Elmar Lang ha scritto:Il prezzo di aggiudicazione, se paragonato a quello pagato per altri Premi Nobel è irrisorio
Hai dati (aka cifre) in merito?
E qui, forse sembrerò una voce stonata nel coro: fossi io l'erede d'un Nobel nelle stesse circostanze di mercoledì scorso, sarei furioso. E giustamente.
Umanamente comprensibile.
Lo Stato, perché invece di porre vincoli su un oggetto sì importante, ma non determinante ai fini della salvaguardia del nostro patrimonio artistico e culturale, non ha invece partecipato all'asta, ponendosi sullo stesso piano degli altri compratori e cercando di aggiudicarsi il cimelio? La risposta è semplice: perché non ci sono i fondi.
Precisamente.
No ghe xe sghei.E anche ci fossero, non é questa la finalità della notifica: non é pensabile che lo Stato, onde salvaguardare il patrimonio artistico nazionale, si faccia carico dell'acquisto di ogni oggetto notificato.
Intanto si blocca l'esportazione (quando un oggetto é andato,
é andato per sempre).
Ma allora perché ha danneggiato un privato cittadino, facendo sì che un bene di proprietà privata sia stato venduto ad un prezzo che potrebbe addirittura essere un decimo di quello che si sarebbe potuto raggiungere a fine asta, se non vi fossero stati i vincoli posti dallo Stato?
Guarda... con tutto lo sforzo di empatia che mi é possibile, provarne per gli eredi che (s)vendono cimeli di famiglia per ragioni economiche (o ancor più inconsistenti motivi (an)affettivi come sbandierato in questo caso) mi riesce ancora difficile...
Più facile provarne per il caso del collezionista che citi sotto.
(PS: un decimo? ci sono casi di Nobel andati a 1.000.000 €? Quello di Einstein, forse...)
Forse, lo Stato, farebbe bene a meglio tutelare i Beni Artistici e Culturali che già sono proprietà pubblica e posti sotto la sua tutela (vedi il furto di Castelvecchio a Verona, uno per tutti), invece di rendere difficile la vita ai Cittadini.
Lo Stato ha l'obbligo di tutelare il patrimonio storico-artistico nazionale.
La proprietà privata non é messa in discussione.
Ma neanche, in nome di essa, si può consentire ogni abuso.
Del resto, ricordo ancora il colmo, relativo alla notifica di una preziosa sciabola russa degli inizi del XIX Sec., acquistata negli anni '70 da un collezionista italiano ad un'asta negli Stati Uniti, e da lui -per propri motivi personali- messa all'asta in Italia nel 2003. L'oggetto, che nulla aveva o ha mai avuto a che vedere col patrimonio culturale italiano, fu invece solertemente notificato, con divieto d'esportazione financo all'interno della Comunità Europea... in quanto "simile" alla sciabola d'onore russa donata a Carlo Alberto di Savoia, conservata all'Armeria Reale di Torino.
Il proprietario, che dall'oggetto avrebbe ricavato una bella sommetta, se ne tornò a casa con le pive (e la sciabola) nel sacco. Da quel che ne so, anche il suo ricorso fu respinto.
Al di là del fatto che, in questo caso, si é trattato di un palese abuso (non così nel caso della medaglia del Nobel di cui qui si parla), viene da chiedersi perché il proprietario non portò il suo bene, ancora non notificato, che so, in Germania o in UK, facendolo vendere da una ben più blasonata e affidabile casa d'aste estera. Per oggetti di alta fascia, la vendita in Italia é
comunque autolesionista anche se lo Stato non ci mettesse lo zampino... Ergo,
é un po' andarsela a cercare.