Premetto che ho seri dubbi sull'autenticità di tale documento perchè nel 2024 mi sembra molto improbabile che un Pontefice, e soprattutto Papa Francesco, possa prendere in considerazione l'idea di concedere titoli nobiliari, ma non concordo su alcune cose scritte finora.
Alessio Bruno Bedini ha scritto:1. Assenza di precedenti per non cattolici:
La Chiesa cattolica ha storicamente riservato i titoli di nobiltà a individui di fede cattolica, anche per garantire coerenza con i principi religiosi e istituzionali.
L'assenza di precedenti non prova molto: nel 2018 Papa Francesco ha celebrato la Messa in Coena Domini lavando i piedi a due musulmani e a un buddhista, direi quindi che per Papa Francesco non sarebbe un problema concedere eventuali titoli nobiliari anche a non cattolici.
Inoltre, fino al 1939, alla Gran Croce dell'Ordine Piano era connessa la nobiltà ereditaria e tra i vari Cavalieri di Gran Croce dell'Ordine Piano troviamo anche il Pascià Alexandros Karatheodoris, ministro degli esteri ottomano a fine Ottocento e membro della Chiesa Greco-Ortodossa.
Alessio Bruno Bedini ha scritto:2. Pubblicità insolita:
Le nobilitazioni pontificie in passato sono sempre avvenute in modo discreto, senza clamore mediatico.
La pubblicizzazione di un atto simile, particolarmente su Reddit, fa sorridere.
La pubblicità e il clamore mediatico dipendono dalla discrezione dei nobilitati e di tutti coloro che vengono a conoscenza della notizia: nel 1820 Armand de Polignac avrebbe potuto benissimo correre a far pubblicare nel bollettino della parrocchia di San Remigio a Domrémy (cito una piccola parrocchia francese a caso) la notizia che suo fratello Jules era stato creato Principe da Pio VII, ma questo non avrebbe comunque reso "invalida" la concessione del titolo.
Alessio Bruno Bedini ha scritto:3. Irregolarità nel linguaggio usato:
Il documento presenta alcune formulazioni che non sembrano tipiche della Cancelleria Apostolica.
Ad esempio l’espressione "Beatissima Virgo Maria, in quorum manu eos tradimus et dedicamus" appare poetica ma non rispecchia il linguaggio formale degli atti vaticani.
L'uso del termine "servito pacis et iustitiae" per descrivere il servizio dei nominati appare generico e meno specifico rispetto alle consuete motivazioni elencate negli atti autentici.
Credo fosse il
Segretariato per i brevi ai principi e per le lettere latine ad occuparsi dei documenti di concessione di titoli nobiliari e, dopo la sua soppressione nel 1968, le sua competenze sono state trasferite all'
Ufficio Lettere Latine della Segreteria di Stato (la Cancelleria Apostolica è invece stata soppressa nel 1973).
Per il resto concordo con le osservazioni linguistiche, stilistiche e contenutistiche, ma:
1. mi chiedo se gli attuali componenti della Curia conoscano il linguaggio, lo stile e il contenuto dei tradizionali brevi di concessione di titoli nobiliari (sono passati decenni dall'ultimo conferimento pubblico di un titolo nobiliare pontificio);
2. conosciamo lo stile di "governo" di Papa Francesco e la sua poca attenzione per la forma, quindi non si può escludere che possa richiedere l'immediata stesura di un documento senza dare tempo agli adetti ai lavori di prepararsi;
3. anche i diplomi degli Ordini pontifici non hanno più il linguaggio, stile e contenuto tradizionali fino alla metà del XX secolo (
QUI un diploma del 1936 e
QUI un diploma del 2020).
4. il linguaggio e lo stile di questo diploma, tutto sommato, si avvicinano allo stile e al linguaggio di Papa Francesco.
Alessio Bruno Bedini ha scritto:4. Assenza di registrazione ufficiale:
Tutti i documenti ufficiali papali vengono registrati nei registri vaticani e spesso richiedono un sigillo particolare o un riferimento a un registro consultabile.
La mancanza di un numero di protocollo o altre informazioni di tracciabilità solleva ulteriori dubbi.
Come si vede dagli esempi che ho segnalato qui sopra, diplomi degli Ordini pontifici non hanno e non hanno mai avuto un numero di protocollo o un riferimento a un registro, inoltre i diplomi attuali non hanno un sigillo (mentre se ben ricordo era presente nei diplomi più antichi).
Alessio Bruno Bedini ha scritto:6. Mancanza del sigillo autentico:
Gli atti papali autentici riportano specifici sigilli o timbri ufficiali che certificano la loro autenticità.
Anche se il documento mostra un sigillo, forse un timbro a secco, non corrisponde a quelli realmente utilizzati dalla Santa Sede.
Il timbro in questione è il timbro della
Segreteria Particolare di Sua Santità, visibile anche in
QUI nel decreto che autorizza la Fraternità San Pietro a continuare a usare i libri liturgici del 1962.
Faccio notare che, almeno a partire dalla fine del XIX secolo, le concessioni di titoli nobiliari pontifici sono stati considerati atti privati del Pontefice e non atti ufficiali della Chiesa o della Città del Vaticano e infatti queste concessioni, a differenza delle concessioni di Ordini pontifici, non sono mai state riportate in bollettini ufficiali come gli Acta Apostolicae Sedis (quindi è plausibile che oggi un documento di tal genere venga gestito dalla Segreteria Particolare del Pontefice e non dalla Segreteria di Stato).
Inizialmente avevo alcuni dubbi sui titoli del Pontefice riportati nel diploma, poichè:
1. nell'Annuario Pontificio sono stati relegati tra i titoli storici (anche se "storico" non necessariamente vuol dire "non più in uso"), ma se da una parte si può attribuire a un falsario l'uso di tali titoli, dall'altra anche un addetto impreparato avrebbe potuto inserirli non sapendo cosa scrivere in una patente di nobiltà (oppure, più banalmente, il ragionamento potrebbe essere stato "mi hanno chiesto di fare una cosa di altri tempi, quindi scrivo i titoli di uso comune un tempo). Insomma, siamo di fronte o a un falsario che non ha mai aperto l'Annuario Pontificio o a un addetto di un ufficio della Curia impreparato.
2. non sono sicuro della correttezza della forma latina dei titoli, ma purtroppo non ho trovato alcuna fonta ufficiale che li riporti in latino.
Infine, non sono assolutamente un perito calligrafico e la foto del diploma non ha una risoluzione ottimale per fare ipotesi attendibili, ma si può dubitare dell'autenticità della firma, poichè generalmente nella firma di Papa Francesco:
1. il braccio superiore della F è staccato dall'asta, mentre in questo diploma è attaccato all'asta;
2. la cravatta (braccio inferiore) della F presenta un becco (piegatura verso il basso), qui invece ne è privo;
3. l'asta della F è inclinata verso sinistra (o al massimo è dritta), mentre nel diploma in questione è inclinata a destra;
4. la R e la A sono unite, e come si può vedere nel nostro diploma sono invece separate.