Titoli cavallereschi e reati

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda Il dannunziano » domenica 2 dicembre 2012, 9:05

Se, in privato (lettera, biglietto da visita, al telefono, di persona ecc.), ma pure in pubblico, ci si presenta con il titolo (effettivamente conferito) di un ordine non riconosciuto dallo Stato Italiano (per esempio quello dell'Aquila Romana), si incorre in reatI? In tal caso quali?
L'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro è riconosciuto?
E se, per esempio, essendo cavalieri di un ordine non riconosciuto (o di un'associazione che ci ha conferito tale titolo), ci si presenta solo col titolo di "Cavaliere" (senza specificarne l'Ordine), si commette un reato? In tal caso quale? Vi ringrazio anticipatamente, cordialissimi saluti.
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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 2 dicembre 2012, 10:23

In privato , se non si ledono diritti altrui, ognuno fa ciò che gli pare, può autoprocamarsi anche " re dei fornelli " ( se cucina almeno decentemente ).
In pubblico no , si rischia di contravvenire alla legge 178 /1951 art. 7 in "materia di uso delle onorificenze" .

I sodalizi o ordini precedentemente citati non sono riconosciuti dalla Repubblica, né sono autorizzabili , dalla stessa , le relative "onorificienze".


Art. 7.
I cittadini italiani non possono usare nel territorio della Repubblica onorificenze o distinzioni cavalleresche
loro conferite in Ordini non nazionali o da Stati esteri, se non sono autorizzati con decreto del Presidente della
Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri.

I contravventori sono puniti con l’ammenda sino a €. 1.291,14


L’uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche della Santa Sede e dell’Ordine Equestre
del Santo Sepolcro continua ad essere regolato dalle disposizioni vigenti.

Nulla è parimente innovato alle norme in vigore per l’uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni
cavalleresche del Sovrano Militare Ordine di Malta.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda Il dannunziano » domenica 2 dicembre 2012, 10:49

GENS VALERIA ha scritto:In privato , se non si ledono diritti altrui, ognuno fa ciò che gli pare, può autoprocamarsi anche " re dei fornelli " ( se cucina almeno decentemente ).
In pubblico no , si rischia di contravvenire alla legge 178 /1951 art. 7 in "materia di uso delle onorificenze" .

I sodalizi o ordini precedentemente citati non sono riconosciuti dalla Repubblica, né sono autorizzabili , dalla stessa , le relative "onorificienze".


Art. 7.
I cittadini italiani non possono usare nel territorio della Repubblica onorificenze o distinzioni cavalleresche
loro conferite in Ordini non nazionali o da Stati esteri, se non sono autorizzati con decreto del Presidente della
Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri.

I contravventori sono puniti con l’ammenda sino a €. 1.291,14


L’uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche della Santa Sede e dell’Ordine Equestre
del Santo Sepolcro continua ad essere regolato dalle disposizioni vigenti.

Nulla è parimente innovato alle norme in vigore per l’uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni
cavalleresche del Sovrano Militare Ordine di Malta.


Se, per esempio, si invia un curriculum ad un'azienda, o si scrive al proprio datore di lavoro, attribuendosi il titolo di un ordine non riconosciuto, si è nel pubblico o nel privato? Grazie e saluti.
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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda nicolad72 » domenica 2 dicembre 2012, 11:00

Io non lo assumersi a prescindere
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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda Il dannunziano » domenica 2 dicembre 2012, 11:07

nicolad72 ha scritto:Io non lo assumersi a prescindere

Ma dice proprio a me? In tal caso perchè?
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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda nicolad72 » domenica 2 dicembre 2012, 11:44

Non mi riferisco a te ma a chiunque.
1 chi consapevolmente si fa conferire un titolo fasullo (non riconosciuto = falso) dimostra poca se non nulla serietà.
2 chi antepone un titolo cavalleresco evidentemente non ha - professionalmente parlando - nulla di meglio da spendere e quindi non mi interessa
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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda Il dannunziano » domenica 2 dicembre 2012, 12:00

nicolad72 ha scritto:Non mi riferisco a te ma a chiunque.
1 chi consapevolmente si fa conferire un titolo fasullo (non riconosciuto = falso) dimostra poca se non nulla serietà.
2 chi antepone un titolo cavalleresco evidentemente non ha - professionalmente parlando - nulla di meglio da spendere e quindi non mi interessa


Comunque, non riconosciuto da questo Stato, non necessariamente significa fasullo, ma questo è un altro discorso, cordialmente.
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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda pierfe » domenica 2 dicembre 2012, 13:09

Il dannunziano ha scritto:
nicolad72 ha scritto:Non mi riferisco a te ma a chiunque.
1 chi consapevolmente si fa conferire un titolo fasullo (non riconosciuto = falso) dimostra poca se non nulla serietà.
2 chi antepone un titolo cavalleresco evidentemente non ha - professionalmente parlando - nulla di meglio da spendere e quindi non mi interessa


Comunque, non riconosciuto da questo Stato, non necessariamente significa fasullo, ma questo è un altro discorso, cordialmente.


