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Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: IACK

Messaggioda Cavaliere77 » mercoledì 30 aprile 2008, 11:51

Si sono d'accordo, anche se come ben sappiamo la norma e discutibile ma la legge è legge; e quindi sotto il profilo legislativo, sembra che non è cosi' sostanziale la differenza in quanto la norma non solo mette a pari livello un Ordine di Casa Savoia o altri con una semplice Associazione pinco pallino o anor peggio con un Ordine Selfstyled, ma crea confusione dando così anche un sentore di contraddizione con ciò che il signor Nicolad giustamente dice" è la legge che lo decide".
Ritengo l'attuale situazione un pò confusa da parte di tutti insomma per gli appassionati, studiosi e interessati della materia la lista ICOC è indiscutibie e mi ci metto anchio tra loro; ma poi mi chiedo insomma chi decide se un Ordine può essere riconosciuto/autorizzato dallo Stato o no? In base a cosa quali criteri? Se consideriamo, e lo sono, gli Ordini della lista ICOC tutti leggittimi, perchè non riconoscerli come non nazionali?

Sono andato fuori argomento? Scusatemi ma questo è un dilemma che da sempre non riesco a risolvere.
Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio. (confucio)
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Re: IACK

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 30 aprile 2008, 11:55

GUARDIA D'ONORE ha scritto:Si sono d'accordo, anche se come ben sappiamo la norma e discutibile ma la legge è legge; e quindi sotto il profilo legislativo, sembra che non è cosi' sostanziale la differenza in quanto la norma non solo mette a pari livello un Ordine di Casa Savoia o altri con una semplice Associazione pinco pallino o anor peggio con un Ordine Selfstyled, ma crea confusione dando così anche un sentore di contraddizione con ciò che il signor Nicolad giustamente dice" è la legge che lo decide".
Ritengo l'attuale situazione un pò confusa da parte di tutti insomma per gli appassionati, studiosi e interessati della materia la lista ICOC è indiscutibie e mi ci metto anchio tra loro; ma poi mi chiedo insomma chi decide se un Ordine può essere riconosciuto/autorizzato dallo Stato o no? In base a cosa quali criteri? Se consideriamo, e lo sono, gli Ordini della lista ICOC tutti leggittimi, perchè non riconoscerli come non nazionali?

Sono andato fuori argomento? Scusatemi ma questo è un dilemma che da sempre non riesco a risolvere.


Si può comuqnue affermare che il caso della Real Casa d'Italia sia particolare e seguito da leggi ad hoc. Se si guardano però le altre case ex regnanti, la legislazione italiana segue abbastanza la lista ICOC. Ci può fornire maggiore aiuto sicuramente il nostro moderatore Mario Volpe.
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Re: IACK

Messaggioda Mario Volpe » mercoledì 30 aprile 2008, 15:07

Ho la sensazione che questo argomento sia già stato trattato da qualche altra parte nel Forum...

Comunque, per dovere di cronaca, credo sia opportuno richiamare alcuni punti fondamentali:

1. in Italia non esiste alcuna legge che proibisca ad alcuno di ricevere qualunque distinzione, dai più alti riconoscimenti onorifici nazionali fino alle medagliette del circolo bocciofilo... quindi chiunque può diventare "Cavaliere" di "qualcosa".
In quanto poi all'uso più o meno legittimo del relativo "titolo", non sono un esperto ma credo esistano disposizioni e normative che dovrebbero evitare abusi ed arrogazioni. Certo che se un Cavaliere dell'Ordine del "Toblerone Fondente" poi scrive sul suo biglietto da visita "Cavaliere di Malta", qualcosa che non quadra c'è sicuramente...

2. in Italia non esiste (oggi) alcuna istituzione o ente che abbia la competenza e che possa "riconoscere ufficialmente" un ordine cavalleresco o una qualunque istituzione onorifica (un'arma a doppio taglio, perchè quelle associazioni fasulle che pretendono di possedere un tale riconoscimento mentono, mentre quelle serie che ne avrebbero diritto non riusciranno mai ad ottenerlo...).

3. la legge 178/51 non prevede in nessuno dei suoi articoli la questione del "riconoscimento" o meno di ordini ed onorificenze da parte dello Stato. Essa si limita invece ad introdurre nel nostro paese un "regime autorizzativo" per quei cittadini italiani che intendono "USARE" nel territorio nazionale le onorificenze estere (e qui parliamo ovviamente degli ordini e delle distinzioni "nazionali" di ciascun paese straniero), o gli ordini cavallereschi cosiddetti "non nazionali" (e qui l'argomento è stato più volte dibattuto, e non vorrei quindi ripretere cose già dette e ridette), dei quali sono stati insigniti. Ed è importante ricordare in quest'ambito che le aurorizzazioni a fregiarsi rilasciate dal MAE sono dei provvedimenti che vengono emessi "su domanda" dei soggetti interessati e sono concessi "personalmente" ad ogni singolo richiedente. Non si tratta quindi nè di una forma di "riconoscimento" dell'ordine del quale si autorizza l'uso delle onorificenze, nè di un provvedimento valido a livello "collettivo".
In quest'ambito inoltre, può essere utile precisare che l' "USO" di cui parla la suddetta legge va inteso come un "uso pubblico", ossia la possibilità di fregiarsi delle suddette distinzioni in occasioni di cerimonie pubbliche formali (ivi inclusa l'esposizione sull'uniforme per i militari)... L' uso di una qualunque distinzione in occasione di cerimonie, funzioni o ricevimenti strettamente privati, non dovrebbe quindi rientrare nelle suddette limitazioni...

Per quanto riguarda in particolare gli Ordini sabaudi, la stessa legge 178/51 - come più volte e da più parti ricordato - pone invece dei precisi limiti alla possibilità di un loro uso nel nostro Paese, e la questione - finchè non dovessero essere adottati nuovi provvedimenti legislativi in materia - sembra destinata a rimanere "congelata" com'è...

Per quanto riguarda infine l'eventuale "allargamento" dell'autorizzabilità all'uso in Italia a tutte quelle istituzioni cavalleresche che il Registro ICOC considera valide, vi lascio immaginare la "caccia all'investitura" che si scatenerebbe nel nostro Paese fin dal giorno dopo...
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Re: IACK

Messaggioda Cristiano Ciani » venerdì 12 settembre 2008, 11:09

Si legge sulla VIS agenzia di stampa vaticana che Carl Albert Anderson dei cavalieri di Colombo è stato nominato “Auditor” del Sinodo dei Vescovi. La notizia recita:

……Inoltre, a norma di quanto previsto dallo “Ordo Synodi Espiscoporum”, il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, con l’approvazione del Sommo Pontefice, ha nominato i Seguenti “Auditores Secretarii specialis” (o Esperti):

- Professor Carl Albert Anderson, Cavaliere Supremo dell’Ordine dei Cavalieri di Colombo (Stati Uniti d’America)……..
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