nicolad72 ha scritto:La pagliacciata continua...
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 36390.htmlqualcuno ha detto loro che per usare il termine cattolici devono avere - in questo caso - il permesso della CEI
Can. 300 - ...
Can. 312 - §1. ...
Così giusto per ricordare che oltre che cavalieri abusivi sono organizzazione "cattolica" abusiva...
Al di là del sarcasmo, che può essere divertente ma che alla lunga risulta stucchevole

, sarei pronto a scommettere che come
associazione cattolica hanno tutte le carte in regola (exequatur diocesano, in questo caso).
Saranno anche "il male" in termini cavallereschi (effettivamente, é palese ed innegabile che
ci marcino su questa ambigua confusione di mantelli, croci e tutta la parafernalia pseudocavalleresca che ben conosciamo), ma come associazione che vuole affermarsi atraverso la propria proattività... sanno il fatto loro.
Il semplice parlarne male, anche su solida base canonica, lo stracciarsi le vesti, il gridare alo scandalo, appellarli pagliacci o peggio, non é cosa che possa avere effetti pratici (anzi, nella tipica psicologia italiota, se attacchi pubblicamente qualcuno ecco che questi diventerà automaticamente una vittima, e la simpatia per la vittima da parte del
pubblico da casa é cosa automatica quanto immediata...) se non tacitare la propria coscienza con l'autoindotta illusione di avere fatto il proprio dovere (anche questo é meccanismo psicologico tipicamente italiota).
Bisogna armarsi di carta e penna e scrivere a chi di dovere, sia essa autorità religiosa o civile.
E farlo usando termini efficacemente corretti (ad esempio, il minacciare di mandargli i CC non é esattamente il modo migliore per convincere il tuo interlocutore epistolare diocesano a seguirti nelle tue argomentazioni...)
