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g.iaia ha scritto:Mi permetto di contribuire alla riflessione, alla luce della speranza invocata da don Antonio e scusandomi per la non brevità dia gusto mio post. Mi auguro che quello che sto per dire non venga ritenuto come ulteriore occasione per rinfocolare polemiche; il mio intento è solo quello di dire alcune cose con quella “parresìa” che, come cristiani, dobbiamo sempre mettere al centro della nostra esistenza.
Dunque, è stato detto che la S. Sede avrebbe, con questo gesto, compiuto un “vulnus” che alcuni addirittura hanno equiparato a un “colpo di stato”, ma ritenersi “più realisti del Re” non porta mai da nessuna parte, men che meno in questa situazione.
Infatti,se anche nel merito della vicenda riguardante il cessato Gran Cancelliere, l'Ordine potrebbe anche avere ragione (non conosciamo tutti i particolari per quanto sono personalmente convinto che “dietro" non ci sono soltanto motivi di natura teologico-morale), la Santa Sede può ugualmente e certamente intervenire sulla questione, così come ha fatto.
Spero di essere chiaro: nutro profonda stima per le attività meritorie dello SMOM, ma questo – a qualcuno farà male ma è così – non è uno Stato sovrano, bensì solo soggetto di diritto internazionale, al quale buona parte degli Stati nel mondo attribuisce la prerogativa della sovranità. Se potesse servire, userei la categoria della “equiparazione”, come avviene mutatis mutandis, ad esempio, nel caso degli Ordinariati militari che, pur non essendo Diocesi, sono “equiparati” a queste ultime. Lo SMOM non è Stato ma è “equiparato” a uno Stato per quanto attiene alla sovranità.
La differenza tra “stato sovrano” e “soggetto di diritto internazionale” è evidenziata anche nella Carta Costituzionale dell’Ordine:
Art. 1 (che quasi nessuno cita...): "il Sovrano Militare Ordine ecc...detto di Rodi, detto di Malta ecc...(due o tre righe sulla storia dell'Ordine)...è un Ordine Religioso Laicale, tradizionalmente militare, cavalleresco e nobiliare".
Questa è la natura ontologica dello SMOM, l’essere – per sua stessa ammissione, dunque – un Ordine Religioso. Punto.
È solo a partire da questo elemento, e strumentalmente a questo, che sorge il riconoscimento – da parte della comunità degli Stati – delle prerogative sovrane.
Può non piacere, ma il rispetto di cui gode lo SMOM è giustificato dalla sua storia, e da nient’altro (forse è il caso di ricordarlo: a differenza della S. Sede, che ha un territorio seppur minimo, l’Ordine non ha alcun territorio perché anche il Palazzo magistrale, sede del suo governo, pur godendo della extraterritorialità giace comunque sul suolo della Repubblica italiana).
La potestà del Papa è invece considerata dal canone 331 del CIC, che recita testualmente: «Il Vescovo della Chiesa di Roma, in cui permane l'ufficio concesso dal Signore singolarmente a Pietro, primo degli Apostoli, e che deve essere trasmesso ai suoi successori, è capo del Collegio dei Vescovi, Vicario di Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale; egli perciò, in forza del suo ufficio, ha potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente».
Essendo quindi lo SMOM un Ordine Religioso, certamente “particolare” ma pur sempre Ordine religioso (elemento non secondario è che la Carta Costituzionale dello SMOM fu approvata dalla Santa Sede il 7 Novembre 1997 con lettera del Card. Eduardo Martinez Somalo, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le società di Vita Apostolica indirizzata al Gran Maestro), il Papa – “Pastore qui in terra della Chiesa universale” – ha su di esso una giurisdizione "ordinaria suprema, piena, immediata e universale” e può quindi anche chiedere o addirittura ordinare al Gran Maestro (che è un religioso a tutti gli effetti e quindi vincolato dai Voti) di dimettersi e, se questi non obbedisce, può anche rimuoverlo, senza che questo sia da ritenersi un “colpo di stato”.
