da MMT » venerdì 4 gennaio 2008, 13:19
In Italia il concetto di nobiltà è strettamente legato al titolo (tra cui Principe, Duca, Marchese, Conte, Barone, Signore di, Nobile Patrizio di, Visconte, Cavaliere, Nobile), cosa che presempio non avviene in Spagna.
Il titolo di "cavaliere" è usato dai nobili sardi ed è da intendersi come "cavaliere ereditario" che non ha nulla a che vedere con il titolo onorifico e non nobiliare degli ordini cavallereschi. Essere cavaliere dell'Oridine al Merito della Repubblica Italiana, della Legion d'Onore, di SS. Maurizio e Lazzaro (dopo l'Unità), di San Gregorio Magno, San Silvestro Papa e Martire ecc. non comporta nobiltà, poichè si tratta appunto di ordini cd. di merito.
Una piccola digressione storica: gli ordini cavallereschi nascono con le crociate come ordini di derivazione monastica con requisiti nobiliari per l'ammissione (Ordine di San Giovanni poi detto di Malta ecc.), cioò prosegue nel rinascimento e oltre (ordini come Santo Stefano di Toscana, San Giorgio di Napoli, San Maurizio e Lazzaro per i Savoia prima del Regno ecc.) fino alla rivoluzione francese, anno in cui sorge accanto, o meglio in sostituzione, al Santo Spirito, a San Michele e agli altri ordini borbonici realisti la ben nota Legione d'Onore: che non richiedeva alcuna prova nobiliare per esser concessa. E su questa idea nacquero tutti gli altri ordini statali che non richiedevano prove nobiliari.
Digressione nella digressione: le prove nobiliari nacquero per due motivi principali. 1° il cavaliere concepito come tale doveva necessariamente essere di buoni natali e non doveva mai aver fatto pratica delle cd. "arti meccaniche", cosa che lo avrebbe fatto decadere; 2° le prove per quarti consentivano di evitare che anche una goccia di sangue "infedele" (parliamo sempre di ordini religiosi o comunque ispirati alla carità Cristiana) scorresse nelle vene del candidato.
Spero di esser stato chiaro.
MMT