Gentilissimi colleghi,
apprendo dalla posta dei lettori de "Il Giornale" che Piero Buscaroli ha dimostrato ancora una volta di essere un Maestro di carattere non meno che di cultura. In data 9 novembre 2005 il direttore del segretariato generale dell'ufficio onorificenze e araldica, dott.ssa Ilva Sapora, scriveva al Buscaroli: "Con riferimento alla richiesta inoltrata al Signor Presidente della Repubblica, per l'eventuale conferimento di una onorificenza dell'Ordine 'Al merito della Repubblica Italiana' in Suo favore, Le comunico che è stata avviata la prescritta istruttoria". Il Buscaroli rispediva al mittente la lettera di cui sopra, dopo avervi annotato in calce:
"Gentile dottoressa, grazie per la sua premura. Ma io non desidero e non voglio alcuna onorificenza da questa repubblica. Mi parrebbe uno scherzo di cattiva sorte. Fermi la macchina, la prego, e non se n'abbia a male. Detesto questa repubblica. Grazie. Piero Buscaroli".
Poi, inviando a Paolo Granzotto del "Giornale" copia della lettera della dott.ssa Sapora e della propria risposta, il Buscaroli scriveva:
"Questa sgrugnata non è usuale in Italia. Te ne mando copia per mera conoscenza. Così ho scansato la sorte di diventare un altro Benigni. Se poi tu volessi adoperarla per commentare i versetti dell'Azeglio, 'Bisogna investire in cultura', faresti a me e a tanti altri come me (e come te) un vero regalo".
Il Granzotto ha fatto il regalo auspicato dal Buscaroli.
Con i miei saluti più cordiali e più cavallereschi.
Emanuele Pigni

