Gentilissimo Sig.Guido,
l'opinione di Roberto Romano (ottimo presidente di un meritorio sodalizio come il Gruppo Amici Velivoli Storici) è ovviamente graditissima. Non la condivido, come pare non la condividano parte degli stessi soci del GAVS ed altri appassionati, ma non per partito preso : è che le poche fonti documentali disponibili (e che ho sommariamente riassunto in questa discussione) mi sembrano puntare in modo convincente verso la direzione del rosso. Soprattutto il già citato quadro del Bartoli, che altrimenti sarebbe davvero inesplicabile.
Ma si è sempre in tempo per imparare e correggersi, magari troverò prove contrarie che prima ignoravo. Ed il bello di queste ricerche è che - se si è mossi da vera passione - non ci sono mai vinti o vincitori, ma solo un sempre gradito ed amichevole scambio delle proprie conoscenze ed opinioni, come dimostra ampiamente il grande garbo e prudenza con cui il Sig.Romano ha espresso il proprio punto di vista.
Quanto alla "logica" del mio precedente ragionamento torno a ripetere che il rosso mostratoci è innaturale per un cavallo e altrettanto strana mi sembra la riverniciatura di un simbolo in segno di lutto. E' vero che i carri funebri sono (o, meglio, erano) trainati da cavalli neri, ma questo basta e avanza...
Bhe ... in quanto a questo sono piuttosto innaturali anche sorci verdi, o elefanti rossi, o topi parlanti, o pappagalli in frac, o scarafaggi sassofonisti ... eppure tutti quanti appaiono dignitosamente nella “araldica” aeronautica italiana ... e c'è anche di peggio! In questo bizzarro contesto direi anzi che una semplice inversione di colori del proprio antico stemma reggimentale è da considerare una opzione decisamente sobria.
Tra l’altro perfino nell'Araldica "vera" (quella con la "A" maiuscola!) il caso di animali in colori innaturali non è sconosciuto. Come anche non è sconosciuto nell'uso comune italiano considerare il nero come segno di lutto. Si abbrunano simbolicamente le bandiere, in quel caso si è *forse* abbrunato uno stemma personale di un commilitone caduto, trasformandolo in uno stemma di reparto.
Per inciso, se ben ricordo, è esattamente quello che accade per l'antico stemma civico di Arezzo, per l’appunto d’argento al cavallo di rosso, che si dice fu trasformato in nero nel 1313 in segno di lutto per la morte di Enrico VII di Lussemburgo, Sacro Romano Imperatore (ma non sono certo un esperto in materia, e magari è solo un aneddoto … ).
Quindi, ohimé, temo che la logica "naturalistica", in questo contesto, non ci sia di grande aiuto ... ma ovviamente è solo una personale ed amichevolissima opinione.