Perché non venga dimenticato del tutto fatica e sacrificio di chi non volle o non seppe profittare degli eventi.
Mi riferisco alla ricerca effettuata, lodevolmente, da alcuni vostri lettori in rapporto all'esistenza del fantomatico XL Btg Bersaglieri Corazzato.
Dispiace, e molto, dover constatare come la memoria di tanti avvenimenti e sacrifici (oggigiorno inimmaginabili) sia irrimediabilmente perduta anche da coloro che dovrebbero conservarla gelosamente per amor di Patria e per istituto.
Ma veniamo al fatto storico: il 40° Battaglione Bersaglieri Corazzato è effettivamente esistito. Di stanza a Pinerolo, presso la Scuola d'applicazione di Cavalleria comandata dal "Generale conte Raffaele Cadorna". Venne comandato dapprima dal maggiore Luigi Simonelli, quindi dal tenente colonnello Ubaldo Panceri (con caramella incorporata).
Era costituito da un certo numero di bersaglieri, caporali e sottufficiali, che non saprei precisare, ma non tale da costituire un battaglione effettivo e da molti giovani ufficiali. Doveva prendere conoscenza di mezzi corazzati, autoblindo e carrarmati. Istruttori preparati (mi sembra dell'Ansaldo di Genova) impartirono le prime lezioni di teoria e pratica; sostituiti poi da Ufficiali già esperti.
Le lezioni pratiche si svolgevano in gran parte nel campo sportivo di Pinerolo, oggi ampiamente edificato.
Al termine dei corsi di apprendimento si otteneva il brevetto (?) (la qualifica?) di Pilota di Mezzo Corazzato e il diritto a fregiarsi (sulla manica sinistra della divisa) di distintivo in stoffa dorata riproducente un carro armato.
(Per inciso ricordo che molti ufficiali inferiori di cavalleria seguirono assieme ai pari grado bersaglieri le stesse lezioni: fra loro ricordo Giovanni Agnelli,Giuseppe Farina campione di formula 1, e molti altri).
Nel 41 il battaglione si trasferì a Cavour e le lezioni pratiche lungo il Pellice. Successivamente si spostò a San Secondo di Pinerolo: evidentemente non trovava pace. Ma gli ufficiali tornarono a godere le delizie della mensa della Scuola d'Applicazione. E per loro fu come vincere una scaramuccia se non una battaglia (a quell'età!).
Nel 42, solita solfa di lezioni teoriche e pratiche, piacevolmente interrotte ( due o tre volte nell'anno) da gite a Sestriere, Pragelato, Aosta).
Sul finire di quell'anno, il quarantesimo battaglione bersaglieri corazzato, per me, rimase dov'era (per questo anch'io lo ricordo un pò fantomatico): venne l'ordine di passare per Siena, rifornirsi di "guanti a pelo" "pastrano con pelliccia" e su a Preganziol in quel di Treviso destinazione Russia.
Tutte inutili quelle belle lezioni e pratiche corazzate. A Preganziol altro battaglione , senza nome, costituito da militari di varie Armi quali complementi per l'Armir sostava in impaziente attesa di congelamenti. Finii per esserne il comandante essendosi prudentemente dileguati, con una scusa o l'altra, i superiori in grado. AMEN.
Intanto esprimo la mia soddisfazione per il semplice fatto che lei abbia ricevuto il documento della Scuola e le immagini che si riferiscono ad esercitazioni con autoblindo del XL Btg. Bersaglieri Corazzato: mi è sembrato un doveroso ricordo di tanti commilitoni, la gran parte scomparsi, il cui sacrificio, a stare alle domande che le hanno rivolto a più riprese i suoi interlocutori, sembrerebbe del tutto dimenticato: nessuna meraviglia: rientra nel quadro della scarsa memoria patria.
L'immagine col militare che si sporge in torretta, è quella del mio Capitano e la dedica nel retro è di suo pugno.


Le altre due immagini sono di alcuni ufficiali del XL e nella foto col militare con le braccia in avanti come per uscire dalla torretta ci sono anch'io.


Quanto al documento: "Scuola d'Applicazione di Cavalleria" MCMXLII A.XX, che conservo in originale con nappa coi colori della Scuola, è raro.





C'è in esso un pezzo di storia: gran parte degli Ufficiali che vi sono elencati andarono ,poi, in Marmarica o sul Don. E ci rimasero; affinché i nipoti, oggi, potessero chiedersi se fossero mai esistiti.
Comunque, non posso che ringraziarla di questi colloqui telematici che mi hanno permesso di richiamare alla memoria (invero stanca) episodi e circostanze della mia tumultuosa e lontana stagione giovanile.
Per questo: grazie. nurzia