Sono almeno 4 legislature che tale progetto viene presentato (sotto nomi differenti)... per poi non approdare da nessuna parte!
Una volta ero favolrevole, ma oggi, l'idea non mi garba più... sono passati oltre 66 dalla conclusione del conflitto e si rischiano di compiere le vecchie ingiustizie che furono proprie dell'Ordine di Vittorio Veneto (ormai estinto) con in più la spina delle questioni ancora aprete sui "repubblchini", che sono ancora tenute aperte più da posizioni ideologiche (ormai insormontabili) che da veri dolori per quanto accaduto (dall'una e dall'altra parte... perchè di innocenti non ve ne sono).
Senato della Repubblica
XVI LEGISLATURA
N. 1812
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa dei senatori COSTA e PISCITELLI
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 7 OTTOBRE 2009
Istituzione del titolo di Cavaliere di Cefalonia e conferimento dello stesso a tutti i cittadini italiani superstiti che abbiano partecipato al secondo conflitto mondiale
Onorevoli Senatori. – Pochi anni fa, in forma solenne, ed in tutta Europa, è stato celebrato il cinquantenario della fine della seconda guerra mondiale.
Durante le manifestazioni sono stati esaltati il sacrificio e gli atti di eroismo di coloro che tutto hanno dato, senza nulla chiedere, e di coloro che nel corpo e nello spirito portano ancora i segni delle ferite e dei patimenti subiti durante la lotta per la conquista della libertà e della democrazia. Altri paesi hanno concesso particolari onorificenze e benemerenze a coloro che hanno combattuto per la Patria.
Anche l’Italia, nel 1968, dopo cinquant’anni dalla fine della prima guerra mondiale, ha istituito l’Ordine di Vittorio Veneto (legge 18 marzo 1968, n. 263) per i combattenti della prima guerra mondiale, mentre per i combattenti del secondo conflitto mondiale sono state spese solo belle parole, ma nessun riconoscimento ufficiale per il contributo di sangue e di gloria per liberare il patrio suolo.
Per motivi di equità e di giustizia dobbiamo attribuire ai combattenti della seconda guerra mondiale un riconoscimento analogo a quello concesso ai cavalieri di Vittorio Veneto.
Cefalonia è l’episodio più eclatante del contributo dei militari italiani alla lotta di liberazione nazionale. Allo stesso tempo rientra nel lungo elenco degli orrori della seconda guerra mondiale: lo sterminio di massa degli ebrei e delle altre minoranze etniche e religiose o dei minorati psichici. Con l’istituzione del titolo di cavaliere di Cefalonia vogliamo qui meditare e ricordare quello che avvenne nell’isola ionica di Cefalonia, dove nel settembre 1943 si assisté al risorgere di un crimine che sembrava estinto: l’eliminazione fisica dei prigionieri di guerra.
L’onorificenza che proponiamo vuole testimoniare la riconoscenza della Nazione a coloro che hanno servito in armi il Paese, pagando, spesso con la vita, per non venire meno al sacro dovere della difesa della Patria.
Con questo atto lo Stato salderebbe un debito nei confronti di coloro che hanno dato un determinante contributo per porre le fondamenta della odierna realtà sociale ed economica.
Per i motivi sopra esposti, siamo certi, onorevoli Colleghi, di avere il vostro incondizionato appoggio affinché la proposta diventi legge in tempi brevissimi. Non si propongono indennità o vitalizi e ciò ad ulteriore dimostrazione del valore puramente morale del riconoscimento.
DISEGNO DI LEGGE
Art. 1.
1. È istituito l’Ordine dei Cavalieri di Cefalonia, comprendente l’unica classe di Cavaliere.
2. L’onorificenza dell’Ordine dei Cavalieri di Cefalonia è conferita ai superstiti combattenti del secondo conflitto mondiale, ai mutilati ed invalidi di guerra beneficiari di pensione di guerra nonché agli ex prigionieri o internati nei campi di concentramento o di prigionia.
3. L’onorificenza di cui al comma 2 è conferita ai combattenti del secondo conflitto mondiale decorati di croce al merito ed ai partigiani che hanno militato, per almeno tre mesi, in una formazione partigiana o gappista regolarmente inquadrata nelle forze riconosciute e dipendenti dal Corpo volontari della libertà (CVL) e che hanno partecipato ad almeno tre azioni di guerra o di sabotaggio.
Art. 2.
1. L’onorificenza di cui all’articolo 1 è conferita con decreto del Presidente della Repubblica, previa presentazione al Ministro della difesa, tramite il comune di residenza, di apposita domanda alla quale è allegata fotocopia autenticata della documentazione attestante il possesso dei requisiti di cui all’articolo 1.
2. Le domande e i documenti previsti per ottenere l’onorificenza di cui all’articolo 1, sono esenti dall’imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo.
3. La domanda è presentata entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 3.
1. L’insegna dell’Ordine dei Cavalieri di Cefalonia è costituita da una croce gigliata metallica con al centro la bandiera italiana.
2. I disegni e le misure dell’insegna di cui al comma 1 sono stabiliti con decreto del Ministro della difesa, da emanare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 4.
