nicolad72 ha scritto:Beh, il giappone ha i suoi "ordini"...
e l'esportazione dei segni d'onore europei non è una novità...
D'altro canto condivido il discorso sull'inculturazione... come disvalore. L'attaccamento alla propria tradizione e cultura non significa non portare rispetto alle altre... l'omogenizzazione non è un valore, anzi i fatti dimostrano come in realtà sia un disastro! Il multiculturalismo si sta svelando un fallimento di portata globale.
Pur condividendo in linea di massima quanto da te affermato, non posso che rilevare che nella realtà odierna per l’ammissione agli Ordini cavallereschi in generale è sempre da valutare quali siano i requisiti richiesti dai rispettivi statuti.
Alcuni Ordini cavallereschi ammettono soltanto persone di indiscussa pratica cristiana, altri, ed in particolare quelli di merito generalmente no.
Inoltre sempre in generale per l’ammissione agli Ordini cavallereschi si prescinde dalla cittadinanza del candidato.
Quindi se i requisiti ci sono, ai fini dell’ammissione non fa differenza se il postulante sia giapponese anziché italiano.
Le onorificenze cavalleresche sono de facto e de iure già globalizzate, ed in questo sinceramente non ci vedo nulla di male.
Come si fa poi a non riconoscere che un asiatico possa nutrire autentici sentimenti cavallereschi e comprenderne i valori, forse talvolta anche più di un europeo?
La cavalleria oggi non è più quella del medioevo europeo.
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.