Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda Sacha Fornaciari » mercoledì 3 maggio 2017, 12:33

Con estrema serenità: ritengo la missiva di von Lobkowicz sconcertante per la banalità della logica mercantilistica che ne traspare, oltre che per per l'intrinseca incongruenza fra le diverse argomentazioni.

Per quanto riguarda "the professional abilities of a Professed to run a big organization", dovremmo per analogia - considerando le dimensioni planetarie, la consistenza economica e l'articolazione delle attività della Chiesa Cattolica - ritenere limitativo anche il sistema di elezione del Sommo Pontefice. Allo stato attuale il Soglio di Pietro resta infatti precluso a pretendenti del calibro di Mark Zuckerberg o Sergio Marchionne.

Per quanto riguarda la coerenza logica, un esempio per tutti: a fronte di una serie di incisi per mezzo dei quali si mette di fatto in dubbio la capacità e/o integrità di uno o più Gran Maestri del passato ("la professione è - o dovrebbe essere - un impegno alla vocazione spirituale"; "l'integrità di molti che in passato hanno ricoperto l'incarico"), si afferma che l'appartenenza alla classe di Onore e Devozione ha finora salvaguardato fra altre cose "le buone tradizioni dell'Ordine" e "la lealtà verso il Santo Padre e la Chiesa". Comunque la si pensi (e personalmente concordo con l'ultima affermazione), visto che tutti i passati Gran Maestri appartenevano alla classe di Onore e Devozione, ci troviamo giocoforza di fronte a un falso sillogismo.

In sostanza: mi pare che il documento del principe von Lobkowicz, pur prendendone in considerazione la lodevole sinteticità, non raggiunga la sufficienza quale piattaforma programmatica...

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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda Chris W » giovedì 4 maggio 2017, 17:29

Ecco i miei pensieri sulla riforma del carta e delle costituzioni.

1. Penso di eliminare il requisito che il Gran Maestro venga dai cavalieri professati sarebbe una vera follia. Come può un non religioso dirigere un ordine religioso? Gli avvocati canonici non vorrebbero questo ...

2a. Preferirei mantenere requisiti nobiliari per il GM. Tuttavia, essa fa piccole quantità di candidati potenziali. Forse un passo intermedio tra mantenere i requisiti nobiliari esistenti, e abolirli, è fare i requisiti per il Gran Maestro quello di grazia e devozione?

2b. Per quanto riguarda sia i requisiti aristocratici per il Gran Maestro, sia per i membri della terza classe: ho visto nel corso degli anni proposte per adattare la definizione della nobiltà. Questo è un argomento potenziale di discussione propria, ma una proposta consiste nel trattare generazioni di servizio all'ordine come sostituto o surrogato per la nobiltà. Ad esempio, dopo tre o quattro generazioni di servizio in grazia magistrale, membri di quella famiglia sarebbero ammessi in grazia e devozione.

3. L'espansione delle vocazioni negli ultimi anni è una buona cosa. I requisiti per aderire alla prima classe devono rimanere come lo sono. Ciò potrebbe portare sia alla crescita del numero delle vocazioni, sia alla qualità di coloro che sono adatti alla leadership.

4. Non vorrei vedere un'espansione dei membri della seconda classe tra gli alti uffici dell'Ordine. Il mio parere è che questi appartengono appieno ai cavalieri professati.

5. Non accetto che i membri della prima classe sono categoricamente inadatto a condurre. Le vocazioni alla prima classe spesso si verificano più tardi nella vita, dopo che l'uomo ha stabilito una carriera. Molti dei fratri attuali hanno distinto carriere nel commercio, nella legge o nell'arena pubblica.

6. Una domanda: Ho visto pubblicare in parecchi articoli una richiesta di input da parte dei membri dell'Ordine. Ma nell'altro argomento, nessuno aveva effettivamente visto questa richiesta inviata ai membri. Pensi che i membri che esprimano la propria opinione siano utili e a chi lo faranno?