1. Il capo dell’Ordine dei Cavalieri di Cefalonia è il Presidente della Repubblica.
2. L’Ordine è retto da un consiglio composto da un generale di corpo d’armata o grado corrispondente, che lo presiede, da due generali e da un ammiraglio, in rappresentanza delle tre Forze armate.
3. Il presidente ed i membri del consiglio dell’Ordine sono nominati dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della difesa.
Art. 5.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
LAVORI PREPARATORI
SENATO DELLA REPUBBLICA
Legislatura 16º - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 189 del 16/03/2011
(1812) COSTA e PISCITELLI. - Istituzione del titolo di Cavaliere di Cefalonia e conferimento dello stesso a tutti i cittadini italiani superstiti che abbiano partecipato al secondo conflitto mondiale
Il relatore BURGARETTA APARO (PdL) illustra il disegno di legge in titolo, che si propone di conferire il giusto riconoscimento morale a coloro che hanno servito la Patria nel corso del secondo conflitto mondiale, istituendo un apposito ordine analogo a quello di Vittorio Veneto (di cui alla legge 18 marzo 1968, n. 263, e relativo a coloro che combatterono nel conflitto del 1914-1918). Il riferimento al drammatico episodio di Cefalonia, che ha visto l’eroica resistenza delle truppe italiane contro l’esercito tedesco successivamente all’armistizio dell’8 settembre 1943, e che si concluse con l’annientamento della divisione Aqui e la barbara eliminazione dei militari fatti prigionieri (ed in totale con oltre 9.600 caduti), appare inoltre particolarmente significativo. Il relatore sottolinea, infine, l’assenza della previsione di qualsiasi tipo di indennità, ad ulteriore dimostrazione del valore puramente morale del riconoscimento.
Procede quindi alla disamina dei cinque articoli di cui si compone il provvedimento. In particolare, l’articolo 1, istituisce l’Ordine dei Cavalieri di Cefalonia, specificando che l’onorificenza è conferita sia ai superstiti combattenti del secondo conflitto mondiale, ai mutilati ed invalidi di guerra beneficiari di pensione di guerra ed agli exprigionieri o internati nei campi di concentramento o di prigionia, sia ai combattenti del secondo conflitto mondiale decorati di croce al merito ed ai partigiani che hanno militato, per almeno tre mesi, in una formazione partigiana o gappista regolarmente inquadrata nelle forze riconosciute e dipendenti dal Corpo volontari della libertà (CVL) e che hanno partecipato ad almeno tre azioni di guerra o di sabotaggio. L’articolo 2, disciplina quindi le modalità di conferimento dell’onorificenza (tramite decreto del Presidente della Repubblica, previa presentazione al ministro della Difesa, tramite il comune di residenza, di apposita domanda), mentre l’articolo 3 reca disposizioni in ordine all’insegna dell’Ordine.
L’articolo 4 prende poi in considerazione l’ordinamento interno dell’istituzione. Nel dettaglio, a capo dell’Ordine sarà il Presidente della Repubblica, ed esso sarà retto da un consiglio composto da un generale di corpo d’armata o grado corrispondente, che lo presiede, da due generali e da un ammiraglio, in rappresentanza delle tre Forze armate. Infine, l’articolo 5 disciplina l’entrata in vigore del provvedimento.
Si apre la discussione generale.
Il senatore RAMPONI (PdL) esprime un avviso decisamente favorevole sul disegno di legge in titolo, che conferisce il giusto riconoscimento a quanti hanno dato la vita per il Paese nel corso del secondo conflitto mondiale. Relativamente, quindi, al riferimento all’episodio di Cefalonia, rileva che, pur non rappresentando militarmente una vittoria, esso è una fulgida testimonianza della dignità e della fierezza dei soldati italiani, il cui valoroso sacrificio è sicuramente stato una delle basi poste per la rinascita democratica dell’Italia.
Interviene anche il senatore COSTA (PdL), sottolineando la particolare valenza morale del provvedimento e ponendo l’accento sul particolare valore simbolico rappresentato dal nobile sacrificio dei soldati italiani, che decisero di combattere i reparti tedeschi nell’isola di Cefalonia.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
Legislatura 16º - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 192 del 23/03/2011
(1812) COSTA e PISCITELLI. - Istituzione del titolo di Cavaliere di Cefalonia e conferimento dello stesso a tutti i cittadini italiani superstiti che abbiano partecipato al secondo conflitto mondiale
Interviene sull'ordine dei lavori la senatrice AMATI (PD), lamentando la perdurante assenza del rappresentante del Governo in relazione al disegno di legge in titolo (non presente né nella seduta antimeridiana del 16 marzo, allorché il relatore aveva illustrato il provvedimento, né nella presente riunione, e che dovrebbe invece fornire alla Commissione importanti elementi conoscitivi), e proponendo, in ragione di ciò, il rinvio del seguito dell'esame del provvedimento.
Interviene in senso adesivo il senatore PEGORER (PD), stigmatizzando l'assenza del rappresentate dell'Esecutivo e sottolineando la negativa incidenza di ciò sui lavori della Commissione.
