TITOLI NOBILIARI MASSONICI

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72

Messaggioda nicolad72 » lunedì 28 maggio 2007, 13:29

Non concordo e soprattutto non mi sembra giusto minimmizzare la posizione della Chiesa riducendola ad una "scaramuccia" di ordine politico.

Pubblico un documento della congregazione per la dottrina e per la fede

tranquillamente reperibile al seguente indirizzo:

http://www.vatican.va/roman_curia/congr ... lo_it.html


RIFLESSIONI AD UN ANNO DALLA DICHIARAZIONE
DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE



INCONCILIABILITÀ TRA FEDE CRISTIANA E MASSONERIA




Il 26 novembre 1983 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicava una dichiarazione sulle associazioni massoniche (cfr AAS LXXVI [1984] 300).

A poco più di un anno di distanza dalla sua pubblicazione può essere utile illustrare brevemente il significato di questo documento.

Da quando la Chiesa ha iniziato a pronunciarsi nei riguardi della massoneria il suo giudizio negativo è stato ispirato da molteplici ragioni, pratiche e dottrinali. Essa non ha giudicato la massoneria responsabile soltanto di attività sovversiva nei suoi confronti, ma fin dai primi documenti pontifici in materia e in particolare nella Enciclica «Humanum Genus» di Leone XIII (20 aprile 1884), il Magistero della Chiesa ha denunciato nella Massoneria idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica. Per Leone XIII esse si riconducevano essenzialmente a un naturalismo razionalista, ispiratore dei suoi piani e delle sue attività contro la Chiesa. Nella sua Lettera al Popolo Italiano «Custodi» (8 dicembre 1892) egli scriveva: «Ricordiamoci che il cristianesimo e la massoneria sono essenzialmente inconciliabili, così che iscriversi all’una significa separarsi dall’altra».

Non si poteva pertanto tralasciare di prendere in considerazione le posizioni della Massoneria dal punto di vista dottrinale, quando negli anni 1970‑1980 la S. Congregazione era in corrispondenza con alcune Conferenze Episcopali particolarmente interessate a questo problema, a motivo del dialogo intrapreso da parte di personalità cattoliche con rappresentanti di alcune logge che si dichiaravano non ostili o perfino favorevoli alla Chiesa.

Ora lo studio più approfondito ha condotto la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede a confermarsi nella convinzione dell’inconciliabilità di fondo fra i principi della massoneria e quelli della fede cristiana.

Prescindendo pertanto dalla considerazione dell’atteggiamento pratico delle diverse logge, di ostilità o meno nei confronti della Chiesa, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, con la sua dichiarazione del 26.11.83, ha inteso collocarsi al livello più profondo e d’altra parte essenziale del problema: sul piano cioè dell’inconciliabilità dei principi, il che significa sul piano della fede e delle sue esigenze morali.

A partire da questo punto di vista dottrinale, in continuità del resto con la posizione tradizionale della Chiesa, come testimoniano i documenti sopra citati di Leone XIII, derivano poi le necessarie conseguenze pratiche, che valgono per tutti quei fedeli che fossero eventualmente iscritti alla massoneria.

A proposito dell’affermazione sull’inconciliabilità dei principi tuttavia si va ora da qualche parte obiettando che essenziale della massoneria sarebbe proprio il fatto di non imporre alcun «principio», nel senso di una posizione filosofica o religiosa che sia vincolante per tutti i suoi aderenti, ma piuttosto di raccogliere insieme, al di là dei confini delle diverse religioni e visioni del mondo, uomini di buona volontà sulla base di valori umanistici comprensibili e accettabili da tutti.

La massoneria costituirebbe un elemento di coesione per tutti coloro che credono nell’Architetto dell’Universo e si sentono impegnati nei confronti di quegli orientamenti morali fondamentali che sono definiti ad esempio nel Decalogo; essa non allontanerebbe nessuno dalla sua religione, ma al contrario costituirebbe un incentivo ad aderirvi maggiormente.

In questa sede non possono essere discussi i molteplici problemi storici e filosofici che si nascondono in tali affermazioni. Che anche la Chiesa cattolica spinga nel senso di una collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, non è certamente necessario sottolinearlo dopo il Concilio Vaticano II. L’associarsi nella massoneria va tuttavia decisamente oltre questa legittima collaborazione e ha un significato ben più rilevante e determinante di questo.