Mi scuso per errori, l'italiano non è la mia lingua migliore.
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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda Chris W » giovedì 4 maggio 2017, 17:36

Sacha Fornaciari ha scritto:
Per quanto riguarda "the professional abilities of a Professed to run a big organization", dovremmo per analogia - considerando le dimensioni planetarie, la consistenza economica e l'articolazione delle attività della Chiesa Cattolica - ritenere limitativo anche il sistema di elezione del Sommo Pontefice. Allo stato attuale il Soglio di Pietro resta infatti precluso a pretendenti del calibro di Mark Zuckerberg o Sergio Marchionne.



È veramenta un falso sillogismo.

C'è anche una "disconnect" tra il desiderio di "deleting the link" tra i cavalieri professi e la direzione, e che desidera continuare a scegliere il Gran Maestro dai cavalieri professiati: il primo escluderebbe quest'ultimo ...
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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 4 maggio 2017, 18:22

A breve cercherò di inserire anche le mie proposte sulla riforma, adesso rispondo alla proposta del principe Johannes von Lobkowicz.

I Ceto. Il Principe contesta la discriminazione a favore dei cavalieri di giustizia sui ruoli di governo dell’Ordine basandosi sul presupposto che gli stessi dovrebbero essere i garanti della fedeltà spirituale dell’Ordine, ma non avendo tutti loro una preparazione finanziaria e legale, non sarebbero in grado di garantire la gestione dell’Ordine e delle sue molteplici attività sanitarie e assistenziali.
Ebbene contesto fortemente tale tesi. In primis perché molti ordini religiosi con carisma ospedaliero hanno opere assistenziali sparse per il mondo in numero uguale se non superiore all’Ordine, così come molti ordini con carisma evangelizzatore hanno missioni ovunque. Tali ordini sono governati da religiosi che, al massimo, si fanno affiancare e consigliare da esperti del settore. Così può fare lo SMOM. L'Ordine ha il grande pregio di avere un II e III ceto composto da membri che svolgono svariate professioni e che possono contribuire e aiutare i membri professi nella gestione amministrativa e organizzativa. Ma il governo deve rimanere in capo ai professi almeno finchè lo SMOM rimane ordine religioso perché il carisma spirituale non è solo un’appendice, ma il fulcro su cui si basa tutto l’operato dell’Ordine, compreso quello ospedaliero che è spinto non da un mero assistenzialismo laico, ma dalla richiesta di Nostro Signore di aiutare il nostro Prossimo come se fosse Egli stesso.
Anche perché chi poi "opera" sul campo sarà ovviamente un esperto (non vi sarà un professo a gestire l'ospedale o l'attività assistenziale in Libia), ma l'indirizzo generale e le linee guide è giusto che sia compito dei professi. In definitiva l'attuale normativa la ritengo valida.

Riguardo al Gran Maestro e al possibile “impichment”, mi pare che esso già esista in quanto l’art. 17 della Carta afferma:

In caso di impedimento permanente, di rinuncia o di morte del Gran Maestro, l’Ordine è retto da un Luogotenente Interinale nella persona del Gran Commendatore, il quale può compiere atti di ordinaria amministrazione, fino alla cessazione della vacanza dell’officio.
Parag. 2 - L’impedimento permanente del Gran Maestro è dichiarato dal Tribunale Magistrale di prima istanza, con procedura in camera di consiglio, su ricorso deliberato dalla maggioranza dei due terzi dei membri del Sovrano Consiglio, convocato e presieduto dal Gran Commendatore o dal Gran Cancelliere, o autoconvocato a maggioranza assoluta. Il ricorso è presentato dal Gran Cancelliere o da altro membro del Sovrano Consiglio a ciò delegato. Se il ricorso ha esito positivo il Gran Commendatore assume la Luogotenenza Interinale.
Parag. 3 - In caso di impedimento del Gran Maestro per un periodo di oltre un mese, il Gran Commendatore assume l’amministrazione ordinaria dell’Ordine e convoca immediatamente il Sovrano Consiglio per la conferma.