Su proposta del presidente CANTONI, la Commissione delibera infine di rinviare il seguito dell'esame del disegno di legge.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
Legislatura 16º - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 193 del 29/03/2011
(1812) COSTA e PISCITELLI. - Istituzione del titolo di Cavaliere di Cefalonia e conferimento dello stesso a tutti i cittadini italiani superstiti che abbiano partecipato al secondo conflitto mondiale
Riprende l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana del 16 marzo scorso.
La senatrice AMATI (PD) pone l'accento sulla ratio sottesa al provvedimento, che mira, giustamente, a conferire un riconoscimento ai combattenti del secondo conflitto mondiale, analogamente a quanto già previsto per quelli del primo a seguito dell'istituzione dell'Ordine di Vittorio Veneto.
Dopo aver rilevato che sarebbe forse opportuno effettuare i dovuti approfondimenti tramite l'audizione di rappresentanti delle confederazioni che riuniscono le associazioni combattentistiche e d'arma, auspica una celere conclusione dell'iter presso il Senato, che potrebbe realizzarsi attraverso una riassegnazione del disegno di legge in sede deliberante.
Il senatore TORRI (LNP), pur riconoscendo la meritorietà di fondo del provvedimento, invita i commissari a considerare la possibilità di associare il riconoscimento ad un diverso evento storico, stante la particolare drammaticità dei fatti avvenuti nell'isola di Cefalonia.
Il senatore CAFORIO (IdV) esprime, a nome del Gruppo di appartenenza, avviso favorevole sul provvedimento (che sana un'evidente trattamento discriminatorio tra coloro che combatterono al servizio del Paese nelle due guerre mondiali), auspicando -del pari- una riassegnazione dello stesso in sede deliberante.
Il senatore GAMBA (PdL) rileva invece che l'articolato prende in considerazione una platea di soggetti eccessivamente eterogenea, rischiando pertanto di tradire gli stessi intenti che hanno animato i presentatori. Peraltro, il riferimento al tragico episodio di Cefalonia sarebbe difficilmente riferibile a tutti i potenziali beneficiari, che hanno combattuto in scenari e situazioni radicalmente diverse tra loro.
Nel rammentare che la problematica era già stata affrontata nella XIV legislatura in occasione dell'esame, presso la Camera dei deputati, dei provvedimenti relativi all'istituzione dell'Ordine del Tricolore, senza giungere all'approvazione e con forti contrasti di natura politica, e dopo aver osservato che si renderebbero pertanto necessari ulteriori approfondimenti in materia, esprime un avviso sostanzialmente critico sul disegno di legge in titolo.
Il presidente CANTONI osserva incidentalmente che il provvedimento mira sostanzialmente ad istituire un ordine al merito.
Il senatore AMATO (PdL) invita i commissari ad avere, riguardo alla problematica evocata dall'articolato, un approccio scevro da pregiudiziali ideologiche. La seconda guerra mondiale ha infatti visto numerosi ed eroici sacrifici contro l'occupazione straniera, tra cui spicca l'eroica pagina scritta dai militari italiani nell'isola di Cefalonia.
Il valore morale della ratio sottesa al provvedimento sarebbe, pertanto, da tenere nella dovuta considerazione, in quanto mira a conferire un adeguato riconoscimento ai sacrifici compiuti per la libertà del Paese.
Nell'associarsi alle considerazioni svolte dalla senatrice Amati, il senatore DEL VECCHIO (PD) sottolinea sia il valore dei sacrifici compiuti per la rinascita della Nazione, sia l'opportunità di guardare oltre divisioni politiche ormai superate dalla storia, al fine di conferire un adeguato riconoscimento a quanti combatterono nel secondo conflitto mondiale.
Conclude auspicando una celere conclusione dell'iter del disegno di legge.
Il sottosegretario COSSIGA ricorda innanzitutto che la tematica evocata dal disegno di legge è da anni all'attenzione sia del Governo che del Parlamento.
Invita quindi la Commissione a tenere nel debito conto il dibattito svoltosi nella XIV legislatura sui provvedimenti concernenti l'Ordine del Tricolore e le risultanze del medesimo, osservando che sarebbe quanto mai opportuno che la Commissione assumesse una linea politica univoca sul testo da approvare.
Il senatore TORRI (LNP) osserva che le risultanze del dibattito svoltosi nella XIV legislatura potrebbero fornire un'importante base di lavoro al fine di pervenire ad un testo condiviso.
Nel prendere atto di quanto osservato dal rappresentante del Governo, il senatore AMATO (PdL) rileva che potrebbe essere opportuno vagliare anche ulteriori soluzioni alla problematica.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
Legislatura 16º - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 194 del 30/03/2011
(1812) COSTA e PISCITELLI. - Istituzione del titolo di Cavaliere di Cefalonia e conferimento dello stesso a tutti i cittadini italiani superstiti che abbiano partecipato al secondo conflitto mondiale
Riprende l’esame, sospeso nella seduta di ieri.
Poiché nessun commissario chiede di intervenire, il presidente CANTONI dichiara chiusa la discussione generale, rinviando a prossima seduta il seguito dell'esame del provvedimento.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.





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