Caro amico,
mi dispiace moltissimo che lei se la prenda così. Anzitutto non ho mai detto che ci siano due o più granmagisteri, né ho detto che il ducato di Savoia spetti a Amedeo. Sul fatto che la successione al granmagistero sia regolamentata dal 1434 glie lo garantisco: se ne ha voglia o pazienza si vada a leggere la bolla imperiale di erezione dell' ordine e quella pontificia di ratifica del 1572. Sono gli unici due documenti che regolino la successione dei granmaestri e nessuno si è mai preso la briga di modificarle, per due ottime ragioni:
1- la prima bolla è dell' imperatore Sigismondo e dato che, come dicevo, il Sacro Romano Impero non esiste più non esiste alcun modo di modificare le norme successorie colà contenute.
2- la seconda è di papa Gregorio XIII e, come è noto, la Chiesa oggidì è presa su questioni leggermente più serie di queste e non ha nemmeno la remota intezione di regolamentare questa faccenda. Occorre farsene una ragione.
Entrambi i documenti legano il granmagistero al duca di Savoia, non al Capo della Casa, non al principe di Savoia e non al Re d' Italia (tutti titoli inesistenti o irrilevanti all' epoca). La successione al titolo di duca di Savoia, peraltro, segue norme differenti da quelle che regolano il titolo di Capo della Casa, poichè queste sono norme definiamole interne, dettate all' interno della famiglia, quelle sono norme cogenti che promanano da Autorità superiori, giacchè il Duca era feudatario dell' Imperatore che quindi regolava le faccende dinastiche dei suoi vassalli. E qui sorgono gli equivoci su cui molte persone fondano i propri convincimenti: non è detto che chi ha legittimamente il titolo per discutere o detenere il rango di Capo della Casa sia anche il titolare del Ducato di Savoia, giacchè i due titoli sono diversi e seguono norme successorie diverse. Tutto qui.
Avanti d' inalberarsi come se si fosse ricevuta una offesa sanguinosa e personale, sarebbe opportuno leggere i documenti citati e quello che ho già due volte (questa è la terza) ribadito: non mi sono mai sognato di dire che il granmagistero debba andare a Tizio o a Caio, ho semplicemente detto che le regole che dirimono la questione sono chiarissime, ed immodificabili. Basta leggere e prendere gli alberi genealogici. Buono studio.
Andrea
PS: trovo commovente il fatto che non si possa affrontare serenamente e soprattutto storicamente una disquisizione sugli ordini sabaudi e sull' ordine costantiniano, senza finire alle sciabole. Ah, italiani sentimentali
