da Tilius » giovedì 12 luglio 2007, 18:10
É semplicemente un esempio (particolarmente sontuoso) di un manto dell'Ordine di San Gennaro realizzato secondo statuto:
L'abito solenne dovrà essere della seguente foggia:
Il manto di amoer porporina, seminato di gigli d'oro e foderato di ermesina a color perla lavorato con moschette di armellino tessute, da allacciarsi nella cinta con due lunghi cordoni di seta e di oro.
[etc. etc. etc.]
Questa è la descrizione dell'abito secondo quanto stabilito dallo Statuto dell'ordine. Il manto del Museo di San Martino, in tutto simile alla descrizione, è in gros rosso completato da una piccola mantellina (non un cappuccio!!!) che gira intorno al collo a coprire le spalle e si protende sul davanti. La fodera è in raso avorio operato a piccole piume (... moschette di armellini...) in marrone.
Il ricamo sottolinea il bordo con un disegno complesso nel quale grandi fiori, petunie, si intrecciano alle insegne dell'Ordine, le medesime che compongono il collare. Sul petto è la croce da Cavaliere, sempre ricamata, e, a seguire, gli emblemi pastorali e del martirio, le ampolle del sangue del santo patrono, la lettera C, iniziale del fondatore Carlo di Borbone, in grandi dimensioni ed in piccole intrecciate; la torre ed il leone, circondato di armi e bandiere, come simboli della fortezza e della virtù. Su tutto il manto sono infine ricamati i gigli borbonici disposti a schema romboidale. I punti impiegati sono svariati: "alla cinese" per i fiori, a "trapunto" ed a fili distesi per le insegne, il tutto seguendo un disegno estremamente articolato nella composizione in modo tale che le insegne si compongono con estrema armonia ai fiori e alle foglie. Il tessuto impiegato per il manto, a differenza da quanto prescritto dallo Statuto è semplicemente un Gros piuttosto che un amoer, ovvero di quel particolare tipo, sempre di Gros, ma con effetto marezzato, ottenuto direttamente sulla trama piuttosto che per pressione di ferri caldi come nei più comuni tessuti marezzati (Venezia 1986, p.343).
Il Ritratto del Duca di Maddaloni in abiti da Cavaliere dell’Ordine di San Gennaro dipinto da Francesco Solimena rende assai esplicita la sontuosità dell'abito tagliato sui modelli in uso a metà Settecento (Spinosa, 1986, p.36).
Маурицио Тигльери