da alfabravo » sabato 20 ottobre 2007, 9:05
L’Unione Cavalleresca Europea fu fondata da Ferruccio Pasini Frassoni (direttore e fondatore della Rivista Araldica) fra il 1917 e il 1918 come associazione nobiliare internazionale che vantava collegamenti in Francia e in Spagna L’UCE, sebbene non raccolse vasti consensi, appare tuttavia il primo segno di una volontà di riscossa nobiliare destinata ad avere qualche seguito
Istituita in ricordo della liberazione di Gerusalemme nel 1099, l’UCE che aveva come simbolo la croce rossa dei templari e come Presidente e Gran Capitolare lo stesso Pasini Frassoni, si mise in contatto con l’Ordine del Santo Sepolcro. Il suo fine era “lottare contro l’invadenza delle sette” e “mantenere vivo il principio d’autorità” e da qui, si trovano i suoi attacchi al neonato Partito Popolare Italiano e a “quel malefico abate siciliano don Sturzo”, allarmati accenni alla rivoluzione russa frutto del complotto massonico-giudaico-bolscevico e richiami, oltre che a de Maistre, a de Bonald, a Maurras con la sua Action Française, anche ai Protocolli degli Anziani di Sion
L’articolo che esprime in maniera più radicale queste tendenze ideologiche fu firmato nel 1920 da Carlo di Montenuovo (pseudonimo di Carlo Augusto Bertini) intitolato “I padroni dell’avvenire e la restaurazione cattolica” “Le scienze e le lettere annunziano tempi nuovi e sono concordi in una tendenza spiccatamente aristocratica fondata sull’ineguaglianza delle razze e delle classi”. Dopo aver notato come anche la letteratura e il romanzo esprimessero tendenze “opposte” a quelle prevalenti nella prima metà del XIX secolo, ci si richiama ad autori che andavano da Nordan a Sorel, da Loria a Nietsche, da Darwin a Spencer per approdare a una proposta di organizzazione cattolica in antistesi al liberalismo moderato e all’opzione democratica del Partito Popolare Italiano, in grado di superare i limiti di un legittimismo imprigionato nella fedeltà alle “dinastie spodestate”
L’UCE proponeva “un programma completo da opporre a quello del socialismo integrale” articolato in diversi punti tra i quali:
- costituzione organica e per classi dello Stato nazionale
- organizzazione della proprietà terriera intesa come “funzione sociale” secondo il diritto prerivoluzionario
- affermazione del fondamento divino del potere legittimo
- libertà di insegnamento
- sottomissione delle università all’autorità del Pontefice
- riconoscimento dell’arbitrato internazionale del Papa e del suo “principato civile”
Con l'avvento della dittatura fascista, l'UCE finì
Ritter