de alessandro ha scritto:4. il Costantiniano ramo Napoli-Spagna,comunque, per il tramite della sua Presidenza della Commissione per l'Italia, sta richiedendo le dimissioni volontarie di quei cavalieri,accertati essere passati ad altro ramo(come in Toscana), con restituzione dei diplomi e segnalazione alle Autorità Pubbliche e Religiose competenti, nel rispetto degli atavici principi degli Statuti Costantiniani.
Riflessioni che non intendono sollevare alcuna polemica su metodi,personaggi ed Istituzioni cavalleresche.
Apro questa discussione perché sorpreso da quanto sopra enunciato.
Viene "richiesto" a chi passa all'altra parte di "dimettersi volontariamente".
Ma é davvero così difficile sbattere fuori qualcuno che si dimostra palesemente inadatto.
Non dico che lo si debba fare con acrimonia, per vendetta o con spirito punitivo.
Infatti non ho voluto usare la parola "indegno"; "inadatto" mi sembra più calzante.
Non sostengo neanche che chi compie il grande passo abbia necessariamente una qualche colpa.
Magari ha ottime ragioni, soggettive od oggettive che siano, per farlo.
Ma ovviamente, facendo questo, diventa totalmente inadatto a detenere il cavalierato che gli era stato conferito nel ramo di partenza.
Semplicemente: sei passato dall'altra parte? Bene, ciao ciao e ti depenniamo dai ranghi con effetto immediato.
Si vuole istruire un "processo" per rendere formalmente ineccepibile la cosa? Lo si faccia.
Ma "richiedere dimissioni volontarie"... qualcuno me ne spieghi il senso perché davvero io da solo non ci arrivo.
Qua non stiamo parlando di due ordini cavallereschi differenti, ma di due gran maestri che reclamano per sé il diritto esclusivo al gran magistero.
PS: esisteva una precedente discussione dal medesimo titolo, ma rileggendola... ho preferito lasciarla dove stava.
Gradirei che la presente non addivenisse alla medesima fine.



