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Ordini in disordine

MessaggioInviato: giovedì 8 marzo 2007, 16:33
da Mario Volpe
Come certamente noto a molti di voi , ogni paese attua delle proprie regole nel modo di indossare le onorificenze e le decorazioni sugli abiti da cerimonia civili o sulle uniformi militari.
Non sempre però queste regole trovano corrispondenze con gli usi internazionali, e questo crea spesso delle considerevoli differenze nel modo di indossare le decorazioni e non poca confusione per chi osserva questi "medaglieri" dall'esterno.
Servendomi delle foto di alcuni personaggi di stato più o meno famosi, vorrei portare, a beneficio dei frequentatori interessati, qualche esempio significativo.

Iniziamo dal Presidente libico Col. Gheddafi, nonchè dall'ex Presidente della Iugoslavia Tito, che indossano le prorie onorificenze sull'uniforme - sia nazionali che estere - in un modo che definirei "in ordine sparso":

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decisamente più ordinato il presidente della Birmania Than Shwe, che suddivide le proprie distinzioni in file parallele su entrambe i lati della giacca:

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molto più "britannico" invece, lo stile adottato dal Presidente del Pakistan Col. Musharraf, nonchè dal re di Giordania Abdulla II:

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uno stile un pò meno "sobrio" viene invece utilizzato dall'Emiro del Bahrain e dall'ex presidente dell'Uganda Idi Amin Dada

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inoltre qualche esempio dello stile sovietico, con i Presidenti Stalin, Krushchev e Breznev:

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Concludo con qualche esempio di stile "presidenziale" all'americana, in abiti civili, con i presidenti della Bolivia, dell'Ecuador e del Venezuela:

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Cordialmente,

Mario Volpe

MessaggioInviato: giovedì 8 marzo 2007, 16:47
da T.G.Cravarezza
Carissimo Mario,
ottima idea questa galleria di personaggi storici con relativi medaglieri. A mio avviso, l'unico tra questi ad essere in ordine, per il mio modo occidentale ed italiano di disporre le decorazioni, è il Sovrano della Giordania. Tutti gli altri li vedo, chi più chi meno, "fuori ordinanza" :shock: :D
Anche il Presidente del Pakistan, con quelle alette da pilota sovrapposte alla fascia e prima placca posta anch'essa sopra la fascia, non lo ritengo in ordine.
I sovietici hanno un loro stile abbastanza codificato, visto che tutti e tre i leader, nonostante il tempo che li separa, adottano una similare disposizione delle decorazioni.

MessaggioInviato: giovedì 8 marzo 2007, 17:42
da Mario Volpe
non c'è dubbio che il "british style" sia uno dei più corretti, anche se spesso viene malamente imitato, come negli esempi del re di Thailandia, del Sultano dell'Oman o del re dello Swaziland:

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Alla mia prima galleria di stili, ho dimenticato di aggiungere quello decisamente "pesante" tipico di certe dittature comuniste asiatiche, come la Corea del Nord. Reinserisco quindi in questo contesto la significativa immagine di ufficiali nordcoreani postata qualche giorno fa dall'amico Marcello Novello:

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Concludo con altri due esempi di stile "sovraccarico" con lo Scià di Persia ed il Presidente del Vietnam del Sud Van Thieu:

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Cordialmente,

Mario Volpe

Re: Ordini in disordine

MessaggioInviato: giovedì 8 marzo 2007, 19:52
da T.G.Cravarezza
Mario Volpe ha scritto:
Concludo con qualche esempio di stile "presidenziale" all'americana, in abiti civili, con i presidenti della Bolivia, dell'Ecuador e del Venezuela:

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Cordialmente,

Mario Volpe


Queste immagini fanno ancora più notare come ci sia bisogno di tornare alle "divise" civili quali frac e tight, perchè le decorazioni portate su un normale abito scuro o addirittura, come per il presidente della Bolivia, a camicia aperta, lasciano senza parole.

Re: Ordini in disordine

MessaggioInviato: giovedì 8 marzo 2007, 21:14
da Cottoneum
T.G.Cravarezza ha scritto:Queste immagini fanno ancora più notare come ci sia bisogno di tornare alle "divise" civili quali frac e tight, perchè le decorazioni portate su un normale abito scuro o addirittura, come per il presidente della Bolivia, a camicia aperta, lasciano senza parole.


