vedo che stiamo quasi componendo un piccolo trattato di vessillogia applicata
Lei ha ragione e le Sue argomentazioni vessillologiche sono ineccepibili naturalmente. Ma quello su cui mi pare non riusciamo a sintonizziarci e che la percezione e l'uso dell'oggetto bandiera, come simbolo comunicativo/identitario si applicano inevitabilmente ad ogni singola e specifica bandiera contemporanea, e, quindi, anche al tricolore, malgrado i modi che ne regolano la corretta raffigurazione/esposizione che Lei ricorda essere ampiamente codificata e stabilita da leggi e normative.
Io non entro in merito, ponendomi come "osservatore neutrale", sull'opportunità di questo fatto, sulla giustezza, ma osservo che in determinati momenti e situazioni questo avviene e suppongo che avverrà sempre.
Ad esempio non so quanto realmente una bandiera, sia sempre, comunque e per tutti i membri di un'entità statale «il simbolo di una nazione e, quindi, di un popolo» e non a caso citavo l'esempio statunitense con le stelle e strisce ampiamente bruciate nei campus negli anni '70 nonostante la maggiore e più diffusa considerazione del suo valore come simbolo, ben diversa da quella che si riscontra in Italia ad esempio.
Altro è il discorso su chi sia tenuto a far rispettare la corretta esposizione o utilizzo del tricolore, o di una bandiera di stato, per motivi istituzionali, il caso in oggetto che ha dato via alla discussione mi induce all'indulgenza, ma questo come sappiamo è solo il mio parere.
Grazie e un saluto cordiale,
FJVT