E tale articolo andrebbe anche a essere uno dei motivi per cui potrebbe essere superfluo anche imporre un limite di età al Gran Maestro o un mandato a tempo, essendo infatti già oggi possibile richiedere l’impedimento del Gran Maestro (immagino in caso di incapacità mentale a svolgere il suo ruolo o per azioni non condivise dalla maggioranza del Sovrano Consiglio).
Sicuramente se potrei anche concordare sul porre un limite di età per l’elezione a Gran Maestro (anche se ogni candidato andrebbe valutato in modo individuale poiché vi può essere un sessantenne fisicamente e psicologicamente debilitato e un ottantenne in ottime condizioni e in grado di sostenere il peso del governo), non sono assolutamente d’accordo a prevedere un mandato a tempo rinnovabile. Come penso anche la maggioranza degli ordini religiosi, il Gran Maestro dovrebbe essere eletto per un unico mandato a vita o, al massimo, con un’età limite stabilita che potrebbe essere 80 anni. Ad esempio i gesuiti pur prevedendo un mandato a vita, da ormai 50 anni gli ultimi tre superiori hanno iniziato a lasciare l’incarico di propria iniziativa raggiunti gli 80 anni (anzi, mi pare che per il primo dei tre sia stato aggiunto l’articolo circa la rinuncia perché non era mai stato prevista tale possibilità).
Riguardo invece allo stabilire un budget per le spese del Gran Maestro, sinceramente non saprei cosa indicare non conoscendo come attualmente l’Ordine gestisca tale situazione. Mi pare ovvio che le spese che il Gran Maestro sostiene debbano essere rendicontate e valutate dagli organi predisposti. Il fissare un vero e proprio budget lo troverei forse eccessivo, anche perché dipende dalle esigenze e l’unicità dei singoli. Meglio, se non fosse già eventualmente previsto, un semplice controllo annuale delle spese sostenute dal Gran Maestro (come del resto anche di altre Cariche) che dovrà essere sottoposto al Sovrano Consiglio o ad altro organo adibito a valutarle e approvarle e, in caso fossero eccessive o non giustificate, a provvedere ad una sorta di “richiamo” o comunque una limitazione dei budget dell’anno futuro.

Riguardo l’ultimo punto circa i membri di onore e devozione e la garanzia che gli stessi siano “superiori” agli altri membri dell’Ordine in quanto la loro nobiltà di titolo possa salvaguardare le tradizioni dell’Ordine e la fedeltà alla Chiesa e al Papa, lo trovo un pensiero anacronistico.
E’ sicuramente vero che lo SMOM è un ordine nobiliare, ma bisognerebbe anche contestualizzare tale fatto. Non è nobiliare perché per concessione divina chi nasce in una famiglia nobile sia più bravo, intelligente o santo degli altri (anche perché gli stessi nobili sono stati plebei all’inizio della loro storia dinastica). E’ nobiliare perché soprattutto all’epoca di fondazione, XII-XIII secolo, ma anche in seguito fino al 1700/1800, il nobile era colui che gestiva la cosa pubblica, che era più che benestante, sicuramente più acculturato della maggioranza della popolazione sia a livello generale sia a livello spirituale, senza contare il suo normale addestramento anche in campo militare. Mi pare quindi ovvio che un ordine che doveva autofinanziarsi, che doveva combattere, che doveva gestire importanti possedimenti e attività ospedaliere, ricercasse i suoi membri in quella fetta di società che poteva garantire denari, capacità organizzative, militari e cultura.
Ma oggi, 2017 ma anche già a inizio del XX secolo, è davvero ancora così? Negli stati dove la nobiltà non è più riconosciuta (ma anche negli stati in cui è riconosciuta) i discendenti di famiglie un tempo nobili vivono come i corrispettivi plebei svolgendo normali professioni (che qualche secolo addietro avrebbero comportato biasimo o addirittura l'estromissione dal ceto), con una formazione uguale, peggiore o migliore in base ai singoli (abbiamo figli di operai che si laureano in economia, giurisprudenza… e viceversa figli di illustri famiglie che non si laureano).
Anche dal lato economico ormai un passato nobiliare non è più garanzia di solidità finanziaria essendo venuti meno quei diritti che lo Stato garantiva a tali famiglie, ovviamente a riscontro di doveri.
In ultimo, anche dal lato valoriale abbiamo esempi, ma del resto anche in passato, di rampolli di famiglie nobiliari che non sono esempio di santità.
In definitiva il contesto storico, sociale, economico è mutato rispetto alla fondazione dell’Ordine e oggi la caratteristica nobiliare deve essere intesa nel senso del recente “Regolamenti e commenti”:

Ordine nobiliare
In epoche passate i membri dell’Ordine di Malta appartenevano, per tradizione, all’aristocrazia; oggi si pone l’accento su una nobiltà di spirito e di condotta, che antepone i doveri ai diritti. La nobiltà, in questo senso più ampio, significa assumersi più responsabilità degli altri, avere la coscienza di esistere per difendere la gloria di Dio e la dignità umana da Lui concessa ad ogni persona, essere là dove vi sia il maggior pericolo, combattere le basse inclinazioni in noi stessi e nel mondo che ci circonda. Questo atteggiamento si realizza nella responsabilità sociale, nella lealtà verso la Fede e la Chiesa, nella prontezza a sostenere la tradizione cristiana e nell’impegno a coltivare questo stesso atteggiamento verso la vita e verso il mondo in generale.


Per quest’ambito quindi, pur non proponendo di eliminare le categorie nobiliari che è giusto permangano a ricordo dell’importante contributo che l’aristocrazia europea ha dato all’Ordine anche in termini di vite, sono di parere opposto a quello del Principe e proporrei l’eliminazione di qualsiasi discriminazione basata sulle categorie per qualsiasi ruolo o carica all’interno dell’Ordine e non solo a livello di Gran Maestro che mi pare sia ovvio che oggi non possa più esserne limitata la scelta ai soli professi provenienti dall’onore e devozione. Fondamentale è invece la discriminante in base al Ceto.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda Chris W » giovedì 4 maggio 2017, 18:38

T.G.Cravarezza ha scritto: Ma il governo deve rimanere in capo ai professi almeno finchè lo SMOM rimane ordine religioso perché il carisma spirituale non è solo un’appendice, ma il fulcro su cui si basa tutto l’operato dell’Ordine, compreso quello ospedaliero che è spinto non da un mero assistenzialismo laico, ma dalla richiesta di Nostro Signore di aiutare il nostro Prossimo come se fosse Egli stesso.


Bravo. Concordo.
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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda contegufo » giovedì 4 maggio 2017, 20:15

Conclusioni tratte dal buon senso, approvo!
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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda adj » venerdì 5 maggio 2017, 16:04

A me pare che von Lobkowicz tiri semplicemente acqua al suo mulino: non appartenendo al primo ceto, vede in questo dei problemi (che non ci sono, se si eccettua una certa esiguità di numero); essendo nobile, non vede i problemi legati alla nobiltà, che invece ci sono.
Lungi da me considerare la tradizione nobiliare dello SMOM come qualcosa di anacronistico, però indubbiamente ci sono alcune difficoltà:
1) gli stati come gli USA dove di fatto non esiste nobiltà;
2) gli stati come l'Italia dove la nobiltà è destinata, visti anche i sempre più frequenti matrimoni "fuori dalla cerchia", a una più o meno rapida estinzione;
3) il fatto che in stati come gli USA sia ammesso in categorie nobiliari chi ha dei requisiti con cui non lo sarebbe ammesso in altri stati (per esempio l'Italia);
4) il fatto che, anche dove la nobiltà è ancora un fenomeno vivo, gli stessi pupilli regali, date le attuali tendenze matrimoniali, avrebbero dei problemi con delle serie prove nobiliari (per tacere della cattolicità di certi matrimoni regali...);
5) non ultimo, una certa decadenza della nobiltà: per me il comportamento di un Boeselager (e qui molti non saranno d'accordo, ma potranno facilmente trovare dei casi a loro più congeniali) denota meno nobiltà (nel concetto alto di nobiltà, quello - per intenderci - dantesco) di una figlia del popolo rispettosa di Dio e ligia ai suoi doveri.
adj
 

Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda Tilius » venerdì 5 maggio 2017, 17:48

adj ha scritto:4) il fatto che, anche dove la nobiltà è ancora un fenomeno vivo, gli stessi pupilli regali, date le attuali tendenze matrimoniali, avrebbero dei problemi con delle serie prove nobiliari (per tacere della cattolicità di certi matrimoni regali...);