A me più che camicia sembra un poncho... abito nazionale o semplicemente cattivo gusto (e ignoranza)?

Re: Ordini in disordine

MessaggioInviato: venerdì 9 marzo 2007, 1:43
da Mario Volpe
T.G.Cravarezza ha scritto:Queste immagini fanno ancora più notare come ci sia bisogno di tornare alle "divise" civili quali frac e tight, perchè le decorazioni portate su un normale abito scuro o addirittura, come per il presidente della Bolivia, a camicia aperta, lasciano senza parole.


Vuoi dire come l'impeccabile Imperatore del Giappone Akihito o il Presidente Marcos delle Filippine ?

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Re: Ordini in disordine

MessaggioInviato: venerdì 9 marzo 2007, 10:53
da T.G.Cravarezza
Mario Volpe ha scritto:
T.G.Cravarezza ha scritto:Queste immagini fanno ancora più notare come ci sia bisogno di tornare alle "divise" civili quali frac e tight, perchè le decorazioni portate su un normale abito scuro o addirittura, come per il presidente della Bolivia, a camicia aperta, lasciano senza parole.


Vuoi dire come l'impeccabile Imperatore del Giappone Akihito o il Presidente Marcos delle Filippine ?

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E' tutta un'altra storia :)

MessaggioInviato: venerdì 9 marzo 2007, 17:18
da Mario Volpe
Comunque direi che il più singolare in assoluto rimane lo "stile Bokassa"...

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Cordialmente,

Mario Volpe

MessaggioInviato: sabato 10 marzo 2007, 1:00
da Marcello G. Novello
Sebbene ordinatissimo mi sembra degno di nota il medagliere del grande Guglielmo Marconi che qui, sull'uniforme da Accademico d'Italia, porta le decorazioni italiane composte all'inglese, e cioè con la medaglia che poggia su un riporto di nastro.

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MessaggioInviato: sabato 10 marzo 2007, 12:53
da nicolad72
O Marconi era un uomo decisamente enorme o la fascia era veramente piccola... direi formato lilliput.

MessaggioInviato: sabato 10 marzo 2007, 13:21
da Marcello G. Novello
Mario Volpe ha scritto:Comunque direi che il più singolare in assoluto rimane lo "stile Bokassa"...


Ma vogliamo mettere la discreta eleganza di questa decorazione dell'Ordre de l'Opération Bokassa?

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P.S. Le altre decorazioni centrafricane sono qui

http://perso.numericable.fr/~semoeric/DECORATIONS_CENTRE_AFRIQUE.htm

MessaggioInviato: sabato 10 marzo 2007, 14:57
da Elmar Lang
In effetti, il "grande" Bokassa non poteva mancare nel novero dei decorati stile "albero di natale".

I Marescialli nordcoreani sono altrettanto "zavorrati" (a tal proposito, se qualcuno volesse divertirsi, alle fiere si cominciano a trovare discrete quantità di quelle "placche").

Credo però che il rapporto numero di onorificenze-popolazione spetti ancora all'Albania di Enver Hoxha (anche se raramente un singolo decorato presentava il petto troppo affollato... forse perché non faceva a tempo ad invecchiare abbastanza...).

A presto,

Elmar Lang

MessaggioInviato: sabato 10 marzo 2007, 16:00
da Mario Volpe
Non ho trovato immagini significative di Enver Hoxha nè dei pluridecorati ufficiali albanesi del periodo comunista. In compenso, vi faccio vedere il non meno appariscente "stile Zogu", Presidente e poi Re d'Albania nel periodo precedente l' "occupazione italiana":

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Se Bokassa era capace di indossare contemperaneamente ben 18 placche, Zogu ne riusciva a comunque portare 8...

Comunque, tanto per rimanere in area balcanica, date un'occhiata anche allo stile del re Ferdinando di Bulgaria, più moderato nel numero delle placche, ma certamente un grande appassionato di collari...

