Real Orden de Reconocimiento Civil a las Víctimas del Terror

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Real Orden de Reconocimiento Civil a las Víctimas del Terror

Messaggioda Tilius » mercoledì 30 dicembre 2009, 2:00

...ismo

Real Orden de Reconocimiento Civil a las Víctimas del Terrorismo

constituida en 1999, tiene como finalidad honrar a los fallecidos, heridos y secuestrados en actos terroristas. Consta de una Gran Cruz, que se concede a título póstumo a los fallecidos, y una Encomienda, para heridos y secuestrados.


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Va considerato un Ordine a tutti gli effetti?
La denominazione é chiara e lascia poco adito alle speculazioni: in fondo anche il Carlo III e l' Isabella la Cattolica sono formalmente nomati "Real Orden".
Certamente risulta atipico.
[hmm.gif]

PS: l'insegna, considerando che é manifattura recentissima, é sorprendentemente accurata (ne ho pescata una al Dorotheum... sì, sono i soliti acquisti compulsivi... [nonono.gif] [ops.gif] )
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Re: Real Orden de Reconocimiento Civil a las Víctimas del Terror

Messaggioda Tilius » mercoledì 30 dicembre 2009, 2:09

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Re: Real Orden de Reconocimiento Civil a las Víctimas del Terror

Messaggioda giubileum73 » mercoledì 30 dicembre 2009, 10:00

Complimenti per l'acquisto, hai proprio ragione !!!
E' veramente bella.

P.S. Domanda: Ma è il tuo regalo di Natale?

Scherzi a parte ...... auguroni di fine anno.
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Re: Real Orden de Reconocimiento Civil a las Víctimas del Terror

Messaggioda adj » mercoledì 30 dicembre 2009, 17:20

Mi lascia perplesso il fatto che essere vittima di qualcuno o qualcosa possa comportare automaticamente l'essere membro di un ordine, anche se le vittime non hanno fatto nulla per diventare tali.

Mi viene spontaneo il paragone con le vittime di calamità naturali (terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche, ecc...): se è doveroso aiutare queste persone, sarebbe quantomeno curioso istituire un ordine premiale a loro favore: le onorificenze vanno semmai a chi interviene mettendo a repentaglio la propria vita, che non a chi l'ha persa o rischiata per mera casualità.

Detto questo, l'insegna è comunque di gradevole fattura.
adj
 

Re: Real Orden de Reconocimiento Civil a las Víctimas del Terror

Messaggioda Tilius » mercoledì 30 dicembre 2009, 18:29

adj ha scritto:Mi lascia perplesso il fatto che essere vittima di qualcuno o qualcosa possa comportare automaticamente l'essere membro di un ordine, anche se le vittime non hanno fatto nulla per diventare tali.

Mi viene spontaneo il paragone con le vittime di calamità naturali (terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche, ecc...): se è doveroso aiutare queste persone, sarebbe quantomeno curioso istituire un ordine premiale a loro favore: le onorificenze vanno semmai a chi interviene mettendo a repentaglio la propria vita, che non a chi l'ha persa o rischiata per mera casualità.


Sono morte. Non é abbastanza?

In fondo anche i più fulgidi eroi della nostra storia civile & militare, molto spesso, a rigor di termini, non hanno messo in pratica nulla che non fosse il loro cosiddetto dovere (dove quasi tutti gli altri, benionteso, sarebbero venuti meno a questo dovere, dandosela a gambe... non nego la valenza attiva di tali gesti eroici ;) )

Chi interviene "mettendo a repentaglio la propria vita" spesso lo fa per mestiere. Le vittime non sono certo state pagate per essere tali. ;)

Inoltre, le vittime, la vita l'hanno messa a repentaglio di default, giacché l'hanno persa. ;)

Inoltre c'é la valenza fortemente simbolica e morale di un tale ordine: un segnale forte (non la solita medaglietta come le tante che abbondano sul nostro suolo patrio...perché, a scanso di equivoci, anche noartri abbiamo la nostra anonima e squalliduccia - esteticamente parlando - medaglia per vittime del terrrosimo) contro il terrorismo.

Le calamità naturali sono altro discorso: lì non ci sono cattivi che hanno causato il disastro (a meno di responsabilità a livello di malaffare istituzionale/speculativo, ma questo comunque non pertiene).

E i conferimenti "istituzionali" che vengono fatti per moltissimi ordini di merito o militanti? Ne vogliamo parlare? Ma parliamone! Anche lì non viene messa a repentaglio nessuna particolare vita, né ci sono meriti specifici che vadano al di là del posare il fondo dei propri calzoni in quella o quell'altra particolare poltrona: però comunque sono nomine che si fanno e che vengono considerate nell' ordine naturale delle cose per una serie infinita di motivi che si possono ridurre alla formula di "scambio di cortesie" ovvero che possono essere riassunti nell'espressione (di alta efficacia) di "public relations".
Le vittime di attentati terroristici sono in numero infinitamente inferiore. ;)

I martiri delle Fosse Ardeatine, al pari di 6.000.000 di morti nei campi di concentramento, al pari delle vittime degli atti di terrorismo, a cosa vogliamo ridurli? Gente con poco senso della tempistica che si é trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato? [confused.gif]

A volte il solo fatto di morire (anche inconsapevolmente) é testimonianza di valore civico altissimo e imprescindibile.
Non esistono solo gli Enrico Toti. ;) E spesso anche quest'ultima categoria di eroi, potendoglielo chiedere, ti risponderebbero che non hanno fatto nulla per diventare tali.
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Re: Real Orden de Reconocimiento Civil a las Víctimas del Terror

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 30 dicembre 2009, 18:38

C'è da dire che un "ordine di cavalleria" è - oggi - giuridicamente parlando un tipo di associazione di carattere pubblico (e quindi non privato - specificare può apparire pendante ma è obbligatorio per i soliti latori di cattiva intenzioni-). Per quanto afferisce alla presente discussione questo basta (in realtà per avere un ordine di cavalleria ci vuole anche dell'altro... ma poi il discorso di appesantirebbe troppo)

Orbene. La Gran Cruz del nostro, viene concessa a coloro che risultano essere fallecidos ossia defunti (ovviamente a titolo postumo).

