Le due facce dell’eroismo dal cinema alla realtà
In molti dei film bellici prodotti dall’ultimo dopoguerra ad oggi ci sono stati mostrati personaggi che pur comportandosi da eroi finiscono per essere ingiustamente sacrificati o dimenticati (Orizzonti di gloria, Uomini contro), oppure altri che comportandosi slealmente e in modo individualistico ottengono i più alti riconoscimenti e ricompense militari (La caduta delle aquile, La croce di ferro).

Che sia stato prodotto negli studios di Hollywood, o in quelli dei paesi europei, asiatici o sudamericani, il cinema di guerra ci ha spesso posto di fronte al tema dell’eroismo ingiusto, sia in un senso che nell’altro, e della doppiezza con cui può essere interpretata, valutata e “sfruttata” un’azione eroica, o presunta tale, compiuta sul campo di battaglia.

Certo, nella gran parte delle pellicole belliche prodotte (soprattutto quelle americane), la figura dell’eroe è e rimane legata a quella del combattente coraggioso che sotto il fuoco avversario - con sprezzo del pericolo e slancio patriottico - rimane saldamente al suo posto, difende combattendo la posizione, salva la vita dei commilitoni e infligge perdite e danni al nemico. Il tutto rischiando la pelle e spesso rimettendoci la vita (vedi il tipico stereotipo di Gunny).
Ma quante volte, sia al cinema che nella realtà, la consacrazione di un eroico combattente non è esattamente quella che sembra, e quante volte medaglie riconoscimenti e gloria sono stati assegnati più per opportunità politiche o di propaganda bellica che per il reale valore dimostrato dal destinatario ?
In tempo di guerra gli eroi possono divenire un forte simbolo della determinazione nazionale, oltre che un esempio da emulare per inculcare coraggio nelle truppe, e non sempre gli alti comandi hanno guardato troppo per il sottile quando si è presentata l’opportunità di crearne qualcuno.
Nella raffigurazione cinematografica dell’eroismo, va inoltre tenuta presente anche l’obiettività e la diversa ottica dei produttori del film, sia esso scaturito dal campo dei vincitori che da quello dei vinti. Gli stereotipi e i modelli propagandistici che ci sono stati propinati dall’ultimo dopoguerra a oggi, possono infatti talvolta ingenerare nel pubblico delle valutazioni errate e degli orientamenti parziali. Quante volte infatti il cinema americano (ma in parte anche quello britannico, francese e russo) ci hanno in generale mostrato tutti i pregi dalla loro parte (con i soldati americani per lo più chiassosi e trasandati bevitori, ma immancabilmente eroici e valorosi in combattimento), riservando tutti i difetti alla parte avversaria (con i tedeschi tutti crudeli nazisti ideologicizzati ed i giapponesi degli spietati aguzzini senz’anima)... E quanti eroi tedeschi, giapponesi (o anche italiani) sono stati esclusi, travisati o minimizzati nella percezione del cinema (nonchè della realtà) ?

Per fortuna però, ogni tanto il cinema, sia quello hollywoodiano che quello d’oltre oceano, ha sfornato qualche pellicola capace di raccontare gli eventi bellici con maggiore obiettività, distaccandosi dai soliti canoni della propaganda, come in Tora tora tora, Midway, U-Boot 96, La Caduta, La notte dell'aquila, War horse. Ecc.

In film come Flags of our fathers, tanto per fare un esempio, la figura dell’eroe americano viene fortemente ridimensionata grazie alla (direi coraggiosa) rappresentazione dei retroscena che ruotarono attorno alla celebre foto dell’innalzamento della bandiera americana sull’isola di Iwa Jima. La realtà dei fatti narrata nel film, ci mostra infatti come sia la foto che i soldati che issarono la bandiera (poi pesantemente sfruttati dalla propaganda per raccogliere fondi per proseguire la guerra e per mostrare al pubblico americano l’ormai prossima vittoria finale), non fossero poi così reali e genuini...

