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Fabio Gig ha scritto:Guardi, se è convinto di ciò che scrive fa bene a sostenere le sue tesi.
Ho notato che tra le finalità di S. Ignazio ci sono delle parti che sono riprese pari pari dagli Statuti dell'Ordine con il mantello molto simile al vostro. Questo non può che farmi piacere, in quanto si tratta di finalità di tutto rispetto.
Bravi.
Francesco Giacinto ha scritto: l’elemento principale che contraddistingue gli Ordini cavallereschi è il fatto che con l’investitura l’insignito assume liberamente un dovere.
Nell’Ordine Patriarcale di Sant’Ignazio d’Antiochia (OPSIA) gli insigniti hanno il dovere di mettere in pratica, con coerenza e costanza, l’insegnamento di Cristo e d’operare, con umiltà e perseveranza, per il raggiungimento degli scopi dell’Ordine, dando contributo d’azione e d’attività alle due grandi opere eminentemente sociali dell’assistenza ospedaliera e della beneficenza e contribuendo, anche con la preghiera individuale e collettiva, alla promozione della pace religiosa e dell'intesa civile fra le popolazioni dell'Oriente, anche mediante la conservazione e propagazione della Fede in Terra Santa e in tutto l'Oriente, aiutando in particolare le attività del Patriarcato dei Siri sovvenendone le scuole, i seminari, i monasteri, le istituzioni culturali, le attività d'apostolato sociale e religioso e le attività assistenziali ospedaliere e caritative.
Dunque l’OPSIA è senza dubbio un Ordine Cavalleresco.
La questione relativa alla fons honorum non sembra neppure sollevabile. Infatti, l’OPSIA è stato istituito dal Patriarca di Antiochia in virtù della Sua autorità Patriarcale e delle prerogative di Capo della Nazione Sira, confortato dal consenso del S. Sinodo e dall’avallo del Collegio dei Periti dell’uno e dell’altro Diritto, in forza della giurisdizione civile riconosciuta ai Patriarchi Siri e degli Istituti personali vigenti

Francesco Giacinto ha scritto:Ringrazio per l'apprezzamento, che so essere sincero.
Non appartenendo all'Ordine, spero che qualche insignito possa leggerlo.

nicolad72 ha scritto:Al papa, in passato, oggi il problema appare superato con i patti lateranensi, veniva riconosciuto un'autorità sovrana autonoma e paticolare, quale capo della chiesa universale, che si contrapponeva all'altro potere universale quello del Sacro Romano Imperia discioltosi definitivamente (dopo lunghissima agonia) nel 1805, con l'abdicazione di Francesco II d'asburgo che poi divenne Francesco I.
Da questo fattore deriva la Fons Honorum pontificia, nella sua veste di Capo della Chiesa Universale. Al patriarca di Antiochia tale status non viene riconosciuto...
L'Ordine Patriarcale di Sant'Ignazio di Antiochia è un sistema Onorifico Ecclesiastico punto e basta. Esso ha valenza solo all'interno della Chiesa d'Antiochia, e non può avere nessun effetto all'esterno di essa.
Il suo parere, purtroppo, è isolato e non condiviso nè dalla dottrina, nè dalla legislazione.
Le prove di ciò che asserisco:
1) la lista ICOC classifica questo sitema tra le decorazioni ecclesiastiche, alla stregua di tante altre.
2) la Repubblica Itaiana non riconosce questo sistema onorifico nè come ordine non Nazionale nè come ordine Straniero.
3) la Santa Sede non lo riconosce tra gli ordini Cattolici (e non ho detto Cattolici Romani) che sono solamente due SMOM e OESSH.
4) l'Ordine di Malta non lo riconosce come Ordine cavalleresco.
Fabio Gig ha scritto:Francesco Giacinto ha scritto:Ringrazio per l'apprezzamento, che so essere sincero.
Non appartenendo all'Ordine, spero che qualche insignito possa leggerlo.
Sig. Giacinto, guardi che ho fatto del'ironia, ma non se la prenda a male. Io mi fermo qui.
Francesco Giacinto ha scritto:Non è proprio così: la Chiesa cattolica in Antiochia, nata grazie alla prima missione degli Apostoli, è da sempre chiesa "autocefala", il che confersice al Patriarca prerogative speciali, sfocianti, per ciò che qui interessa, negli elementi di diritto che ho già elencato.
Nessun Ordine cavalleresco ha "alcun effetto" al proprio esterno...
La lista ICOC, di per sé, non prova nulla, per quanta autorevolezza si voglia concedere a questo ente privato.
L'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro non è riconosciuto né dalla Repubblica Italiana né dalla Santa Sede né dal SMOM: ma è indubbiamente un Ordine cavalleresco...
Mi sembra dunque che le sue argomentazioni non siano decisive

