Tilius ha scritto:Lord Acton ha scritto:Meriti sportivi sono quelli di colui che abbia conseguito un titolo o un record in una competizione nazionale o internazionale dove sia stato inviato a gareggiare da parte un ente statale o parastatale, con la postilla che da questo titolo o record ne sia derivato un grande onore all'Italia... inoltre i meriti sportivi, secondo me, me li dovrebbe riconoscere il mio Stato... come è giustamente (seppure, secondo me, con qualche esagerazione nei gradi conferiti...) accaduto recentemente con i campioni olimpici... Lord Acton
Milord,
ci sono stati conferimenti (OMRI?)
olimpici?
In caso affermativo, dove si possono reperire i dettagli (
chi ha ricevuto
quale grado)?
Articolo tratto dal "corriere dello sport".
ROMA, 5 settembre - Per la prima volta i campioni azzurri in attività diventano grandi ufficiali. Nel giorno della cerimonia al Quirinale per i 40 medagliati ai Giochi di Pechino, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito “motu proprio” le onorificenze dell'ordine al merito della Repubblica Italiana, agli atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi. In particolare è stato dato il grado di grande ufficiale (nessuno sportivo in attività ha ricevuto lo stesso riconoscimento) a Valentina Vezzali, Giovanna Trillini, Josefa Idem, Alessandra Sensini e Rossano Galtarossa. Lo stesso grado è stato concesso anche al portabandiera Antonio Rossi e al tiratore Andrea Benelli, che pure non hanno vinto medaglie a Pechino, ma per «le loro prestigiose presenze in numerose Olimpiadi».
LE ALTRE ONOREFICENZE - Il capo dello Stato, ha conferito invece il grado di commendatore a tutte le medaglie d'oro di Pechino: sono stati così insigniti del riconoscimento la campionessa olimpica del judo Giulia Quintavalle, lo schermidore Matteo Tagliariol, la campionessa di nuoto Federica Pellegrini (assente alla cerimonia), l'oro del tiro Chiara Cainero, il lottatore Andrea Minguzzi, il campione della marcia Alex Schwazer e il pugile Roberto Cammarelle. Napolitano ha voluto conferire lo stesso grado anche a Ilario Di Buò e Giovanni Pellielo (anche se non hanno vinto a Pechino l'oro) «in considerazione delle loro presenze in numerose olimpiadi». Grado di ufficiale invece, è stato dato agli atleti Mauro Nespoli, Davide Rebellin (anche lui assente), Francesco D'Aniello, Alessia Filippi, Luca Agamennoni, Simone Venier, Mauro Sarmiento e Clemente Russo. Il cavalierato è stato conferito invece a Tatiana Gauderzo, Stefano Carozzo, Diego Confalonieri, Ilaria Salvatori, Diego Occhiuzzi, Diego Romero, Elisa Rigaudo, Vincenzo Picardi, Andrea Facchin e Antonio Scaduto.
IL TRICOLORE - Gli azzurri sono arrivati al Quirinale sui pullman scoperti personalizzati con il logo dell'Italia. Tra i campioni presenti anche Antonio Rossi, che non ha preso medaglie ai Giochi di Pechino, ma è tornato al Colle per riconsegnare al Capo dello Stato il tricolore che Napolitano gli aveva affidato lo scorso 7 luglio.
ROSSI - «Quest'oggi si conclude la spedizione olimpica e noi atleti riportiamo la bandiera tricolore al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ce l'aveva affidata a luglio. È una bandiera con tante firme che però potevano anche essere di più visto e considerato i tanti quarti posti». Queste le parole del portabandiera azzurro Antonio Rossi nel discorso pronunciato davanti al capo dello Stato. Il canoista azzurro ha poi aggiunto che, nel corso delle Olimpiadi, «c'è stato sicuramente il massimo impegno da parte di tutti e questa è la cosa più importante. Sono stati dei Giochi bellissimi e hanno suscitato a tutti grandi emozioni, soprattutto nel momento della sfilata».
PETRUCCI - «Torniamo da lei con i vincitori delle medaglie olimpiche e con l'orgoglio di aver mantenuto fede alle promesse fatte a lei due mesi fa: di aver fatto onore all'Italia e di aver mantenuto il nostro paese nell'elite sportiva mondiale». Così si è invece espresso il presidente del Coni, Gianni Petrucci. «Il modello sportivo è ancora funzionante - ha proseguito il numero uno dello sport italiano - e lo dimostra il culto dell'appartenenza. Una cosa però ci separa ancora dal resto dell'Europa: l'attività sportiva nella scuola». Con questa stoccata Petrucci ha voluto sottolineare che una delle pecche del sistema italiano riguarda proprio la mancanza dello sport nelle scuole. «I paesi che ci hanno preceduto hanno nell'attività sportiva all'interno delle scuole uno dei punti di forza», ha aggiunto il presidente del Coni, ricordando che comunque l'Italia ha chiuso al nono posto nella classifica finale e dopo 24 anni è riuscita a superare la Francia.
NAPOLITANO - «Avete fatto onore all'Italia, grazie a tutti gli atleti che hanno combattuto con alterne fortune ai Giochi. Grazie a tutti». Complimenti per tutti da Napolitano, ma una menzione speciale va ovviamente ai vincitori: «Ringrazio specialmente chi ha portato a casa l'oro o l'ha mancato per poco, vero signora Idem - ha scherzato il presidente rivolgendosi alla canoista seconda per soli quattro millesimi -. Grazie a chi ha centrato l'oro per l'emozione che ci ha dato: vedere in alto la bandiera tricolore e sentire l'inno, anche di queste cose è fatta l'identità». Napolitano ha poi ringraziato «le forze dello stato, che hanno contribuito insieme con le società ai nostri successi alle Olimpiadi e che tanto contribuiscono alla crescita dei nostri talenti sportivi. Una parola affettuosa in modo particolare alle nostre atlete, che sono state protagoniste di eccezionali prestazioni. Soprattuto alle mamme, che hanno saputo combinare l'affetto e la cura per i figli e i mariti con passione e l'abnegazione sportiva». Il presidente si riferisce poi alle vicende extrasportive che hanno circondato i Giochi. «Non entro nel merito della politica. A Pechino si sono vissuti valori come la bellezza, lo slancio vitale e la fraternità, che non sono separabili dai valori di libertà, dignità umana e dai diritti delle persone e dei popoli. La grande esperienza dei Giochi darà i suoi frutti. Un mondo solo, un solo sogno. Ecco una cosa che dalle parole può trasferirsi ai fatti».