Quest'Ordine venne fondato nel maggio del 1416 da alcuni Baroni del Ducato di Bar al termine di una serie di lotte tra di loro per questioni di confini e di potere feudale, concluse con la mediazione del Cardinale Luigi I, Duca del Bar, e si prefiggeva, oltre il termine delle ostilità tra di loro, la costituzione di un unico corpo militare, costituito con le varie milizie, da mettere a disposizione del Duca del Bar (o Barrois), tale accordo venne denominato
Ordine della Fedeltà o
Ordine del Levriere e aveva per motto
TOUT UN e per insegna una collana, con il motto, da cui pendeva un levriero, e doveva durare per 5 anni, successivamente, scaduto l'accordo, gli stessi si riunirono in capitolo nel 1423 e decisero che questa alleanza si sarebbe mantenuta sotto la protezione e denominazione di
Sant'Uberto, e che, per esservi ammessi si dovevano presentare le prove di nobiltà.
Il Cibrario in "Descrizione Storica degli Ordini Cavallereschi" nella parte degli Ordini Estinti riporta la lettera di istituzione di quest'Ordine sotto la dicitura "Cavalieri dell'Ordine del Levriere nel Ducato di Bar".
I Re di Francia Luigi XIV, Luigi XV e Luigi XVI accordarono vari privilegi a quest'Ordine, che armava a proprie spese ben due reggimenti di fanteria uniti in una "Brigata del Barrois". La sede dell'Ordine, durante la Rivoluzione, venne stabilita a Francoforte sul Meno.
Il Re Luigi XVIII lo riconobbe nel 1816 e stimolò la redazione di nuovi statuti che egli stesso approvò.
Lo statuto del 1816 venne stampato insieme a una dettagliata descrizione storica delle vicende dell'Ordine, dei suoi cavalieri e delle sue milizie, e questo documento è l'unico che parli diffusamente di quest'Ordine.
Lo statuto del 1816, inoltre, regolò l'Ordine, fino ad allora costituito dalla sola classe dei "
Cavalieri", in tre classi:
Gran Croci,
Commendatori e
Cavalieri.
In base a tali statuti... L'Ordine veniva denominato
Ordine Capitolare di Sant'Uberto di Lorena e del Barrois, Gran Maestro dell'Ordine era il Re di Francia, le Gran Croci erano in numero di sei e ricoprivano le alte cariche dell'Ordine, i Commendatori erano trenta, i Cavalieri in numero illimitato. Per essere ammessi all'Ordine bisognava presentare le prove di nobiltà. Nella classe dei cavalieri potevano essere ammessi anche stranieri. Tra i decorati italiani possiamo ricordare S.A.R.
Leopoldo di Borbone, Principe di Salerno, decorato nel 1822.
I membri dell'Ordine di Sant'Uberto giuravano di vivere secondo la Fede Cattolica e di servire in armi al comando del Gran Maestro.
La decorazione dell'Ordine consisteva in una croce patente d'argento, caricata di uno scudo rotondo, smaltato in azzurro, con l'immagine di Sant'Uberto con a destra un cane levriero e a sinistra un cervo. Il nastro, che gli statuti definiscono
turchino con una striscia rossa ai lati, in tutte le raffigurazioni è invece
verde con una striscia rossa ai lati, come nella immagine che inserisco. Purtroppo le uniche decorazioni che esistono in collezioni pubbliche, al Museo des Invalidees a Parigi, sono senza nastro originale, non ho notizie di decorazioni in collezioni private.
Ho avuto il privilegio di vedere queste decorazioni e una rara copia degli statuti del 1816, che non sono esposti al pubblico, appunto al Museo des Invalidees.
Nel 1830 quest'Ordine
venne abolito, insieme a tutti gli altri Ordini Francesi Reali.
Recentemente, proprio qui in Campania, c'è stato chi si è autoproclamato "Principe e Gran Maestro" e lo ha denominato addirittura "Sovrano Ordine..." e altre cose tipo "soggetto di diritto internazionale", "con personalità giuridica pubblica...".
Vedere in merito anche il vecchio post:
http://www.anticheopinioni.it/Forum/viewtopic.php?t=873 ...leggere, in particolare, la risposta del nostro amministratore... è evidente che si cerca, in parte, di giocare sull'equivoco...
Meglio non dire cosa penso di queste autoproclamazioni e denominazioni...

e di queste improvvise "resurrezioni" di Ordini stranieri ormai estinti, in questo caso specificamente
abolito, da secoli...

potrei essere bannato dall'amministratore...

e non è, comunque, mio uso essere scurrile...
Milord