giulianop ha scritto:Anche se penso che ci siano altri problemi di qualità censuaria di molti altri membri.
Non pochi!
Già essere (davvero) Cavaliere vuol dire godere di un certo status sociale... per ciò è anche importante il ruolo che l'aspirante ha nella società. Per quanto possano essere degne persone, solo chi raggiunge la vetta può realmente aspirare a divenire un Cavaliere. Nel Regno Unito, che ammiro per la serietà ed il rigore che mantiene nell'attribuire titoli, se sei un militare e non sei un Generale o grado equiparato, te lo sogni di divenire Cavaliere, se sei un impiegato in un ufficio pubblico o privato, non diverrai mai Cavaliere, anche nel mondo della mia professione, essere Barrister (avvocato abilitato a difendere dinnanzi le giurisdizioni superiori - quelli con la parrucca per intenderci, che possono divenire giudici) non basta per divenire Cavaliere, neppure raggiungere la "seta" ossia avere il titolo di Queen's Consuel (in media un Barrister su 20 raggiunge questa qualifica tutt'altro che onorifica visto che un QC ha un tariffario più che doppio rispetto ad un Barrister- che già non è economico) è titolo sufficiente per essere investito cavaliere... ma bisogna essere "principi" nel foro, docenti nei corsi di formazione, presidenti (o chairs) di Chambers (gli studi di Barrister) o di Organizzazioni professionali... solo così hai i titoli per poter sperare a farti chiamare "Sir".
Da noi invece il titolo è ampiamente squalificato... per la bassa levatura sociale delle persone chiamate nei ruoli...
Altra differenza... che è evocativa della considerazione che la cavalleria ha: in italia la gente sorride (ironicamente) nel sapere che sei cavaliere.... nel UK invece sei un esempio da seguire.