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Cordialmente,

Mario Volpe

Ordini in disordine

MessaggioInviato: giovedì 15 marzo 2007, 4:31
da Fabio Cassani Pironti
Pregiatissimo Signor Volpe,

Sono lieto che abbia affrontato quest’argomento, parafrasando in qualche modo il titolo del mio modesto manuale: “Ordini in ordine”, realizzato con l’intento di fornire una guida all’uso corretto delle decorazioni possedute dai funzionari diplomatici accreditati presso la Santa Sede, il Sovrano Militare Ordine di Malta e dai rispettivi Dignitari, secondo il tipo di cerimonia e dell’abito indossato, e di segnalare in modo particolare l’ordine di precedenza, che è l’essenza stessa e il vero significato per il quale s’indossano delle decorazioni in un determinato modo e in specifiche circostanze.
Quando ho deciso di iniziare il lavoro, mi sono chiesto come mai la maggior parte delle persone non indossasse le decorazioni in modo corretto? E’ noto che gli statuti ed i regolamenti degli ordini equestri sono molto precisi riguardo alle finalità dell’ordine, agli organismi che lo compongono, alla divisione in varie classi, alla forma e ai colori delle decorazioni, alle uniformi e a molti altri aspetti normativi, ma poco o nulla dicono circa il modo nel quale le insegne identificative dell’ordine devono essere indossate. Ho pensato che, oggigiorno, uno dei motivi potesse essere l’assenza di esempi su cui ispirarsi.
In passato, il figlio aveva nel padre - e negli altri uomini della sua Casa - un prototipo da imitare. I nostri tempi non forniscono più modelli da emulare e perciò si sbaglia, anche in buona fede. Certamente, la vanità gioca un ruolo preponderante, poiché spesso si ovviano di proposito le regole stabilite nel tempo. La precedenza, la norma “abito = formato dell’insegna”, la selezione fra ordini posseduti, opportunità, modo d’indossarli e abbinamenti, in pratica i principi cardini che regolano il corretto uso delle decorazioni, sono abbandonati per l’unica regola valida: indossare tutto ciò che si possiede.
Chiudo, ringraziandoLa vivamente, con le parole di Giovanni Battista Casti (1724-1803), ne Gli animali parlanti:

E ranghi e gradi e distintivi e fregi,
ciondoli, ciondolini e ciondoloni,
titoli, marche, onor,
cose che danno merito
a quei che merito non hanno.

Fabio Cassani Pironti

MessaggioInviato: giovedì 15 marzo 2007, 13:41
da Mario Volpe
Egregio Dr. Cassani Pironti,

sono molto lieto che abbia notato questo topic, intuendone correttamente lo spirito e la parafrasi riferita al titolo del suo manuale “Ordini in Ordine”.
L’intento, in antitesi con i suoi sforzi di illustrare il modo corretto di indossare le onorificenze nelle occasioni formali, era proprio il far vedere come non sempre monarchi, capi di stato o dittatori – proprio coloro che dovrebbero rappresentare un modello per la loro comunità – siano capaci nelle suddette occasioni di rispettare quei dettami che, non solo le norme protocollari, ma anche il semplice buon gusto, dovrebbero imporre.
Il comune denominatore è spesso sempre quello, come giustamente da lei rilevato, di dare libero sfogo alla voglia di apparire, indossando senza limiti tutto ciò che si possiede.
In molti casi è la semplice attuazione matematica della formula: più onorificenze si possono sfoggiare = più importanza si vuole dimostrare. Una sorta di misurazione del livello del potere raggiunto attraverso l’unità di misura delle placche e delle croci ostentate. Una formula che, diffusasi tra i fasti del passato di certe corti europee, sembra essersi quindi tramandata, in tempi più recenti e con l’aggiunta di un pizzico di esotismo, anche nelle sale del potere di lontani Paesi asiatici e africani.
Risulta quindi confortante constatare come, proprio grazie ad opere come il suo già citato manuale (in aggiunta all’altra importante pubblicazione da lei curata con il Dr. Michele d’Andrea, “Vestire gli Onori”), sia oggi possibile, almeno nel nostro Paese, riuscire a mettere un po’ d’ordine nel corretto modo di selezionare ed indossare le proprie onorificenze. Un esempio che, mi auguro, venga presto seguito ed imitato anche all’estero.

Cordialmente,

Mario Volpe