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Il valore delle decorazioni

MessaggioInviato: domenica 22 aprile 2007, 1:48
da Generale
In un'altra discussione intitolata "Ammissione OSSML" ho letto che gli ordini cavallereschi non comportano nessun punteggio per la graduatoria finale/di merito e valgono, se ho capito bene, solo le decorazioni in un certo senso italiane. A questo punto mi domando: le medaglie NATO, ONU, UEO, le decorazioni della CRI, le decorazioni SMOM , le decorazioni pontificie (cavalieriati e non),le varie decorazioni rilasciate da altri paesi che tra l'altro sono riconosciute dallo Stato Italiano, ai fini dell'attribuzione di punteggio cosa possono mai valere?Credo proprio siano titoli di un certo valore e pertanto vanno presi in considerazione per attribuire un punteggio al titolato.
Ho notato che solo in alcuni concorsi va fatta un sorta di cernita per le decorazioni e distintivi come quello nei Carabinieri, mentre in un altro concorso (quello nell'EI) si prendevano in considerazioni le decorazioni e distintivi in generale, ovviamente quelli previsti.
Chiedo un parere ai miei colleghi di forum.
Grazie

MessaggioInviato: domenica 22 aprile 2007, 23:49
da Carnelevario
Per quanto mi sostiene la memoria (se vuole una risposta più tecnica dovrei andare a rileggere la legge sull'avanzamento), in ambito FF:AA. solo le decorazioni al Valore (Militare, dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica, ecc.) comportano un incremento di punteggio nel quadro d'avanzamento, così come per certo l'elogio scritto, l'encomio semplice e l'encomio solenne (ognuno con proprio punteggio).

MessaggioInviato: lunedì 23 aprile 2007, 23:07
da cassinelli
Scusate... ma come è possibile "quantificare", "pesare", "misurare" un onore così grande come appartenere ad una Milizia cavalleresca?

Viverlo solo come un punteggio, un avanzamento, una classifica?

Probabilmente sarò l'ultimo degli idealisti... però questo atteggiamento mi sconcerta.

Scusatemi per lo sfogo.


Alessio Cassinelli

MessaggioInviato: martedì 24 aprile 2007, 11:54
da T.G.Cravarezza
cassinelli ha scritto:Scusate... ma come è possibile "quantificare", "pesare", "misurare" un onore così grande come appartenere ad una Milizia cavalleresca?

Viverlo solo come un punteggio, un avanzamento, una classifica?

Probabilmente sarò l'ultimo degli idealisti... però questo atteggiamento mi sconcerta.

Scusatemi per lo sfogo.


Alessio Cassinelli


Gentilissimo,
sul piano emotivo, sono pienamente concorde con Lei: non si possono quantificare nè pesare simili onori, come non si può pesare, ad esempio, per un militare, l'aver comandato un reparto con onore durante una difficile missione all'estero o in patria. Però, è anche vero che c'è una commissione che deve valutare il curriculum (note caratteristiche) di ogni ufficiale e quindi tutto deve essere "quantificato" e "pesato" per bene, per non creare rivalità inutili, discriminazioni et similia.
Per questo, a mio avviso, anche le onorificienze di ordini cavallereschi riconosciuti dallo Stato andrebbero prese in considerazione all'interno del curriculum come valore aggiunto, proprio perchè sono indice di attività compiute e di meriti riconosciuti.

MessaggioInviato: martedì 24 aprile 2007, 13:55
da Renato Carlini
cassinelli ha scritto:Scusate... ma come è possibile "quantificare", "pesare", "misurare" un onore così grande come appartenere ad una Milizia cavalleresca?

Viverlo solo come un punteggio, un avanzamento, una classifica?

Probabilmente sarò l'ultimo degli idealisti... però questo atteggiamento mi sconcerta.

Scusatemi per lo sfogo.


