adj ha scritto:Mi lascia perplesso il fatto che essere vittima di qualcuno o qualcosa possa comportare automaticamente l'essere membro di un ordine, anche se le vittime non hanno fatto nulla per diventare tali.
Mi viene spontaneo il paragone con le vittime di calamità naturali (terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche, ecc...): se è doveroso aiutare queste persone, sarebbe quantomeno curioso istituire un ordine premiale a loro favore: le onorificenze vanno semmai a chi interviene mettendo a repentaglio la propria vita, che non a chi l'ha persa o rischiata per mera casualità.
Sono
morte. Non é abbastanza?
In fondo anche i più fulgidi eroi della nostra storia civile & militare, molto spesso,
a rigor di termini, non hanno messo in pratica nulla che non fosse il loro cosiddetto
dovere (dove quasi tutti gli altri, benionteso, sarebbero venuti meno a questo
dovere, dandosela a gambe... non nego la valenza
attiva di tali gesti eroici

)
Chi interviene "mettendo a repentaglio la propria vita" spesso lo fa per mestiere. Le
vittime non sono certo state pagate per essere tali.
Inoltre, le
vittime, la vita l'hanno
messa a repentaglio di default, giacché l'hanno
persa.
Inoltre c'é la valenza fortemente
simbolica e morale di un tale ordine: un segnale
forte (non la solita medaglietta come le tante che abbondano sul nostro suolo patrio...perché, a scanso di equivoci, anche
noartri abbiamo la nostra anonima e squalliduccia - esteticamente parlando -
medaglia per vittime del terrrosimo) contro il terrorismo.
Le calamità naturali sono altro discorso: lì non ci sono
cattivi che hanno causato il disastro (a meno di responsabilità a livello di malaffare istituzionale/speculativo, ma questo comunque non pertiene).
E i conferimenti "istituzionali" che vengono fatti per moltissimi ordini di merito o militanti? Ne vogliamo parlare? Ma parliamone! Anche lì non viene messa a repentaglio nessuna particolare
vita, né ci sono meriti
specifici che vadano al di là del posare il fondo dei propri calzoni in quella o quell'altra particolare poltrona: però comunque sono nomine che si
fanno e che vengono considerate nell'
ordine naturale delle cose per una serie infinita di motivi che si possono ridurre alla formula di "scambio di cortesie" ovvero che possono essere riassunti nell'espressione (di alta efficacia) di "
public relations".
Le vittime di attentati terroristici sono in numero infinitamente inferiore.
I martiri delle Fosse Ardeatine, al pari di 6.000.000 di morti nei campi di concentramento, al pari delle vittime degli atti di terrorismo, a cosa vogliamo ridurli? Gente
con poco senso della tempistica che si é trovata
nel posto sbagliato al momento sbagliato?
![confused [confused.gif]](./images/smilies/confused.gif)
A volte il solo fatto di
morire (anche inconsapevolmente) é testimonianza di valore civico
altissimo e
imprescindibile.
Non esistono solo gli
Enrico Toti.

E spesso anche quest'ultima categoria di eroi, potendoglielo chiedere, ti risponderebbero che
non hanno fatto nulla per diventare tali.