Appare assai strano che dei "defuni" partecipino ad un ente associativo...

Sotto questo aspetto ci troviamo dinnanzi ad un "ordine" che ha in se qualche anomalia, anche se... non è un caso isolato, avendo diversi "omologhi" sotto questo punto di vista... anche dalle nostre parti C.A. Dalla Chiesa ne è un esempio.
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Re: Real Orden de Reconocimiento Civil a las Víctimas del Terror

Messaggioda adj » giovedì 31 dicembre 2009, 15:07

Mi dispiace, ma ribadisco in tutto e per tutto il mio punto di vista, anche se mi rendo conto della sua impopolarità.

Tilius ha scritto:Sono morte. Non é abbastanza?


No, non è abbastanza.
Non si può confondere il cordoglio per una morte con il riconoscimento di un merito.

Tilius ha scritto:In fondo anche i più fulgidi eroi della nostra storia civile & militare, molto spesso, a rigor di termini, non hanno messo in pratica nulla che non fosse il loro cosiddetto dovere (dove quasi tutti gli altri, benionteso, sarebbero venuti meno a questo dovere, dandosela a gambe... non nego la valenza attiva di tali gesti eroici ;) )


Chi interviene "mettendo a repentaglio la propria vita" spesso lo fa per mestiere. Le vittime non sono certo state pagate per essere tali. ;)

Inoltre, le vittime, la vita l'hanno messa a repentaglio di default, giacché l'hanno persa. ;)


Il fatto di essere pagati o meno non c'entra nulla.
Un conto è fare il proprio dovere correndo consapevolmente un rischio (per minimo che sia) un conto trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. A meno che si consideri fare il proprio dovere, per esempio, prendere un aereo o un treno per motivi di lavoro o di turismo.

Tilius ha scritto:Inoltre c'é la valenza fortemente simbolica e morale di un tale ordine: un segnale forte (non la solita medaglietta come le tante che abbondano sul nostro suolo patrio...perché, a scanso di equivoci, anche noartri abbiamo la nostra anonima e squalliduccia - esteticamente parlando - medaglia per vittime del terrrosimo) contro il terrorismo.


Sulla valenza morale e simbolica concordo ed è l'unica motivazione che a mio avviso depone a favore dell'isituzione di un tale ordine.
Solo che la motivazione non mi pare sufficiente.

Tilius ha scritto:Le calamità naturali sono altro discorso: lì non ci sono cattivi che hanno causato il disastro (a meno di responsabilità a livello di malaffare istituzionale/speculativo, ma questo comunque non pertiene).


L'attribuzione di un'onorificenza deve - a mio avviso - basarsi sulla valutazione del comportamento dell'insignito e non su chi o cosa ne abbia causato la morte (i "cattivi" o un disastro naturale).
Altrimenti dovremmo, per esempio, istituire un ordine premiale per le vittime dei pirati della strada (mentre è sacrosanta l'istituzione di un fondo per il risarcimento, che è cosa ben differente).

Tilius ha scritto:E i conferimenti "istituzionali" che vengono fatti per moltissimi ordini di merito o militanti? Ne vogliamo parlare? Ma parliamone! Anche lì non viene messa a repentaglio nessuna particolare vita, né ci sono meriti specifici che vadano al di là del posare il fondo dei propri calzoni in quella o quell'altra particolare poltrona: però comunque sono nomine che si fanno e che vengono considerate nell' ordine naturale delle cose per una serie infinita di motivi che si possono ridurre alla formula di "scambio di cortesie" ovvero che possono essere riassunti nell'espressione (di alta efficacia) di "public relations".
Le vittime di attentati terroristici sono in numero infinitamente inferiore. ;)


Sui conferimenti "istituzionali" nutro personalmente parecchie perplessità, ma il discorso sarebbe davvero complesso e anche abbastanza fuori tema.

Tilius ha scritto:I martiri delle Fosse Ardeatine, al pari di 6.000.000 di morti nei campi di concentramento, al pari delle vittime degli atti di terrorismo, a cosa vogliamo ridurli? Gente con poco senso della tempistica che si é trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato? [confused.gif]


Coerentemente con quanto detto, scandalizzerò molti osservando che anche in questo caso si tratta proprio (in molti casi) di gente che si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato: questo non significa colpevolizzarli o ridicolizzarli ("gente con poco senso della tempistica"), significa solo che non ci sono requisiti sufficienti per considerarli degli eroi o comunque meritevoli di menzione per il solo fatto di essere morti.

Tilius ha scritto:A volte il solo fatto di morire (anche inconsapevolmente) é testimonianza di valore civico altissimo e imprescindibile.
Non esistono solo gli Enrico Toti. ;) E spesso anche quest'ultima categoria di eroi, potendoglielo chiedere, ti risponderebbero che non hanno fatto nulla per diventare tali.


Non riesco a capire che testimonianza di altissimo valore civico sia il morire casualmente, a seguito di un evento imprevisto, mentre si conduce la normale attività quotidiana.
adj
 


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