Francamenti io in un CV guarderei solo alla capacità della persona e non mi soffermerei sugli "onori" che può avere, in fin dei conti uno che cerca un lavoro dovrebbe pensare più al lavoro che a cercare onori, e da quanto scrive quelli sono generi di onori che uno cerca e che non cadono dal cielo.

Detto questo bisogna chiarire poi cosa sia un ordine cavalleresco e cosa sia una associazione (religiosa o privata).
L'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro è un ordine dinastico che continua nei successori della Real Casa d'Italia (questo lo stabilisce l'ICOC e altre organizzazioni in base a certi requisiti), come presidente ICOC rispetto alla lettera i principi della Commissione, ma non sono per nulla d'accordo a titolo personale.
Ma questo è un discorso molto lungo e qui non è il luogo per parlare di queste cose.
Poi ci sono una miriade di istituzioni che si ispirano agli ordini cavallereschi ed hanno in base a criteri storici-scientifici una certa legittamazione e quindi non sono fasulli. A mio giudizio il discendente di una casa già sovrana può inventare un sistema premiale e conferire una scala di attestati di onori ai suoi fans.
Scrivo in questo modo per rendere l'argomento comprensibile a tutti perchè è solo uno dei tanti aspetti della nostra società.
In una azienda il presidente può istituire un distintivo d'onore valido per i migliori collaboratori e dividerlo in gradi in base al merito, così il discendente di una casa già sovrana può creare un premio ispirandosi a quanto esisteva nello stato dei suoi antenati e calibrarlo nei gradi che meglio preferisce (quando mi chiedono consiglio dico sempre di non usare nomenclature cavalleresche perchè desuete e fuori moda).
Quando questo accade non possiamo parlare certo di ordine cavalleresco perchè il discendente fuori dal trono non ha la capacità giuridica di creare un ordine connesso allo stato o a qualcosa di pubblico.
Quindi è solo un sistema premiale privato e ciascuno a casa sua può fare quello che vuole, i cittadini italiani non devono e non possono portarlo nelle cerimonie dello Stato, in ambito dove ci siano autorità pubbliche, o in altri luoghi che possano ledere il rispetto comune.
Ovviamente questo perchè sarebbe di pessimo gusto, più che una violazione alla legge, anche perchè se non è un ordine cavalleresco dove è il reato?
Ma per chiarire per esempio non è bello che un quadro direttivo di una azienda privata si vesta da clown per andare dal Prefetto in occasione della festa della Repubblica, perchè sono sicuro che ci andrà ben vestito per il rispetto del luogo e con le decorazioni ammesse nello Stato.

Il nostro Paese che è stata la culla del diritto ha leggi che oggi direi desuete come quella del 3 marzo 1951, n. 178, nata in un periodo che doveva frenare comportamenti anomali che favorivano il commercio di patacche, oggi il modo di pensare è cambiato in questo settore, e il nostro Paese autorizza all'uso con la dizione ordini non nazionali, sistemi premiali che sono patrimonio della nostra Nazione e il cui capo (a mio giudizio personale) è il signor Presidente della Repubblica Italiana (per l'ICOC il capo è il discendente delle dinastie che lo conferivano prima dell'Unità Italiana).

Poi pensateci bene il più importante degli ordini cavallereschi e dico il Toson d'Oro (quello autriaco) secondo la nostra legge non è autorizzabile, ma non per questo è fasullo o scarsamente importante.
Quindi da soli vi rendete conto che quella legge nata a fin di bene, oggi non tutela tutto quanto veramente meriterebbe di essere preservato almeno per il rispetto storico che meritano queste Istituzioni.