Essendo originato dalla potestà del Romano Pontefice, anche lo SMOM, come ogni altro Ordine religioso, può anche essere soggetto a scioglimento, se il Papa lo ritenesse opportuno, con buona pace dell'asserita sovranità.
Ho avuto come maestro di Diritto Canonico colui che, oggi, ricopre ancora la carica di Vicario del Papa per la Diocesi di Roma. Ebbene, nel corso delle lezioni ricordo che “don Agostino” sottolineò il rispetto che va portato alle decisioni pontificie con una frase semplice ma incisiva: “Il Papa è il Papa”, volendo con questo affermare che si potrà anche non essere d’accordo con talune posizioni “pastorali”, ma quando egli agisce nella sua veste di "Pastore qui in terra della Chiesa universale” – non mi si invochi l’infallibilità, non è questo l’oggetto del mio dire – egli (cito altri articoli del CIC):
Can. 333 - §1. in forza del suo ufficio, ha potestà non solo sulla Chiesa universale, ma ottiene anche il primato della potestà ordinaria su tutte le Chiese particolari e i loro raggruppamenti...
§2. ...nell'adempimento dell'ufficio di supremo Pastore della Chiesa, è sempre congiunto nella comunione con gli altri Vescovi e anzi con tutta la Chiesa; tuttavia egli ha il diritto di determinare, secondo le necessità della Chiesa, il modo, sia personale sia collegiale, di esercitare tale ufficio.
Conseguentemente,
§3. Contro la sentenza o il decreto del Romano Pontefice non si dà appello né ricorso.
Conseguentemente, le sue decisioni non si discutono, si accolgono. Punto. L’errore più madornale nel quale, secondo me, è incorso lo SMOM è aver proprio insistito su una presunta “pariteticità”, che – mi spiace, ma è così – non è pensabile, salvo che non si voglia pensare la Chiesa come una democrazia – cosa che essa non è.
Se anche infatti lo SMOM decidesse – che Dio non voglia! – di abbandonare ogni tradizione cavalleresca, rimuovendo ogni connotazione militare ed arrivando anche a cancellare ogni distinzione tra i suoi membri (quella che da alcuni viene chiamata “laicizzazione”), esso non per questo non continuerebbe a esistere e a esercitare la sua sovranità, che, lo ripeto, è solo strumentale alla sua missione. Se, invece, lo SMOM perdesse – per decisione dei suoi organismi di governo o della S. Sede – la sua “essenza ontologica" di Ordine Religioso, vedrebbe cessata ipso facto anche la sua esistenza e, unitamente ad essa, spero sia ovvio il perché, la sua sovranità.
Prego il Signore perché, a prescindere dalle ragioni che hanno scatenato tutto questo putiferio, la situazione si possa quanto prima risolvere nel migliore dei modi, affinché la tuitio fidei e l’obsequium pauperum possano continuare ad essere perseguiti dai tanti uomini e donne di buona volontà che lo compongono.
G. Iaia

nicolad72 ha scritto:Non esamina tutto il quadro normativo ma solo quello che sostiene la tesi esposta.



Tilius ha scritto:Nicola, se chiedo vuol dire che mi interessa.![]()
Per altri (incluso Tomaso, altrimenti noto come il Signore delle Congiunzioni Avversative) non posso ovviamente parlare.
grande!.. ottima battuta! 

Tilius ha scritto:Nicola, se chiedo vuol dire che mi interessa.![]()
Per altri (incluso Tomaso, altrimenti noto come il Signore delle Congiunzioni Avversative) non posso ovviamente parlare.

nicolad72 ha scritto:Tilius ha scritto:Nicola, se chiedo vuol dire che mi interessa.![]()
Per altri (incluso Tomaso, altrimenti noto come il Signore delle Congiunzioni Avversative) non posso ovviamente parlare.
Ma i diretti interessati mi risulta abbiano il dono della favella! Quindi possono parlar per loro
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