Innanzi tutto si deve ricordare che la comunità dei «liberi muratori» e le sue obbligazioni morali si presentano come un sistema progressivo di simboli dal carattere estremamente impegnativo. La rigida disciplina dell’arcano che vi domina rafforza ulteriormente il peso dell’interazione di segni e di idee. Questo clima di segretezza comporta, oltre tutto, per gli iscritti il rischio di divenire strumento di strategie ad essi ignote.

Anche se si afferma che il relativismo non viene assunto come dogma, tuttavia si propone di fatto una concezione simbolica relativistica, e pertanto il valore relativizzante di una tale comunità morale-rituale lungi dal poter essere eliminato, risulta al contrario determinante.

In tale contesto, le diverse comunità religiose, cui appartengono i singoli membri delle Logge, non possono essere considerate se non come semplici istituzionalizzazioni di una verità più ampia e inafferrabile. Il valore di queste istituzionalizzazioni appare, quindi, inevitabilmente relativo, rispetto a questa verità più ampia, la quale si manifesta invece piuttosto nella comunità della buona volontà, cioè nella fraternità massonica.

Per un cristiano cattolico, tuttavia, non è possibile vivere la sua relazione con Dio in una duplice modalità, scindendola cioè in una forma umanitaria - sovraconfessionale e in una forma interna - cristiana. Egli non può coltivare relazioni di due specie con Dio, né esprimere il suo rapporto con il Creatore attraverso forme simboliche di due specie. Ciò sarebbe qualcosa di completamente diverso da quella collaborazione, che per lui è ovvia, con tutti coloro che sono impegnati nel compimento del bene, anche se a partire da principi diversi. D’altronde un cristiano cattolico non può nello stesso tempo partecipare alla piena comunione della fraternità cristiana e, d’altra parte, guardare al suo fratello cristiano, a partire dalla prospettiva massonica, come a un «profano».

Anche quando, come già si è detto, non vi fosse un’obbligazione esplicita di professare il relativismo come dottrina, tuttavia la forza relativizzante di una tale fraternità, per la sua stessa logica intrinseca ha in sé la capacità di trasformare la struttura dell’atto di fede in modo così radicale da non essere accettabile da parte di un cristiano, «al quale cara è la sua fede» (Leone XIII).

Questo stravolgimento nella struttura fondamentale dell’atto di fede si compie, inoltre, per lo più, in modo morbido e senza essere avvertito: la salda adesione alla verità di Dio, rivelata nella Chiesa, diviene semplice appartenenza a un’istituzione, considerata come una forma espressiva particolare accanto ad altre forme espressive, più o meno altrettanto possibili e valide, dell’orientarsi dell’uomo all’eterno.

La tentazione ad andare in questa direzione è oggi tanto più forte, in quanto essa corrisponde pienamente a certe convinzioni prevalenti nella mentalità contemporanea. L’opinione che la verità non possa essere conosciuta è caratteristica tipica della nostra epoca e, nello stesso tempo, elemento essenziale della sua crisi generale.

Proprio considerando tutti questi elementi la Dichiarazione della S. Congregazione afferma che la Iscrizione alle associazioni massoniche «rimane proibita dalla Chiesa» e i fedeli che vi si iscrivono «sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione».

Con questa ultima espressione, la S. Congregazione indica ai fedeli che tale iscrizione costituisce obiettivamente un peccato grave e, precisando che gli aderenti a una associazione massonica non possono accedere alla Santa Comunione, essa vuole illuminare la coscienza dei fedeli su di una grave conseguenza che essi devono trarre dalla loro adesione a una loggia massonica.

La S. Congregazione dichiara infine che «non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche, con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito». A questo proposito il testo fa anche riferimento alla Dichiarazione del 17 febbraio 1981, la quale già riservava alla Sede Apostolica ogni pronunciamento sulla natura di queste associazioni che avesse implicato deroghe alla legge canonica allora in vigore (can. 2335).

Allo stesso modo il nuovo documento, emesso dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede nel novembre 1983, esprime identiche intenzioni di riserva relativamente a pronunciamenti che divergessero dal giudizio qui formulato sulla inconciliabilità dei principi della massoneria con la fede cattolica, sulla gravità dell’atto di iscriversi a una loggia e sulla conseguenza che ne deriva per l’accesso alla Santa Comunione. Questa disposizione indica che, malgrado la diversità che può sussistere fra le obbedienze massoniche, in particolare nel loro atteggiamento dichiarato verso la Chiesa, la Sede Apostolica vi riscontra alcuni principi comuni, che richiedono una medesima valutazione da parte di tutte le autorità ecclesiastiche.

