da Ardashir » martedì 2 dicembre 2003, 2:33
Gentilissimi Signori,
come giustamente rileva il Sig. da Ocre l'ordine dell'impero britannico non è fra i più restrittivi e non è, in fondo, uno scandalo l'averlo concesso al calciatore sopra citato.
Io aggiungerei che oltre che "non restrittivo" esso aderisce ben poco ai canoni classici di "ordine cavalleresco": con oltre 100.000 (!) insigniti appartenenti alle professioni, alle etnie e alle formazioni politiche più diverse, esso è, nei fatti, un normalissimo ordine al merito che non c'entra più nulla con l'ordine fondato nel 1917 da re Giorgio V per premiare i soldati impiegati nella Grande Guerra e neppure con quello rinnovato nel 1918 che prevedeva sì due classi (civile e militare) ma non certo al fine di ammettere chiunque al proprio interno.
La graduale ridefinizione in chiave lassista dei criteri d'ammissione operata dalla regina Elisabetta II ha invece mutato lo scopo dell'ordine che ora serve per premiare chiunque svolga compiti che diano lustro (in qualsiasi modo) alla Gran Bretagna e non più a ricompensare i servizi resi alle arti ed alle scienze, i servizi sociali svolti al di fuori dagli uffici civili e le opere svolte in collaborazione con istituti di beneficienza di ogni genere.
Detto ordine, pur venendo ancora definito cavalleresco ha ben poco a che vedere, a mio umile giudizio, con questo termine e la nomina di questo calciatore non fa altro che confermarlo...
Ci si potrebbe, poi, chiedere che senso abbia un ordine col motto "Per Dio e per l'impero" quando nell'ordine sono accettati da tempo atei dichiarati e quando, ma questo è un fatto contingente di importanza limitata ai fini del discorso, l'impero britannico è ormai (fortunatamente) dissolto e al massimo sopravvive nel Commonwealth. Negli ultimi anni,poi, sono stati diversi i casi di rinuncia a quest'ordine: basti pensare allo scrittore ed attivista Benjamin Zephaniah, il quale ha polemicamente rifiutato preventivamente l'investitura in suo favore che il primo ministro Blair aveva proposto alla regina.
Se mai, il discorso dovrebbe tornare ancora una volta allo scempio che le monarchie costituzionali, alla costante ricerca di una risibile visibilità mediatica, fanno dei simboli tradizionali dei loro uffici (fra i quali gli ordini cavallereschi hanno un ruolo di grande importanza storica e sociale) associandosi ai personaggi più assurdi per vampirizzare la loro popolarità e guadagnare qualche giornaletto popolare alla causa monarchica, fosse anche solo per lo spazio di una settimana.
Ma non voglio nuovamente annoiarVi con le mie opinioni in merito a questo problema, opinioni che ho già espresso più diffusamente altrove.
Sperando mi perdoniate per i toni un poco accesi, Vi saluto cordialmente