Fatto salvo Liechtenstein e (più o meno: in passato una consorte della piccola nobiltà sarebbe stata giudicata impari al pari di una borghese...) Belgio, tutte le casate regnanti cattoliche hanno contratto matrimoni impari (Spagna, Lussemburgo, Monaco).
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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda Egon von Kaltenbach » lunedì 8 maggio 2017, 21:42

adj ha scritto:A me pare che von Lobkowicz tiri semplicemente acqua al suo mulino: non appartenendo al primo ceto, vede in questo dei problemi (che non ci sono, se si eccettua una certa esiguità di numero); essendo nobile, non vede i problemi legati alla nobiltà, che invece ci sono.
Lungi da me considerare la tradizione nobiliare dello SMOM come qualcosa di anacronistico, però indubbiamente ci sono alcune difficoltà:
1) gli stati come gli USA dove di fatto non esiste nobiltà;
2) gli stati come l'Italia dove la nobiltà è destinata, visti anche i sempre più frequenti matrimoni "fuori dalla cerchia", a una più o meno rapida estinzione;
3) il fatto che in stati come gli USA sia ammesso in categorie nobiliari chi ha dei requisiti con cui non lo sarebbe ammesso in altri stati (per esempio l'Italia);
4) il fatto che, anche dove la nobiltà è ancora un fenomeno vivo, gli stessi pupilli regali, date le attuali tendenze matrimoniali, avrebbero dei problemi con delle serie prove nobiliari (per tacere della cattolicità di certi matrimoni regali...);
5) non ultimo, una certa decadenza della nobiltà: per me il comportamento di un Boeselager (e qui molti non saranno d'accordo, ma potranno facilmente trovare dei casi a loro più congeniali) denota meno nobiltà (nel concetto alto di nobiltà, quello - per intenderci - dantesco) di una figlia del popolo rispettosa di Dio e ligia ai suoi doveri.


Queste osservazioni del Sig. adj mi trovano del tutto consenziente ed esse, come credo provochino in lui, mi generano anche una notevole difficoltà nell'arrivare a una soddisfacente proposta per ovviare a tali problemi. Ritengo che la natura nobiliare dell'Ordine sia importante non solo per rispetto alla storia, ma soprattutto per mantenerne lo spirito; quell'ethos che invece si sta perdendo ovunque. La resa al mondo e alle sue degenerazioni non è certo consona all'animo cavalleresco e questo non può però farci ignorare la presente realtà. Contemperare ciò che è con ciò che deve essere non è facile, ma se la volontà e la coscienza della natura ultima del mos nobilium sono ben presenti, allora qualche soluzione può essere trovata. Di base c'è che l'investitura è di per sé un ennoblissement ad personam e, a maggior ragione, lo è la condizione di professo. Non si deve poi dimenticare che il capo dell'Ordine è sia Principe (trattamento di altezza), sia GM e il Principe è il sovrano, ossia è il capo dello stato (vd. le nostre due bandiere), mentre come GM è capo dell'ordine religioso di San Giovanni, condizione per la quale la Chiesa gli riconosce l'equiparazione cerimoniale allo status cardinalizio (un unicum) con il conseguente trattamento di eminentissimo. Nello SMOM le due funzioni sono inscindibili. A questo punto la questione appare assai chiara: un principe sovrano risulta, da quanto già detto, un legittimo fons honorum e non si vede quindi perché, attraverso la ricezione in onore e devozione non si possa passare a una nobilitazione piena e non solo personale. Diverso, salvo il caso di una loro preesistenza, mi appare il discorso dei predicati, ma su tale specifica fattispecie non è il caso adesso di insistere. Inoltre, essendo la concessione di un predicato legata a un possesso territoriale del sovrano, la sua concessione nell'attuale situazione è priva di senso. Mi rendo conto della complessità del problema e di quanto possa esserci di opinabile in ciò che ho sommariamente e imperfettamente suggerito, ma questo può servire ad affinare il tema e – spero – a raggiungere qualcosa di migliore.
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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda Tilius » martedì 9 maggio 2017, 8:59

Mah! Onestamente trovo che la differenza di status nobiliare fra un von Thun und Hohenstein (o un Chigi Albani della Rovere) e un Festing (non me ne vogliano i fanz dell'ex GM, é solo un esempio: altri se ne potrebbero portare) é enormemente maggiore che non fra un Festing e un borghese qualunque... ergo... ergo.