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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda stefano55 » lunedì 3 dicembre 2012, 14:08

pierfe ha scritto:L'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro è un ordine dinastico che continua nei successori della Real Casa d'Italia (questo lo stabilisce l'ICOC e altre organizzazioni in base a certi requisiti), come presidente ICOC rispetto alla lettera i principi della Commissione, ma non sono per nulla d'accordo a titolo personale.


Potrebbe spiegare meglio questa Sua personale opinione e il perché della stessa? Le faccio questa domanda, mi creda, senza tono polemico ma solo per conoscere la Sua autorevole opinione su tale ordine.
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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda Duilio Verzelli » lunedì 3 dicembre 2012, 16:39

pierfe ha scritto:L'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro è un ordine dinastico che continua nei successori della Real Casa d'Italia (questo lo stabilisce l'ICOC e altre organizzazioni in base a certi requisiti), come presidente ICOC rispetto alla lettera i principi della Commissione, ma non sono per nulla d'accordo a titolo personale.


Sarebbe interessante anche per me sapere il perché del disaccordo, anche se parere personale.
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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda pierfe » lunedì 3 dicembre 2012, 23:51

Premetto che non voglio fare polemiche e tutti siamo liberi di pensare quello che vogliamo sulla materia cavalleresca, ovviamente se proviamo quello che diciamo.
Detto questo desidero far presente che quando nacque l'ICOC nel 1960 il mondo era ben diverso da ora, e vivevano tante persone che ebbero parte attiva nella corti dove regnavano ancora monarchi.
La formazione culturale di questo ceto presentava caratteristiche assai diverse dallo studio scientifico che caratterizza la materia oggi, e basta vedere un telegiornale o leggere un giornale per rendersi conto che questo attuale mondo "cavalleresco" esiste più nei ricordi (o sogni) e nelle cerimonie di queste organizzazioni che nella realtà.
Qui limito il discorso alla penisola italica e agli Stati Preunitari, non voglio addentrarmi più a fondo su quello che era l'Europa oppure gli altri continenti.
Premesso ciò non vedo nessuno dei discendenti di quelle dinastie che ressero le sorti del nostro Paese fare oggi qualcosa di concreto a favore dei territori che fecero parte della loro corona, non vedo nessun impegno concreto per risolvere problemi che un nome ancora altisonante potrebbe aiutare a risolvere, pertanto ci troviamo ormai difronte ad estranei che ben poco hanno a che fare con la nostra attuale identità storica.
Queste dinastie del passato avevano i loro sistemi premiali allora detti ordini cavallereschi.
Dopo Napoleone assistiamo ad una modifica dell'apparato premiale che divenne simile a quello degli attuali ordini cavallereschi di merito.
Le dinastie utilizzarono i loro precedenti strumenti d'onore adattandoli a nuove esigenze e ne crearono di nuovi (che solo una trentina d'anni fa si pensò per la prima volta che potessero essere dinastici, ed io stesso a quel tempo ero di quella opinione).
Nella seconda metà dell'800 caddero uno ad uno gli Stati Preunitari e quelle dinastie divennero persone normali (privati cittadini), ad esempio i Toscana rinunciarono alla loro pretensione al granducato per essere integrati nella Casa Imperiale d'Austria e Reale d'Ungheria, la dinastia di Modena si estinse e rimase solo il nome in un ramo della stessa famiglia, i Due Sicilie divennero membri della dinastia spagnola ed altri privati cittadini a Cannes (o lì vicino), i Savoia noi sappiamo bene tutti quello che fanno (intendo una vita privata senza neppure usare l'appellativo che compete loro ovvero Casa Reale d'Italia), i Parma poi giostrarono la pretensione fra la Spagna (carlisti) e Parma alterando le leggi dinastiche... quindi cosa rimane?
Un cognome? Detto questo, vi chiedo: può un privato cittadino (intendo per il territorio dove i loro antenati regnavano) continuare a concedere onori solo perchè il loro trisavolo ne era il sovrano? Pensateci bene e datevi la risposta da soli.
Amo il paradosso e vi dico che in base al calcolo delle probabilità matematiche tutti noi discendiamo da Giulio Cesare in qualche modo (ovvio se la sua discendenza esiste), e uno su dieci di noi discende da Carlo Magno, perciò a quanti di noi viene in mente di concedere il titolo di patrizio romano o nobile del Sacro Romano Impero? Se qualcuno lo facesse credo che tutti sorrideremmo, e con questo a buon intenditore poche parole.
Sono di famiglia paterna piemontese e per questo motivo ho il più alto rispetto per la Real Casa d'Italia ma come storico so bene che il re Vittorio Emanuele II mise a disposizione dello Stato gli ordini della dinastia e questi divennero ordini nazionali perdendo quella caratteristica tipica cattolica che avevano la Santissima Annunziata e i Santi Maurizio e Lazzaro, e pertanto vennero concessi ad acatollici, a divorziati e via dicendo.
Oggi l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro ha ancora i suoi beni ma non alludo a quello "dinastico" che vive nella sede del suo Gran Maestro.
Ricordate la precisazione recente della Segreteria di Stato della Santa Sede? Si basa su un'altra del 1935 che chiaramente dice che la Santa Sede riconosce questi ordini per il valore che gli Stati danno ad essi sotto l'aspetto civile... mi sembra che ora tutto è chiaro.
Ma dato che queste istituzioni che vengono fatte rivivere a tutti i costi non fanno male a nessuno, e la loro utenza è così scarna che non desta preoccupazione per l'ordine pubblico, possono ancora a continuare a fare le loro cerimonie, sempre più private, dare qualche aiuto concreto a chi soffre e sopratutto far felice o chi ricorda che nella sua famiglia aveva un membro che ne era insignito o chi, non avendone mai avuti può sognare di essere arrivato finalmente a questo traguardo...
Perdonatemi ma sono uno studioso della materia e il mio impegno come presidente dell'ICOC è trovare soluzioni e placare gli animi dalle dispute, per questo la Commissione continua ad appoggiare pubblicamente con il suo registro questi ghost che se ben gestiti e resi attuali potrebbero dare ancora tanto alla nostra civiltà.
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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda Elmar Lang » martedì 4 dicembre 2012, 10:08

