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onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: sabato 13 agosto 2016, 22:05
da Eusty45
Allal città di Matera viene conferita la medaglia d'oro al merito civile dopo 71 anni. Al partigiano Vincenzo Bertoloso di anni 93, il Giornale di Vicenza comunica che il ministro della DIFESA ha revoicato la medaglia della Liberazione. Come commentiamo questi fatti?

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: domenica 14 agosto 2016, 10:46
da Tilius

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: domenica 14 agosto 2016, 10:50
da Tilius

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: domenica 14 agosto 2016, 10:51
da Tilius
In ambo i casi si potrebbe dire: "non é mai troppo tardi..."

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: martedì 16 agosto 2016, 9:08
da Elmar Lang
1) 71 anni fa, la Medaglia al Merito Civile non esisteva.

2) Probabilmente, ad un attento controllo, si è evinto che l'antico signore del Vicentino, non rientrava nei criteri per il conferimento della Medaglia della Liberazione, poiché l'efferato delitto per il quale è stato riconosciuto responsabile e di conseguenza condannato, non può certo renderlo degno d'una medaglia, ancorché commemorativa.

E.L.

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: martedì 16 agosto 2016, 9:22
da nicolad72
Medaglia che non è una onorificenza, ma solo un tentativo di far fare iscrizioni alle moribonde associazioni partigiane...
Vorrei ricordate che tale medaglia non è stata istituita con atto pubblico... (e non parlo di quelli che si fanno dal notaio)

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: martedì 16 agosto 2016, 10:26
da Elmar Lang
nicolad72 ha scritto:(...) moribonde associazioni partigiane...
.

Credo che la prima ragione sia anagrafica: dubito che vi siano ancora iscritti alle associazioni che riunivano i veterani delle guerre del Risorgimento...

Arriva il momento nel quale anche la resistenza va essere consegnata alla storia.

E.L.

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: martedì 16 agosto 2016, 10:28
da nicolad72
Ma i partigiani - quelli veri non quelli dell'ultimo minuto o peggio gli eredi di quelli - si rivolterebbero nei loro sepolcri nel vedere cosa sono diventate oggi quelle associazioni!

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: martedì 16 agosto 2016, 10:36
da Elmar Lang
Un fraterno amico di mio papà, ufficiale degli Alpini e reduce della Campagna di Russia ove fu più volte decorato al V.M. ebbe la sorte di tornare in Patria vivo, per poi partecipare alla resistenza quale partigiano, nella zona del M.te Grappa ove fu tra i protagonisti dei tragici eventi che lì si verificarono (e meritandosi un'ulteriore decorazione al V.M.).

Membro dell'ANPI, la lasciò già negli anni '70, dopo che un suo discorso tenuto in occasione d'un anniversario della liberazione, fu da certi associati tacciato di "oltraggio alla resistenza".

Si vede che è storia vecchia...

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: martedì 16 agosto 2016, 10:39
da Tilius
Elmar Lang ha scritto:Si vede che è storia vecchia...

Dipende dal tenore del discorso. :D

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: martedì 16 agosto 2016, 11:18
da Elmar Lang
Diciamo che disse delle scomode verità (pur documentate) che non coincidevano con certa agiografia...

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: martedì 16 agosto 2016, 21:59
da il-prof
Nonostante il grigio conformismo culturale imposto dal PCI togliattiano nel secondo dopoguerra, sappiamo bene che la Resistenza non fu un'esclusiva delle brigate Garibaldi.
L'Anpi, spesso in modo goffo e maldestro, si è posta come guardiana dell'ortodossia del mito della Resistenza, arrivando a vere e proprie forme di negazionismo della verità storica.
Mi piace ricordare autori come Cassola, Fenoglio e Sgorlon, che hanno subito l'ostracismo della critica marxista quando, nelle loro opere, hanno descritto l'epopea resistenziale in maniera oggettivamente "meno partigiana".

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: martedì 16 agosto 2016, 23:21
da Elmar Lang
Toccare l'argomento della resistenza è sempre ancora doloroso per molti: per coloro che furono veri partigiani combattenti e, non dimentichiamolo, Soldati del Corpo Italiano di Liberazione e per coloro che, innocenti, subirono la furia omicida di chi, in nome della resistenza, si abbandonò, quasi sempre impunito, alla ben ordita orgia di sangue che colpì vari luoghi dell'Italia specie del Nord.

Che poi si sia lasciato il monopolio dell'"epopea resistenziale" ad una ben precisa parte politica in Italia, questa è un'altra responsabilità storica che come vediamo ha ancora delle conseguenze.

Benché io -per valide e comprovate ragioni, credetemi- abbia la tendenza ad accalorarmi in tali discussioni, ultimamente la prendo più serenamente. Coloro che vissero attivamente quei giorni ormai lontani, stanno scomparendo per ragioni semplicemente anagrafiche, anche se temo debba ancora invecchiare definitivamente, pure la generazione successiva, dei figli (o nipoti) di protagonisti degli eventi, cui io nel mio piccolo, appartengo.

In fondo, anche il signore d'ingravescente vecchiezza che partecipò all'eccidio di Schio, avrà avuto il tempo per pensare a ciò che fece, alla fortuna di vedere la sua condanna a morte (emessa da un tribunale non certo fascista) commutata in ergastolo, poi provvidenzialmente amnistiato dopo un periodo di carcerazione proporzionalmente mitissimo. Suoi più fortunati complici, riuscirono a riparare a Praga, grazie alla rete di protezione messa in atto dai vertici del PCI, che mise "in salvo" anche altri responsabili di delitti commessi in nome della resistenza.
Egli è ancora qui tra noi, mentre le sue vittime -innocenti- videro le loro vite ed il loro futuro stroncato per sempre. Da un lato, sono lieto che non gli sia stata conferita la "Medaglia della Liberazione", ma dall'altro, gli auguro di vivere ancora lucidamente numerosi anni, accompagnato dal ricordo di quel che compì da giovane.

Lascerei quindi che gli ultimi protagonisti -illustri e meschini, valorosi e sanguinari- di quegli eventi possano trascorrere serenamente quel che resta loro da vivere e che poi il periodo della guerra civile 1943-1945 divenga un settore della ricerca storica e non di tonitruanti, superate retoriche.

E.L.

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: martedì 16 agosto 2016, 23:54
da Elmar Lang
Tornando alla medaglia conferita alla Città di Matera, vedo anch'essa per meriti relativi alla resistenza, non capisco di quale medaglia si tratti.

Stando a quanto riportato sul sito della Regione Basilicata (vedi link più sopra), la medaglia in questione sarebbe quella d'oro al Valore Civile e non quella al Merito Civile.

Qual è la decorazione che realmente è stata conferita?

Grazie,

E.L.

Re: onorificenze concesse e revocate

MessaggioInviato: mercoledì 17 agosto 2016, 0:13
da T.G.Cravarezza
Da quanto ho letto in vari articoli, sembrerebbe la medaglia d'oro al valor civile, per altro concessa per il medesimo fatto per cui è già stata concessa, mi pare negli anni '60, la medaglia d'argento al valor militare.