risale a Tomasi di Lampedusa, che nel romanzo cita la "croce della Corona d'Italia".

Gli ufficiali che portavano la fascia azzurra sulla spalla sinistra non erano forse aiutanti di campo? Ma non c'erano ufficiali generali presenti, se l'ospite d'onore era il colonnello Pallavicino.

Cavallerescamente,

Emanuele Pigni

MessaggioInviato: lunedì 22 ottobre 2007, 13:01
da Cavaliere77
wow il tipic che aspettavo....in questi giorni ho notato nella pubblicità dei famosi tortellini G. Rana ambientata all'interno di un'appartamento presumibilmente di studentesse universitarie che lo stesso Giovanni Rana indossa sulla giacca una rosetta completamente di colore verde....Santi Maurizio e Lazzaro o OMRI???
Curiosità grazie Martino

Re: Cinema e decorazioni

MessaggioInviato: lunedì 22 ottobre 2007, 13:50
da nicolad72
Emanuele Pigni ha scritto:Gli ufficiali che portavano la fascia azzurra sulla spalla sinistra non erano forse aiutanti di campo? Ma non c'erano ufficiali generali presenti, se l'ospite d'onore era il colonnello Pallavicino.


Anche gli ufficiali di Stato Maggiore portavano la sciarpa "in banda"... poi non vorrei ricordare male ma gli aiutanti di campo che indossavano la sciarpa al contrario erano solo quelle del re e (forse) dei principi del sangue (ma dovrei controllare).

MessaggioInviato: lunedì 22 ottobre 2007, 13:51
da Luca Bracco
se è completamente verde è OSSML.

ma opterei più per il Cavalierato del Lavoro...è verde con una banda rossa e quindi magari non si vede

Luca Bracco

MessaggioInviato: lunedì 22 ottobre 2007, 14:00
da nicolad72
Direi "Cavaliere del Lavoro"

http://www.cavalieridellavoro.it/cavali ... vetto=2492

Giovanni RANA
Nato a Cologna Veneta (Verona) nel 1937

Data di nomina 31 maggio 2003

Brevetto n. 2492

Settore: Industria

Veneto

Industria alimentare

È presidente del Pastificio Rana SpA. In poco più di 40 anni è divenuto leader in Italia nel settore della pasta fresca non solo per la qualità e la varietà dei prodotti, ma anche per i servizi offerti e l’innovazione. L’azienda, con 5 stabilimenti di produzione, 600 dipendenti, 80 distributori in Italia e 12 in Europa, 3 filiali in italia e 2 all’estero (Francia e Spagna), è leader nel settore della pasta fresca. Dopo aver allargato il proprio portafoglio ad altre merceologie, quali i funghi freschi, il Pastificio Rana è entrato anche nel segmento ristorazione con i corner “Trattoria Giovanni Rana”. Una formula innovativa di fast food che ha permesso, nel giro di poco tempo, di aprire 3 punti in Italia e 35 in Francia, dove entro il 2008 si arriverà a un totale di 100. Nel 2005 il fatturato è stato di 203 milioni di euro. Ancora bambino inizia a lavorare assieme ai fratelli nel panificio di famiglia che produceva pane, pasta e dolci. Nel 1961 decide di dedicarsi alla produzione e alla vendita della pasta fresca, e in particolare di tortellini lavorati a mano su ordinazione, in un piccolo laboratorio a San Giovanni Lupatoto. Aiutato da una decina di donne, prepara tortellini, curando di persona sfoglia e ripieno. Fino al 1965 si occupa direttamente anche della distribuzione, spostandosi a bordo di un motorino prima, di una R4 poi. Nel 1968 introduce in laboratorio la prima macchina, da lui ideata e perfezionata, con cui aumenta la capacità produttiva da 50/60 kg a settimana a 10 kg all’ora, senza alterare la qualità del prodotto. L’attività si trasforma così da artigianale in industriale. Nel 1971 il laboratorio viene trasferito e alla fine degli anni ’70 la produzione viene completamente automatizzata anche nella confezione. Negli anni ’80, con l’ampliamento della rete di distribuzione e con l’inserimento di manager nella struttura, l’azienda conquista la leadership sul mercato italiano, diventando negli anni ’90 una vera e propria azienda di dimensioni nazionali.



Presidente Pastificio Rana SpA
Presidente Associazione Produttori Pasta Fresca