Vedo solo ora che i bisnonni paterni del Festing erano cugini primi.
E, a giudicare dai cognomi, c'é una spiccata consanguineità anche nel ramo materno.
Interessante.
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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 9 maggio 2017, 9:21

Tilius ha scritto:Mah! Onestamente trovo che la differenza di status nobiliare fra un von Thun und Hohenstein (o un Chigi Albani della Rovere) e un Festing (non me ne vogliano i fanz dell'ex GM, é solo un esempio: altri se ne potrebbero portare) é enormemente maggiore che non fra un Festing e un borghese qualunque... ergo... ergo.


Questo discorso di natura storica ha un fondo di verità.
La nobiltà che era richiesta in età moderna, soprattutto dopo i capitoli del 1631, era ben altra cosa rispetto a quanto richiesto oggi per chi è accolto in Onore e Devozione.
Sull'argomento segnalo i volumi di A. Spagnoletti.
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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda Romegas » martedì 9 maggio 2017, 10:08

Scusa Alessio, citavi lo Spagnoletti. Bene, ma oltre al libro classico scritto da lui sullo Smom, a quali altri saggi ti riferivi?
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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda Egon von Kaltenbach » martedì 9 maggio 2017, 18:26

Tilius ha scritto:Mah! Onestamente trovo che la differenza di status nobiliare fra un von Thun und Hohenstein (o un Chigi Albani della Rovere) e un Festing (non me ne vogliano i fanz dell'ex GM, é solo un esempio: altri se ne potrebbero portare) é enormemente maggiore che non fra un Festing e un borghese qualunque... ergo... ergo.

Vedo solo ora che i bisnonni paterni del Festing erano cugini primi.
E, a giudicare dai cognomi, c'é una spiccata consanguineità anche nel ramo materno.
Interessante.


Sulle differenze di ruolo e storia nobiliare delle famiglie citate e comparate, direi non si possa che concordare. È però necessario ricordare come, sin dalla fondazione, la militanza nei tre storici ordini cavallereschi fosse di costante e prevalente appannaggio della nobiltà provinciale. In altri termini, famiglie magari antiche e di importanza locale, ma estranee ai ruoli del vero potere dell'epoca. Pertanto, per la gran maestranza, non venivano certo fatte eccezioni. Intendo che non ci si rivolgeva fuori dai ranghi per ricoprire quello e gli altri incarichi di vertice. Quello che io però proponevo era come mantenere, in spirito e forma, le caratteristiche nobiliari dell'Ordine, in un momento storico di completo stravolgimento. Come rendere insomma l'Ordine un rifugio, una piccola arca per traghettare, verso - si spera - un nuovo approdo morale e istituzionale, quanto del passato ci appare oggi importante salvare.
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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda Tilius » mercoledì 10 maggio 2017, 1:37

Egon von Kaltenbach ha scritto:È però necessario ricordare come, sin dalla fondazione, la militanza nei tre storici ordini cavallereschi fosse di costante e prevalente appannaggio della nobiltà provinciale. In altri termini, famiglie magari antiche e di importanza locale, ma estranee ai ruoli del vero potere dell'epoca. Pertanto, per la gran maestranza, non venivano certo fatte eccezioni. Intendo che non ci si rivolgeva fuori dai ranghi per ricoprire quello e gli altri incarichi di vertice.

Indiscutibilmente vero. [yes.gif]
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Re: Modifiche alla Carta e al Codice dello SMOM

Messaggioda adj » venerdì 12 maggio 2017, 11:13

Non è propriamente una modifica al Codice, ma - come dire - un indizio della nuova aria che tira, un po' come fu per i Francescani dell'Immacolata.
Da quando scoppiò la querelle SMOM-Vaticano, sul sito FB dello SMOM si erano susseguiti molti commenti, anche piuttosto critici nei confronti di Bergoglio e dell'atteggiamento dello SMOM.
Da oggi questi commenti sono spariti e gli autori sono stati "bannati" dalla pagina.
Si dirà che è cosa normale, se non dovuta. Io vi leggo la volontà di reprimere ogni forma di dissenso.
adj
 

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