In altre pellicole, al contrario, ci vengono mostrati personaggi realmente eroici ai quali però non vengono alla fine tributati nè onori nè glorie e i cui atti finiscono spesso per essere dimenticati. Mi vengono in mente in quest’ambito i personaggio del Cap. Miller (Tom Hanks) di Salvate il soldato Ryan, che muore combattendo con gran parte dei suoi uomini per salvare la vita di un unico soldato e portare a termine la sua singolare missione (un eroe dimenticato?). Oppure quello del soldato Arnaud (Joe Turkel) di Orizzonti di Gloria, estratto per caso a sorte con altri due commilitoni per soddisfare l’iniqua decimazione per codardia ordinata dall’ambizioso comandante della divisione, e alla fine fucilato nonostante i suoi precedenti di combattente valoroso (eroe sacrificato).

Ma gli esempi potrebbero andare avanti a lungo e le situazioni, spesso assi diverse tra loro, che potrebbero essere citate in questo topic sono certamente numerosi. Passando dal cecchino sovietico Vassili Zaitsev (Jude Law) de Il nemico alle porte, che diviene eroe suo malgrado fortemente sfruttato dalla propaganda di stato per divenire un simbolo della resistenza nazionale (ma lui forse un eroe lo è per davvero), al personaggio del (falso) Ten. Shears (William Holden) de Il ponte sul fiume Kwai, eterno imboscato e imbroglione che riesce a fuggire dal campo di prigionia giapponese, ma che poi ci ritorna per perdere la vita eroicamente (un eroe a metà?). E come non menzionare, citando un esempio di ambito italiano, i due indimenticabili soldati interpretati da Vittorio Gassman e Alberto Sordi ne La grande Guerra, opportunisti, sfaticati e vigliacchi fino all’ultimo, ma che alla fine riescono a riscattarsi affrontando coraggiosamente la morte di fronte a un nemico che cerca inutilmente di strappargli informazioni (eroi per caso).

Per noi che studiamo e approfondiamo in ogni aspetto il mondo delle decorazioni e degli onori, credo sia importante tenere sempre a mente il dualismo che talvolta si cela dietro l’assegnazione, o la non assegnazione, di una decorazione di guerra o di una ricompensa al valore. Nella finzione come nella realtà i ruoli degli eroi e degli antieroi possono essere variabilmente interpretati, convivere, scambiarsi o venire completamente dimenticati...
Quanti di quelli registrati negli annali della storia sono stati degli eroi per davvero e quanti veri valorosi mancano all’appello ?![hmm [hmm.gif]](./images/smilies/hmm.gif)

Che sia stato prodotto negli studios di Hollywood, o in quelli dei paesi europei, asiatici o sudamericani, il cinema di guerra ci ha spesso posto di fronte al tema dell’eroismo ingiusto, sia in un senso che nell’altro, e della doppiezza con cui può essere interpretata, valutata e “sfruttata” un’azione eroica, o presunta tale, compiuta sul campo di battaglia.

Certo, nella gran parte delle pellicole belliche prodotte (soprattutto quelle americane), la figura dell’eroe è e rimane legata a quella del combattente coraggioso che sotto il fuoco avversario - con sprezzo del pericolo e slancio patriottico - rimane saldamente al suo posto, difende combattendo la posizione, salva la vita dei commilitoni e infligge perdite e danni al nemico. Il tutto rischiando la pelle e spesso rimettendoci la vita (vedi il tipico stereotipo di Gunny).
Ma quante volte, sia al cinema che nella realtà, la consacrazione di un eroico combattente non è esattamente quella che sembra, e quante volte medaglie riconoscimenti e gloria sono stati assegnati più per opportunità politiche o di propaganda bellica che per il reale valore dimostrato dal destinatario ?
In tempo di guerra gli eroi possono divenire un forte simbolo della determinazione nazionale, oltre che un esempio da emulare per inculcare coraggio nelle truppe, e non sempre gli alti comandi hanno guardato troppo per il sottile quando si è presentata l’opportunità di crearne qualcuno.
Nella raffigurazione cinematografica dell’eroismo, va inoltre tenuta presente anche l’obiettività e la diversa ottica dei produttori del film, sia esso scaturito dal campo dei vincitori che da quello dei vinti. Gli stereotipi e i modelli propagandistici che ci sono stati propinati dall’ultimo dopoguerra a oggi, possono infatti talvolta ingenerare nel pubblico delle valutazioni errate e degli orientamenti parziali. Quante volte infatti il cinema americano (ma in parte anche quello britannico, francese e russo) ci hanno in generale mostrato tutti i pregi dalla loro parte (con i soldati americani per lo più chiassosi e trasandati bevitori, ma immancabilmente eroici e valorosi in combattimento), riservando tutti i difetti alla parte avversaria (con i tedeschi tutti crudeli nazisti ideologicizzati ed i giapponesi degli spietati aguzzini senz’anima)... E quanti eroi tedeschi, giapponesi (o anche italiani) sono stati esclusi, travisati o minimizzati nella percezione del cinema (nonchè della realtà) ?