Alessio Cassinelli



Grazie, caro Alessio, per il Suo intervento!
Purtroppo mi trovo invece costretto a non concordare con Tomaso. Innanzi tutto i parametri per definire il punteggio di merito di una graduatoria di avanzamento sono così complessi e articolati che il personale addetto impiega mesi a spulciare i libretti personali (e ad ogni minimo particolare, anche quello che può sembrare insignificante, viene attriubuito un punteggio incrementale, frutto di anni di studi statistici e di aggiustamenti), prorpio per giungere ad un quadro che sia il più fedele possibile alla realtà (e soprattutto inattaccabile ai ricorsi....). E poi ve lo immaginate il Capo Corso, che fin dai tempi dell'Accademia ha fatto sempre il massimo per servire con Onore e Disciplina, ha comandato in maniera ineccepibile i reparti dei vari livelli (plotone, copmagnia, battaglione, reggimento, ecc.) magari anche durante missioni all'estero, si vede improvvisamente sorpassare da qualcuno che ha sempre avuto una marcia in meno solo perchè non è interessato agli Ordini Cavallereschi o non ha mai avuto la fortuna di avvicianrsi ad essi? Tenete presente che anche per il conferimento dell'Ordine al Merito della Repubblica c'è bisogno non solo di raggiungere determinati requisiti (ad esempio avere il grado di Tenente Colonnello, con un certo numero di anni di servizio, ecc.) ma bisogna anche vincere certe resistenze dei Comandi di appartenenza che devono produrre gli elenchi delle proposte al Ministero della Difesa (che non è detto le faccia passare tutte...).
Cordialmente,
il penultimo degli idealisti....

MessaggioInviato: martedì 24 aprile 2007, 14:22
da T.G.Cravarezza
Renato Carlini ha scritto:
cassinelli ha scritto:Scusate... ma come è possibile "quantificare", "pesare", "misurare" un onore così grande come appartenere ad una Milizia cavalleresca?

Viverlo solo come un punteggio, un avanzamento, una classifica?

Probabilmente sarò l'ultimo degli idealisti... però questo atteggiamento mi sconcerta.

Scusatemi per lo sfogo.


Alessio Cassinelli



Grazie, caro Alessio, per il Suo intervento!
Purtroppo mi trovo invece costretto a non concordare con Tomaso. Innanzi tutto i parametri per definire il punteggio di merito di una graduatoria di avanzamento sono così complessi e articolati che il personale addetto impiega mesi a spulciare i libretti personali (e ad ogni minimo particolare, anche quello che può sembrare insignificante, viene attriubuito un punteggio incrementale, frutto di anni di studi statistici e di aggiustamenti), prorpio per giungere ad un quadro che sia il più fedele possibile alla realtà (e soprattutto inattaccabile ai ricorsi....). E poi ve lo immaginate il Capo Corso, che fin dai tempi dell'Accademia ha fatto sempre il massimo per servire con Onore e Disciplina, ha comandato in maniera ineccepibile i reparti dei vari livelli (plotone, copmagnia, battaglione, reggimento, ecc.) magari anche durante missioni all'estero, si vede improvvisamente sorpassare da qualcuno che ha sempre avuto una marcia in meno solo perchè non è interessato agli Ordini Cavallereschi o non ha mai avuto la fortuna di avvicianrsi ad essi? Tenete presente che anche per il conferimento dell'Ordine al Merito della Repubblica c'è bisogno non solo di raggiungere determinati requisiti (ad esempio avere il grado di Tenente Colonnello, con un certo numero di anni di servizio, ecc.) ma bisogna anche vincere certe resistenze dei Comandi di appartenenza che devono produrre gli elenchi delle proposte al Ministero della Difesa (che non è detto le faccia passare tutte...).
Cordialmente,
il penultimo degli idealisti....

Egregio Maggiore Carlini,
siccome non concepisco l'appartenenza ad un ordine cavalleresco (di merito, dinastico o Religione che sia) come una corsa al nastrino o come motivazione per avere qualche punteggio in più durante le valutazioni, ma come importante percorso personale al servizio di un ideale (per le Religioni) oppure come riconoscimento di particolari meriti (per gli ordini di merito), è normale che ritenga corretto riconoscere queste caratteristiche nella valutazione indivisuale degli ufficiali. Però questo sarebbe possibile in un mondo perfetto. Purtroppo nella realtà, ci sono gli idealisti e le persone consapevoli dell'importanza degli ordini cavallereschi e della loro vera missione, ma ci sono anche individui che sfruttano l'appartenenza agli ordini per fini poco nobili. Per questo motivo, effettivamente, devo concordare con Lei: meglio che gli ordini rimangano fuori dalle valutazioni, altrimenti la corsa al nastrino sarebbe ben più accanita di quanto già non lo sia oggi.
Cordialmente

MessaggioInviato: mercoledì 25 aprile 2007, 1:04
da Carnelevario
Gentile T.G. Cravarezza,
sono d'accordo con lei. L'attuale legge sull'avanzamento, emanata nel 1955 (si, dico 1955) risentiva del clima post-bellico e neo-repubblicano. Per questo previde un riconoscimento per il Valore Militare e trascurò gli Ordini cavallereschi: ad esempio troppi militari di ogni grado erano insigniti allora dell'Ordine della Corona, mentre pochissimi lo erano dell'Ordine al merito della Repubblica: situazione evidentemente imbarazzante!