Il grado è una distinzione interna ed un titolo pubblico, è vero, ma l'essenza resta quella di cavalieri del Santo Sepolcro con uguali diritti e doveri. E' al momento dell'ammissione che si stabilisce se un membro sia degno o meno di entrare nel sodalizio e l'avanzamento è una possibilità di tutti gli insigniti che in un sistema semplicemente meritocratico "gareggiano" nel gloriarsi della Croce di Nostro Signore. Gli unici ad avere un ruolo ed un trattamento differente sono i membri del Gran Magistero e coloro che sono preposti al governo e la guida dell'Ordine in un determinato territorio: Luogotenenti (Luogotenenze), che godono ufficialmente del trattamento di "Sua Eccellenza" (non vi sono altri privilegi che si sommano a quelli ricevuti con il diploma di cavalierato), Gran Priori (Luogotenenze), Presidi (Sezioni), Priori (Sezioni e Delegazioni), Delegati (Delegazioni) e probabilmente in via del tutto eccezionale i pochissimi Cavalieri di Collare, limitati nel numero come segno di altissima distinzione (ma anche in questo caso, senza ulteriori spettanze o privilegi sommati a quelli di un qualsiasi membro dell'ordine). Ovviamente tali ranghi e distinzioni sono rappresentabili anche Araldicamente, ma non cambia la sostanza di quanto ho sostenuto.
Ecco perché molto raramente vengono conferiti alti ranghi per gesti diplomatici. Non è un ordine per -scambi diplomatici- ma è un ordine militante e per premiare benemerenze estemporanee ci si avvale della Croce di Merito istituita a questo scopo o attestati di benemerenza.
La discussione tuttavia verteva a risolvere dubbi in merito ai percorsi dello SMOM, che come evidenziato negli interventi sono basati su un concetto sostanzialmente diverso ma non per questo "migliore" degli altri. A mio avviso, non dovremmo porre i veri ordini di cavalleria a confronto tra loro in questo modo. Non ne sono rimasti molti e quanti possono pienamente dire di essere tali?
Ci sono infatti ben altri problemi, quali la miriade di falsi ordini che con tono sempre più tollerante ora chiamiamo distinzioni, ora decorazioni, ora distintivi e nessuno sembra preoccuparsi della tendenza a tollerare o meno le patacche a seconda di chi le distribuisce, dei contatti e della considerazione che l'inventore di tali gioielli gode in alcuni ambienti piuttosto che altri.
Essere Grandi Ufficiali di uno dei due soli ordini pienamente riconosciuti dalla Santa Sede ulteriormente promosso ed eretto da essa come soggetto di diritto civile e canonico vaticano, potrà avere un valore negativo solo per chi non ha simpatie (per le più disparate ragioni) per l'Ordine in questione (A quel punto, ahimé, ipotizzo che comunque verrebbe evidenziato tutto ciò che è diverso rispetto all'istituzione più amata, come negativo).
Poniamoci il problema che la Santa Sede sappia chi siamo, cosa facciamo e cosa siamo, poi il discorso dei ranghi è molto relativo, in Ordini come il Santo Sepolcro il rango, ripeto, è più una distinzione interna ed un titolo pubblico piuttosto che un cambiamento di sostanza. Si resta sempre Cavalieri del Santo Sepolcro, con uguali diritti e doveri, uguali diritti hanno anche gli Ecclesiastici Cavalieri a riprova dell'antico concetto di cavalleria che anima il sodalizio e che si accennava in altra discussione.
I cavalieri del Santo Sepolcro, per completare il quadro, sono creati tali con rituale sacramentale di investitura approvato e riconosciuto dalla Santa Sede e la Fons Honorum del Pontefice Felicemente Regnante, la più alta autorità spirituale (e nobiliare) della Terra, oltre ai diritti originari e le volontà trasmesse dall'autorità regnante su Gerusalemme al tempo delle crociate, garantiscono l'alto valore spirituale e non solo onorifico del Cavalierato del Santo Sepolcro.