Nel fare questa Dichiarazione, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede non ha inteso disconoscere gli sforzi compiuti da coloro che, con la debita autorizzazione di questo Dicastero, hanno cercato di stabilire un dialogo con rappresentanti della Massoneria. Ma, dal momento che vi era la possibilità che si diffondesse fra i fedeli l’errata opinione secondo cui ormai la adesione a una loggia massonica era lecita, essa ha ritenuto suo dovere far loro conoscere il pensiero autentico della Chiesa in proposito e metterli in guardia nei confronti di un’appartenenza incompatibile con la fede cattolica.

Solo Gesù Cristo è, infatti, il Maestro della Verità e solo in Lui i cristiani possono trovare la luce e la forza per vivere secondo il disegno di Dio, lavorando al vero bene dei loro fratelli.
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Messaggioda Francesco Lupo » lunedì 28 maggio 2007, 13:30

Buongiorno,

Dr. Durazzo, rinnovo la mia solidarietà, ma il Cravarezza dice la sacrosanta verità, lo stato di peccato grave persiste.
Francesco Lupo
 

Messaggioda Francesco Lupo » lunedì 28 maggio 2007, 13:37

Sig. Nicola 72,

La posizione della chiesa non va minimizzata, politicamente però non si tratta di una semplice scaramuccia,ma della perdita di una guerra, non dimentichiamo che il 20 settembre 1870 la presa di porta Pia fa venir meno il potere temporale del Papa, e tutto questo a seguito della tempesta risorgimentale che tanto ha attinto dall'ideologia massonica, non sto qui a citare gli innumerevoli, se non la totalità,dei patrioti massoni.
Senza far cadere il tutto in polemica ritengo che questo sia un bell'argomento sul quale disquisire, anzi sarei ben felice di saperne di più sulle tante benemerenze massoniche e sulla sua araldica.
Francesco Lupo
 

Messaggioda nicolad72 » lunedì 28 maggio 2007, 13:42

L'uomo, ogni uomo, è libero di fare le scelte che più ritiene opportune nella sua vita, l'importante è che tali scelte siano libere. Se una scelta sia giusta o sbagliata non sta a noi giudicarla. Soprattutto in questa sede.
Mi sono permesso di postare un commento "fuori tema" solo per evidenziare e motivare il mio dissenso in ordine ad una posizione che giudicavo non "storicamente" corretta.
Ciò nonostante, facendo per primo canossa per lo sconfinamento vorrei far notare come in questo forum si discuta di ordini cavallereschi e onorificenze, e non mi sembra, magari sbaglierò, che la massoneria o i suoi ideali o i suoi rituali rientrino nell'oggetto di queste discussioni.

saluti a tutti!
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Messaggioda Francesco Lupo » lunedì 28 maggio 2007, 13:43

Concordo con Nicolad 72.
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Messaggioda Elassar » lunedì 28 maggio 2007, 13:44

Ricordo comunque che nel 1974 l'allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, S. E. R. Card. Seper, aveva emanato una dichiarazione secondo la quale il Canone 2335 (quello, per intenderci che proibisce, sotto pena di scomunica, l'affiliazione alla massoneria) del Codex andava interpretato in senso restrittivo, trattandosi di norma penale, e cioè nel senso di tacciare di scomunica unicamente i frammassoni cattolici che avessero veramente cospirato contro la Chiesa.

Comunque, è vero che il successore del card. Seper, e cioè l'attuale Pontefice, con la citata dichiarazione del 1983 ha assunto una posizione differente.

A mio parere, comunque, è certamente più corretta l'interpretazione di Seper, anche perché il Canone 2335 tratta della massoneria e delle "associazioni [...] che complottano contro la Chiesa e contro i legittimi poteri civili". Ora, se una loggia non complotta contro la Chiesa (e, p. es., non credo che il Grande Oriente sia un covo di complottisti) non vedo perché i suoi aderenti dovrebbero essere scomunicati. Ovviamente, è solo una mia considerazione.
Elassar
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Messaggioda Mario Volpe » lunedì 28 maggio 2007, 13:55

nicolad72 ha scritto:Ciò nonostante, facendo per primo canossa per lo sconfinamento vorrei far notare come in questo forum si discuta di ordini cavallereschi e onorificenze, e non mi sembra, magari sbaglierò, che la massoneria o i suoi ideali o i suoi rituali rientrino nell'oggetto di queste discussioni.


