da Elmar Lang » martedì 8 gennaio 2013, 12:43
Vaclav Měřička fu un grandissimo studioso di faleristica, dalle sterminate conoscenze in materia.
I suoi volumi, ancorché datati (uscirono negli anni '60-'70) sono ancora una miniera di informazioni. La prima edizione della sua opera generale "Orden und Auszeichnungen"; Praga, Artia, 1966 è un monumento, soprattutto per il gigantesco apparato iconografico, illustrante interamente insegne assolutamente originali. La sua seconda edizione, di cui è ancora abbastanza reperibile l'edizione inglese "The book of Orders and Decorations", Londra-Praga, Hamlyn (Artia), 1975, ha il vantaggio d'un testo aggiornato rispetto all'edizione precedente, ma un apparato iconografico assai ridotto.
Il capolavoro dello studioso Cecoslovacco, fu però il classico "Orden und Ehrenzeichen der Oesterreichisch-Ungarischen Monarchie", Vienna, Schroll, 1974: un'opera che a distanza d'ormai quasi 40 anni, è tuttora validissima e quasi incontournable, soprattutto nel testo. I volumi pubblicati successivamente, a parer mio, ne sono unicamente un'integrazione.
Měřička fu forse il primo a sospettare -autorevolmente e fondatamente- che nel mercato delle onorificenze d'allora vi fosse del marcio, e pure tanto (non dimentichiamo però che il Nostro viveva "oltrecortina", in piena guerra fredda). Ma i suoi diciamo così, "allarmi" rimasero pressoché inascoltati nel bel mondo collezionistico che allora era soprattutto concentrato in Germania ed Inghilterra (quest'ultima "piazza" era più che altro utilizzata dai grandi falsari tedeschi per vendere all'asta alcuni loro capi d'opera).
Speriamo che i dirigenti dei musei praghesi, ove ora è conservata la sua sterminata collezione e soprattutto il suo archivio (ricco d'opere e studi rimasti inediti) e biblioteca, possano e vogliano valorizzare quel patrimonio.
Fatta quest'ampia divagazione e tornando al tema della discussione, la nota falsificazione dell'Ordine Sklavinnen der Tugend, apparve una prima volta nel 1976 alla 122.ma asta della ditta Graf Klenau OHG, a Monaco di Baviera, al lotto 540, la cui descrizione di catalogo terminava con il tonitruante: "Das vorliegende Exemplar ist das zweite bekannte Stück und sein Auftauchen auf dem Markt darf als sensationell bezeichnet werden" ("L'esemplare offerto è il secondo pezzo conosciuto ed il suo emergere sul mercato può essere definito sensazionale"). Il prezzo base era di 10.000,- Marchi Tedeschi, che allora erano una gran bella somma. Stranamente, il lotto rimase invenduto (fu però venduto il lotto successivo, il 541: una fantasiosa falsificazione -pure in oro- di un antico pendente dell'Ordine Reale Ungherese di S. Stefano, a 4.000,- DM, pure una bella sommetta, per quei tempi).
Il medaglione d'oro delle "Sklavinnen", fu poi acquistato in dopo-asta da un facoltoso collezionista germanico, che un bel po' d'anni dopo si accorse della cantonata assieme ad altre, anche assai più costose, tra cui una "Pour le Mérite" prussiana risalente (insomma...) all'epoca dell'istituzione, che egli acquistò a Londra nel 1972 a 17.000,- Sterline più commissioni... Quest'ultima, un vero capolavoro assoluto dell'arte del falso, con ancor oggi alcuni seri sostenitori della sua originalità.
Il "lotto 540" riapparve qualche anno fa ad un'asta (non ricordo esattamente se della "Künker" o al "Dorotheum": dovrei rovistare in cantina tra vecchi cataloghi), ove, descritto per quel che è, fu acquistato se ricordo bene, a poco più del peso dell'oro.
Come detto precedentemente, il "bersaglio" primario ed iniziale per quell'onorificenza era il Prof. Fattovich, al quale il lotto fu portato appositamente in visione a Venezia qualche tempo prima dell'asta. Lui ne ebbe dall'inizio un'impressione assolutamente negativa, in quanto aveva già avuto modo di esaminare -in buone foto- un originale, del quale mi è ignota la localizzazione, studiato anni prima dal Prof. Holzmair. Essendo il grande collezionista veneziano un vero gentiluomo d'altri tempi, non stette a sollevare eccezioni: semplicemente, ringraziò e lasciò cadere la cosa con un "interessante, ci penserò" (classica espressione da collezionista avanzato, per dire "porta via 'sta schifezza, ma per chi mi hai preso?". Egli ne discusse pure con Měřička e seppi che i due, legati da solida amicizia, fecero esilaranti battute circa una decorazione -falsa- che sarebbe dovuta essere portata da "Schiave della Purezza"...
Ecco. Mi scuso comunque per la quasi totale off-topicità di questo mio intervento.
A presto,
E.L.
Ultima modifica di
Elmar Lang il mercoledì 9 gennaio 2013, 18:55, modificato 1 volta in totale.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)