Caro Fabio,
Le decorazioni in genere trovano il loro spazio migliore in contesti "cavallereschi". Indossare una decorazione non sempre vuol dire rappresentare l'Ordine, ma sempre vuol dire onorarlo. Dunque è d'uopo una riflessione prima di indossarne una. Se poi si possedessero più onorificenze e decorazioni, il protocollo suggerisce di omaggiare il contesto in cui si è invitati con l'Ordine più prossimo alla sensibilità dello stesso.
Quando andrà come rappresentante (non inteso indirettamente, poiché ha ragione chi negli interventi precedenti sostiene che sempre si rappresenta un Ordine, tuttavia, sottolineo, non sempre in veste ufficiale) di un Ordine, certamente lo saprà, poiché per questa funzione sarà delegato da un suo superiore. Altrimenti andrà privatamente. Ciò cambia molto, poiché se per protocollo lei possedesse una decorazione proveniente dal contesto in cui è invitato o prossima alla sua sensibilità, dovrà metterla al secondo posto privilegiando l'Ordine per il quale sta svolgendo la funzione di rappresentanza ufficiale.
Per quanto riguarda l'uniforme, se si riferisce anche a quella cavalleresca, vi sono precise regole per ciascun Ordine, nel caso in cui fosse contemplata. Per l'OESSG per consuetudine, il porto di Mantello e/o uniforme fuori da contesti dell'Ordine andrebbe autorizzato direttamente dalla Luogotenenza.
Lo stesso accade per il mantello del Santo Sepolcro. Non potrà sbagliarsi poiché fondamentalmente il mantello va portato solo nelle cerimonie dell'Ordine o su autorizzazione della Luogotenenza (tramite il suo Preside/delegato) in cerimonie in cui venga investito di una funzione di rappresentanza.
Per il mantello dunque mai potrà sbagliarsi, nell'OESSG, dovrebbe sapere sempre quando portarla. Potrà invece applicare quanto già detto all'uso delle decorazioni in qualsivoglia formato.
Per gli altri Ordini, bisognerebbe verificare. Se non ci sono restrizioni di sorta, lei potrebbe portare il mantello anche a messa la domenica (!). Ovviamente, per buon gusto, è giusto far risaltare maggiormente l'Ordine in contesti che possano sottolineare il lustro dello stesso, evitando di dare adito a critiche all'Ordine per un eccesso di appariscenza in cerimonie ordinarie. Una solennità, soprattutto in presenza dell'Ordinario del luogo può essere una buona occasione. Tuttavia, anche in questo caso, sarebbe meglio (se non obbligatorio) aver instaurato un qualche genere di relazioni con l'Ordinario, prima di presentarsi ad una cerimonia, magari chiedendo di presenziare ad una processione o di sedere vicino ai prelati. Inoltre, salvo funzioni di esplicita rappresentanza di altro Ordine, nel caso si possedesse un Ordine di diretta o delegata collazione pontificia, sarebbe meglio che questi avessero la precedenza su tutte le altre decorazioni. In ogni caso gli Ordini cavallereschi riconosciuti dalla Sente Sede sono gli ordini di diretta collazione (Supremo del Cristo, Speron D'Oro, Piano, S. Gregorio Magno, S. Silvestro), di sub-collazione (Santo Sepolcro), e tra gli ordini semi-indipendenti, infine, il Sovrano Ordine di Malta.
Per l'OESSG, dunque, non si sbaglierà, lì dove non riceverà una comunicazione ufficiale della sua delegazione / sezione in cui venga messo a parte della partecipazione dell'Ordine a qualche cerimonia e le venga espressamente detto di portare mantello, tocco e guanti bianchi, il resto potrà classificarlo come "partecipazione privata" (e dunque dovrà ottenere previa autorizzazione della Luogotenenza per portare il mantello, altrimenti, non lo indosserà).
I più cordiali saluti,
Andrea