wizard ha scritto:Effenttivamente sono molto simili ma credo che quello al centro del taschino sia belga.
Infatti credo sia proprio così. Peraltro il brevetto belga prevedeva all'epoca (non so ora) un turno di lanci da un pallone frenato.
Fabio Gig ha scritto:Vabè .. ho capito chi sei. Anche se, credimi, non sei l'unico ad avere frequentato l'ANPDI e l'UNICI (bastano 20 anni?). Evidentemente la Brigata, dopo il periodo in cui ho prestato servizio si è americanizzata. Posso dire di avere visto chi indossava anche quattro brevetti alla festa della Brigata; tuttavia, di brevetti stranieri se ne possono portare solo due e non più di due. Poi ognuno fa ciò che crede, buona domenica.
Quando ci si allontana troppo, temporalmente, parlando, da un determinato periodo della nostra vita che però ci è particolarmente caro, si tende a perdere la cognizione della realtà, di come stavano le cose prima e di come stanno adesso e si finisce per vedere il tutto sotto una luce romantica che, sovente, altera la nostra altrimenti perfetta percezione delle cose.
Caro Fabio Gig, anche io ho capito chi sei, so cosa hai fatto, quando lo hai fatto e ti dico, dal profondo del cuore, che sei un grande, un massiccione: complimenti!
Però le cose non stanno come dici tu. Non è che prima i paracadutisti erano tutti dei..."Draghi" dei "Diavoli", piuttosto che dei "Leopardi" ed ora sono tutti delle pappemolli. Secondo il tuo ragionamento dovremmo pensare che Prospero Freri era l'unico ganzo mentre i Caduti di El Alamein, in quanto suoi successori e, evidentemente, allievi, erano tutti dei "cani morti"? Io non credo che le cose stiano così. Io ho prestato servizio militare in Brigata dal 1990 al 1994 (e credimi,
qualcosina l'ho fatta anch'io!) ma non penso che le mie passeggiate a Mogadiscio valgano più delle attuali in Herat: si moriva allora e si muore ora. Non credo che i paracadutisti di oggi siano più scarsi di me: sono solo più fortunati, perchè oggi al loro ritorno sono considerati, giustamente, degli eroi, mentre il mio plotone, al ritorno a pistoia, fu accolto peggio di un branco di terroristi, a sassate.
Chi ha frequentato la Brigata e la conosce davvero sa bene che portare un brevetto straniero, ovviamente acquisito nel modo corretto, è anche utile per testimoniare un momento di "vita tecnica" della Brigata stessa, non certamente un modo per vantarsi (tanto alla fine, proprio tu dovresti saperlo, è l'anzianità di conseguimento del brevetto italiano quella che conta davvero e che permette ad un maresciallone di far "pompare" colonnelli e generali). Quando ero solo una spinaccia di sottotenentino il mio reparto fu impegnato in una importante esercitazione in Spagna; chi conosce le decorazioni attuali delle forze armate di Re Juan Carlos sa che sono particolarmente vistose, tuttavia quei pochi autorizzati a conseguire il brevetto spagnolo dopo lo indossarono fieramente non certamente per vantarsi ma, come dicevo, per testimoniare la conquista di importanti obiettivi tecnici, nell'ambito di un intenso programma NATO di esercitazioni internazionali, da parte di un reparto dell'Esercito Italiano che allora, nonostante fosse considerato d'elite, ancora andava in giro (per il mondo) con i FAL BM 59 e le scassatissime Campagnole!
Insomma, un Vice Comandante di Brigata che, oggi, ritiene di poter applicare una deroga indossando più "brevetti" esteri del consentito, per di più in una pubblica manifestazione secondo te è un "pataccaro"? Mi sembra un ragionamento riduttivo ed ingeneroso, a dir poco.
Naturalmente la penso come te quando vedo signori ufficiali, sottufficiali o sergenti e soldati in congedo di corpi "logistici" mostrare con orgoglio i loro "brevetti" conseguiti a cuba, in Polonia o a vattelapesca, attraverso l'Ufficio Brevetti Esteri dell'A.N.P.d'I., ma questo discorso esula dalla discussione in essere.
P.S. Per la cronaca lo scrivente
NON ha conseguito alcun brevetto di paracadutista di nazioni estere, poichè nei suoi 4 anni di vita militare è stato troppo impegnato per dedicarsi alle esercitazioni e ritiene di
NON dover acquisire i suddetti "brevetti" in ambito sportivo e/o combattentistico, giudicando la propria uniforme, gelosamente custodita, sufficientemente decorata.