nicolad72 ha scritto:Francesco Giacinto ha scritto:Non è proprio così: la Chiesa cattolica in Antiochia, nata grazie alla prima missione degli Apostoli, è da sempre chiesa "autocefala", il che confersice al Patriarca prerogative speciali, sfocianti, per ciò che qui interessa, negli elementi di diritto che ho già elencato.
E che il diritto non riconosce... quindi non sfociano in nulla!
Poi, scusi, ma non conosco fonte normativa alcuna (e di diritto ci campo - abbastanza agiatamente grazie a Dio), ad oggi vigente, che attribuisca tale prerogativa, e non mi risulta che il patriarcha di Antiochia la petisca (tra le altre cose).
Mi può fare un elenco? Dico ciò prechè io le ho fatto presente una serie di elementi in base ai quali ella può verificare le mie asserzioni, di contro, lei ha citato fonti senza elencarle... sa l'argometazione persuasiva descritta nel diagramma di Toulmin e soci... prevede che le fonti vengano denunciate, almento per verificarne la credibilità.Nessun Ordine cavalleresco ha "alcun effetto" al proprio esterno...
Non è vero, lo SMOM ha delle rendite, anche economiche, che derivano ad alcuni suoi cavalieri... e tali redditi si basano su istituti di diritto melitense, che è diritto proprio dell'ordine, e che gli stati riconoscono come tale. Ciò costituisce rilevanza esterna...
Poi l'uso del titolo stesso di Cavaliere (o di altro grado proprio di tale "gerarchia") è di rilevanza esterna, e l'uso di un titolo cavalleresco non esistente o non riconosciuto come tale in italia è sanzionato... (legge 3 marzo 1951, n. 178) e questo è un altro esempio di rilevanza esterna.
Scendo ulteriormente nel concreto.
Se un soggetto insignito del segno d'onore da lei indicato usa il titolo di "cavaliere" in italia a norma della legge che le ho detto viene sanzionato. se un membro dello SMOM o dell'Ordine del S Sepolcro usa il titolo di cavaliere non viene sanzionato.
Tutti questi sono esempi di rilevanza esterna di un Ordine, quindi la sua affermazione non è verificata, e quindi non corretta.
uno stato può riconoscerlo, autorizzando così gli insigniti ad esibire in pubblico le relative insegne, ma tutto ciò non ha nulla a che fare con un qualsivoglia "effetto".La lista ICOC, di per sé, non prova nulla, per quanta autorevolezza si voglia concedere a questo ente privato.
Bhe la Repubblica Italiana non riconosce, alla stregua dell'ICOC, l'ordine di S. Ingazio d'Antiochia... e allo stesso modo non lo riconoscono nè la Santa Sede nè l'Ordine di Malta.
E questi non sono enti privati, ma pubblici, anche di diritto internazionale.L'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro non è riconosciuto né dalla Repubblica Italiana né dalla Santa Sede né dal SMOM: ma è indubbiamente un Ordine cavalleresco...
Anche questo non è vero... la Repubblica Italiana non riconosce l'OSSM solo per ragioni di opportunità politica non giuridica, la santa sede perchè ha deciso di riconoscere (da leggersi tutelare come cattolici) solo lo SMOM e l'OESSH, mentre l'Ordine di Malta riconosce tale ordine, e di tale informazione sono certo, anche in vitù della mia appartenenza alla Religione Giovannita.Mi sembra dunque che le sue argomentazioni non siano decisive
Come vede non sono così decisive, anzi, mi consenta, ma senza voglia di polemizzare, sono le sue argomentazioni ad essere prive di pregio giuridico.
Poi se vogliamo parlare del valore morale di tale istituzione.. ben venga e sono disponibile anche a stendere tutti i segni d'onore possibili... ma a livello giuridico il Segno d'onore antiochiano, non gode di alcuna prerogativa cavalleresca.
ND
PS. mi sembra che lo stesso patriarcato di Antiochia condivida tali posizioni.
Francesco Giacinto ha scritto:Credo sia condivisibile l'affermazione che, almeno per quanto concerne l'ordinamento e le finalità, l'OPSIA goda oggettivamente di tutti gli elementi principali di un Ordine cavalleresco.
Rimane il tema della fons honorum, che credo, come ripeto, che la Chiesa in Antiochia possieda senza alcun dubbio
, anche in virtù della sua autocefalia.
,Non va dimenticato che, nell'antichità, il Papa era uno dei 5 Patriarchi, che presiedeva sì "nella carità" (cfr. le Lettere di Sant'Ignazio d'Antiochia) ma che, per il resto, aveva le stesse prerogative degli altri Patriarchi
anche in termini di fons honorum. Fons honorum che ha sempre costituito una prerogativa dei Patriarchi Siri Cattolici e che fu riconosciuta, ad esempio, anche dall'autorità civile competente per territorio nel 1845: il Sultano Abdel-Magid, che la riconobbe con la Bara’At dell’8 maggio 1845 (29 RABI’-II-1261 dell’Egira).
Ad esempio, non va dimenticato che il Papa non fu interpellato dagli antichi Ordini cavallereschi in virtù della sua fons honorum, ma in forza della sua autorevolezza spirituale.
Al massimo, come accade con la legge italiana del 1951, uno stato può vietare il conferimento o l'esibizione pubblica, sul proprio territorio, di decorazioni o qualifiche o titoli diversi da quelli propri o che il medesimo stato decide di rendere declinabili, per proprie motivazioni. Ne sono un esempio l'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e l'Ordine Supremo della SS.ma Annunziata, indubbiamente Ordini cavallereschi ma dei quali non è possibile, in Italia, effettuare conferimenti o esibire le insegne per motivi che nulla hanno a che fare con la natura o la legittimazione di questi insigni Ordini.
Mi chiedo infine in base a quali elementi lei affermi che il Patriarcato d'Antiochia condivida la sua impostazione.