Su questo sono assolutamente d'accordo. Il tema di questa discussione non mi sembra ben collocato in questa piazza...
tanto più che gli eventuali simboli paracavallereschi della massoneria non sono riconducibili ad ordini cavallereschi riconsociuti.

Cordialmente,

Mario Volpe
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Messaggioda alfabravo » lunedì 28 maggio 2007, 14:57

Egr. Sig. Durazzo,

a me non importa che Lei o altri partecipanti al Forum siate massoni, ma evitiamo polemiche (o provocazioni) che qui sono fuori luogo e torniamo al tema originario di questa discussione (e magari sviluppiamolo): le concezioni nobiliari e cavalleresche della massoneria.
Anzi, colgo l'occasione per chiedere ai partecipanti al Forum se qualcuno ha letto il libro di Pelliccioni di Poli "Ordini cavallereschi della massoneria" e sa dirmi qualcosa. io non sono mai riuscito a trovarlo.

Distinti saluti da Ritter
alfabravo
 
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Messaggioda Francesco Lupo » lunedì 28 maggio 2007, 15:31

Buonasera,

Sposo in toto l'esortazione di Ritter, ripeto, sarebbe interessante approfondire l'aspetto araldico - cavalleresco e null'altro.
Francesco Lupo
 

Messaggioda Francesco Lupo » lunedì 28 maggio 2007, 15:39

BELLOMO BINO
MASSONERIA UNIVERSALE (LA)
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI.

Genere: Libri





Editore: FORNI

Se non vado errato "Ordini cavallereschi della Massoneria" è tratto dal libro su riportato.
Francesco Lupo
 

Messaggioda ALEX » lunedì 28 maggio 2007, 15:50

Luca Bracco ha scritto:Caro Tommaso
permettimi di aggiungere che l'appartenza ad Ordini equestri o pontifici è incompatibile con l'appartenenza alla massoneria.

Luca Bracco


Aggiungerei anche il SMO di Malta...ovviamente
Anche se numerosi sono i massoni appartenenti a questi ordini cavallereschi in spregio alle regole...uno fra tutti Licio Gelli che era membro (o lo è tuttora?) dell'OESSG.

Alex
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Messaggioda Luca Bracco » lunedì 28 maggio 2007, 15:57

Prima che qualche sedevacantista invochi dopo certe affermazioni di "vicinanza" della Sede Apostolica con la massoneria...anche in periodi in cui la scomunica era chiara....cambiamo argomento...

Luca Bracco
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Messaggioda Mic » lunedì 28 maggio 2007, 18:11

ALEX ha scritto:
Luca Bracco ha scritto:Caro Tommaso
permettimi di aggiungere che l'appartenza ad Ordini equestri o pontifici è incompatibile con l'appartenenza alla massoneria.

Luca Bracco


Aggiungerei anche il SMO di Malta...ovviamente
Anche se numerosi sono i massoni appartenenti a questi ordini cavallereschi in spregio alle regole...uno fra tutti Licio Gelli che era membro (o lo è tuttora?) dell'OESSG.

Alex



se è per questo Licio Gelli aveva anche il Cavalierato di San Silvestro e di Gregorio Magno....
Di recente ha donato il suo archivio ad un Comune (credo quello di Arezzo) e si è trasmesso l'evento con una lunghissima intervista all'ex venerabile della P2
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Messaggioda Baccarini Enrico » lunedì 28 maggio 2007, 19:23

Attualmente il Fondo Gelli è depositato presso l'Archivio Storico di Pistoia. Oltre alle documentazioni inerenti il suo ruolo nella massoneria, presenta una raccolta di documenti unica in Italia su Napoleone nonchè lettere e carteggi inediti tanto di Torquato Tasso che una delle tre lettere autografe conosciute del sedicente Conte di Cagliostro.

E.B.
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Messaggioda Mic » lunedì 28 maggio 2007, 20:48

...........ecco era Pistoia.....grazie gentile Enrico
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