In un momento di creatività, ho fondato il "Sublime Ordine Navale di Oluç Alì", di turchesca memoria e nello stesso tempo mi sono nominato "Beylerbey del Dodecanneso". Alla passata fiera di Gunzenhausen poi, ho ricevuto il solennissimo diploma di "Verdienter Mitarbeiter der Staatssicherheit" (DDR/MfS). Con questo, sento ogni mia ambizione cavalleresca, ampiamente appagata.

Al punto che mai e poi mai metterei tali onori in un curriculum...
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda pierfe » martedì 4 dicembre 2012, 11:11

Elmar Lang ha scritto:In un momento di creatività, ho fondato il "Sublime Ordine Navale di Oluç Alì", di turchesca memoria e nello stesso tempo mi sono nominato "Beylerbey del Dodecanneso". Alla passata fiera di Gunzenhausen poi, ho ricevuto il solennissimo diploma di "Verdienter Mitarbeiter der Staatssicherheit" (DDR/MfS). Con questo, sento ogni mia ambizione cavalleresca, ampiamente appagata.

Al punto che mai e poi mai metterei tali onori in un curriculum...


Mi permetta l'ardire ma lei ha fondato quello che si potrebbe definire un sistema premiale casalingo, portabile SOLO all'interno della sua abitazione senza poter farne sfoggio fuori.
Quindi fa benissimo a non inserirlo nel suo CV.
Per un privato cittadino senza alle spalle una storia degna di una dinastia non ha senso creare un sistema premiale, del resto a cosa si richiamerebbe?
E' come se i discendenti dei di Crollalanza o dei Bertini Frassoni inventassero l'ordine al merito degli araldisti... cosa c'entrano con il lavoro degli avi?
Grazie per lo spunto.
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Re: Titoli cavallereschi e reati

Messaggioda Pantheon » martedì 4 dicembre 2012, 11:40

Elmar Lang ha scritto:In un momento di creatività, ho fondato il "Sublime Ordine Navale di Oluç Alì", di turchesca memoria e nello stesso tempo mi sono nominato "Beylerbey del Dodecanneso". Alla passata fiera di Gunzenhausen poi, ho ricevuto il solennissimo diploma di "Verdienter Mitarbeiter der Staatssicherheit" (DDR/MfS). Con questo, sento ogni mia ambizione cavalleresca, ampiamente appagata.

Al punto che mai e poi mai metterei tali onori in un curriculum...


Beh ! Di fronte al fascino esotico, alla melodia ammaliatrice solo nel pronunciarlo, potrei cedere alla tentazione di autoproclamarmi anch'io "Beylerbey del Dodecanneso"...... :lol:
E lo metto pure nel CV...e poi mi vado a ricoverare.... [dev.gif]

Saluti.
Pantheon
 
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