Francesco Giacinto ha scritto:Un ordine cavalleresco è tale se, innanzi tutto, ha una missione da compiere. Si tratta di un elemento costitutivo essenziale.
La storia dimostra, invece (basta pensare agli ordini internazionali di Terra Santa d’epoca medievale), che la fons honorum è un elemento aggiuntivo. Lo dimostra il fatto che il Papa riconobbe quegli Ordini sotto il profilo spirituale, in virtù della loro natura di collettività religiosa, e che tale riconoscimento non fu condizione per la loro costituzione e per la loro esistenza.
Aggiungo che secondo logica se, come lei afferma, “non ha senso parlare di fons honorum fuori dall'europa”, delle due l’una: o nessuno ha mai potuto creare, né potrebbe in futuro, un Ordine cavalleresco in oriente (si tratterebbe di un’evidente assurdità) oppure per un Ordine cavalleresco nato in oriente la fons honorum non è questione rilevante…
Lei dice che “se il papa fondasse l'ordine dei samurai della spada d'oro (per fare un esempio) farebbe una cosa ridicola, e priva di fondamento giuridico, nonostante la sua fons honorum, perchè non puù giuridicamente creare questa struttura”. Mi sembra che confonda l’aspetto terminologico con quello sostanziale. Il Papa, infatti, potrebbe ben creare l’Ordine del Cavaliere della spada d’oro...
Lei dice anche che “Per armare i cavaliere "laici", non serviva il permesso del papa, un cavaliere veniva armato dal suo signore, ossia da chi aveva la fons honorum...” ma la prospettiva è sbagliata: qui non si parla di singoli cavalieri, ma di Ordine.
Lei conclude dicendo: “Mi indichi un atto con il quale il patriarcato abbia chiesto alla Santa Sede di riconoscere questa istituzione quale ordine cavalleresco.... Il patriarcato sa bene che la santa sede riconsce solo OESSH e SMOM, e da buona chiesa ubbidiente e fedele al papa si attiene a queste decisioni...”.
Non credo che sia così: la piena comunione con Roma della Chiesa cattolica in Antiochia non è assolutamente in discussione, ovviamente, ma non c’entra nulla. Credo, infatti, che il Patriarcato non abbia mai chiesto il riconoscimento perché non ce n’è alcun bisogno, proprio in forza delle prerogative del Patriarca d’Antiochia.

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