Per fortuna però, ogni tanto il cinema, sia quello hollywoodiano che quello d’oltre oceano, ha sfornato qualche pellicola capace di raccontare gli eventi bellici con maggiore obiettività, distaccandosi dai soliti canoni della propaganda, come in Tora tora tora, Midway, U-Boot 96, La Caduta, La notte dell'aquila, War horse. Ecc.

In film come Flags of our fathers, tanto per fare un esempio, la figura dell’eroe americano viene fortemente ridimensionata grazie alla (direi coraggiosa) rappresentazione dei retroscena che ruotarono attorno alla celebre foto dell’innalzamento della bandiera americana sull’isola di Iwa Jima. La realtà dei fatti narrata nel film, ci mostra infatti come sia la foto che i soldati che issarono la bandiera (poi pesantemente sfruttati dalla propaganda per raccogliere fondi per proseguire la guerra e per mostrare al pubblico americano l’ormai prossima vittoria finale), non fossero poi così reali e genuini...

In altre pellicole, al contrario, ci vengono mostrati personaggi realmente eroici ai quali però non vengono alla fine tributati nè onori nè glorie e i cui atti finiscono spesso per essere dimenticati. Mi vengono in mente in quest’ambito i personaggio del Cap. Miller (Tom Hanks) di Salvate il soldato Ryan, che muore combattendo con gran parte dei suoi uomini per salvare la vita di un unico soldato e portare a termine la sua singolare missione (un eroe dimenticato?). Oppure quello del soldato Arnaud (Joe Turkel) di Orizzonti di Gloria, estratto per caso a sorte con altri due commilitoni per soddisfare l’iniqua decimazione per codardia ordinata dall’ambizioso comandante della divisione, e alla fine fucilato nonostante i suoi precedenti di combattente valoroso (eroe sacrificato).

Ma gli esempi potrebbero andare avanti a lungo e le situazioni, spesso assi diverse tra loro, che potrebbero essere citate in questo topic sono certamente numerosi. Passando dal cecchino sovietico Vassili Zaitsev (Jude Law) de Il nemico alle porte, che diviene eroe suo malgrado fortemente sfruttato dalla propaganda di stato per divenire un simbolo della resistenza nazionale (ma lui forse un eroe lo è per davvero), al personaggio del (falso) Ten. Shears (William Holden) de Il ponte sul fiume Kwai, eterno imboscato e imbroglione che riesce a fuggire dal campo di prigionia giapponese, ma che poi ci ritorna per perdere la vita eroicamente (un eroe a metà?). E come non menzionare, citando un esempio di ambito italiano, i due indimenticabili soldati interpretati da Vittorio Gassman e Alberto Sordi ne La grande Guerra, opportunisti, sfaticati e vigliacchi fino all’ultimo, ma che alla fine riescono a riscattarsi affrontando coraggiosamente la morte di fronte a un nemico che cerca inutilmente di strappargli informazioni (eroi per caso).

Per noi che studiamo e approfondiamo in ogni aspetto il mondo delle decorazioni e degli onori, credo sia importante tenere sempre a mente il dualismo che talvolta si cela dietro l’assegnazione, o la non assegnazione, di una decorazione di guerra o di una ricompensa al valore. Nella finzione come nella realtà i ruoli degli eroi e degli antieroi possono essere variabilmente interpretati, convivere, scambiarsi o venire completamente dimenticati...
Quanti di quelli registrati negli annali della storia sono stati degli eroi per davvero e quanti veri valorosi mancano all’appello ?
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