Biglietti da visita e presentazioni per cavalieri

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Re: Biglietti da visita e presentazioni per cavalieri

Messaggioda adj » domenica 10 gennaio 2010, 13:18

aspirante cavaliere ha scritto:Ho letto sopra e ho riportato perchè? [yikes.gif]


Perché l'ordine riportato sopra è diverso: cav. col. dott.
(e eventualmente col cavalierato posposto se riportato per esteso)
adj
 

Re: Biglietti da visita e presentazioni per cavalieri

Messaggioda nicolad72 » domenica 10 gennaio 2010, 15:02

....e perchè la risposta era stata già data dall'ottimo Michele d'Andrea, in materia una vera e propria autorità!

Ma res ipsa loquitur!
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Re: Biglietti da visita e presentazioni per cavalieri

Messaggioda alfaomega033 » domenica 10 gennaio 2010, 17:52

In effetti l'intervento del sig. d'Andrea è stato molto dettagliato ed esaustivo e personalmente devo dire ne ho tratto insegnamento...
un caloroso saluto a tutti!
Alfaomega033.-
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Re: Biglietti da visita e presentazioni per cavalieri

Messaggioda mareCP » lunedì 29 novembre 2010, 9:53

...e per un membro dell'Ordine di Malta, nel caso il cavalierato fosse posposto e scritto per esteso, secondo voi è più corretto/esteticamente gradevole far scrivere:

"cavaliere dell'ordine di Malta", oppure "cavaliere del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta"?

grazie
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Re: Biglietti da visita e presentazioni per cavalieri

Messaggioda nicolad72 » lunedì 29 novembre 2010, 10:56

In genere per i membri dell'Ordine di Malta si specifica sembre la classe di appartenenza

Donato di Dev. del S.M.O.M.
Cav. di Gr. Mag.le del S.M.O.M.
Cav. di Gr. e Dev. del S.M.O.M.
Cav. d'On. e Dev. del. S.M.O.M.

Cav. di Gr. Cr. ecc...
Cav. di Gr. Cr. con Fascia ecc..
Balì di Gr. Cr. d'On. e Dev. ecc..

se del Secondo ceto si aggiunge "in Obb." prima di "del S.M.O.M."

i Cavalieri di Giustizia che hanno professato i voti solenni in genere usano l'appellativo di " Fra' "prima del nome e basta

in genere la dicitura
Cavaliere di Malta è tipica delle organizzazioni imitatrici come le chiamano nello SMOM o dei farlocchi (TM) come ci ha insegnato a scrivere - e abituato a leggere - il buon Tilius
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Re: Biglietti da visita e presentazioni per cavalieri

Messaggioda Pantheon » lunedì 29 novembre 2010, 14:05

.....Tanto per non smentire il terribile visconte Cobram di fantozziana memoria.... [angel]
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Re: Biglietti da visita e presentazioni per cavalieri

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 5 febbraio 2026, 21:13

Cari amici, è proprio in ambito cavalleresco che il tema dei biglietti da visita genera più equivoci, spesso non per vanità, ma per assenza di criteri condivisi.
Provo quindi a richiamare alcuni casi-limite frequenti.

1. Il cavaliere con ruolo professionale “forte”
(Esempio: dirigente pubblico, ufficiale superiore, professionista affermato)

Errore frequente: utilizzare un unico biglietto che cumuli qualifica professionale, grado militare, onorificenze statali e ordine cavalleresco.
Nel 2026 questo approccio appare superato.

La soluzione corretta è la separazione netta:
- biglietto professionale pulito, privo di riferimenti cavallereschi;
- biglietto di rappresentanza relazionale per i contesti cavallereschi.

Esempio corretto (ambito cavalleresco):
GIANNI VERDI
CAVALIERE DELL’ORDINE …
Email

In questo caso il ruolo professionale non viene negato: semplicemente non è pertinente.

2. Il cavaliere con carica all’interno dell’Ordine
(Esempio: delegato, membro di consiglio, ufficiale di sezione)

Qui si entra in una zona più delicata.
A mio avviso è legittimo indicare la carica, ma solo quando il biglietto è usato all’interno o in relazione diretta all’Ordine.
Può essere indicata la carica anche quando questa è attuale e realmente operativa.

Esempio ammissibile:
GIANNI VERDI
CAVALIERE …
DELEGATO DI SEZIONE
Email istituzionale

Eviterei fortemente sia l’uso sistematico di questo biglietto in contesti esterni sia la permanenza della carica sul biglietto una volta cessata.
Il biglietto non è una lapide, ma uno strumento vivo.

3. Il cavaliere appartenente a più ordini
Caso purtroppo sempre più frequente.
Qui la regola dovrebbe essere semplice ma ferma: un biglietto, un contesto.

È sconsigliabile elencare più ordini sullo stesso biglietto oppure creare gerarchie implicite o cumulative.

La soluzione elegante è scegliere l’ordine pertinente al contesto.
Una buona soluzione è anche quella di imitarsi al solo nome e cognome, lasciando parlare la relazione personale.
In certi casi, il biglietto personale (solo nome) è la scelta più raffinata.

4. Il cavaliere giovane o di recente nomina
Altro caso sensibile.
Il rischio non è l’indicazione dell’ordine, ma l’uso esclusivo e anticipato di un biglietto cavalleresco in contesti non ancora consolidati.

A un mio amico suggerirei di attendere che l’appartenenza trovi una sua naturale collocazione relazionale.
Oppure anche di usare inizialmente il biglietto personale o privato.
Il biglietto cavalleresco non è una dichiarazione identitaria assoluta, ma un linguaggio di relazione.

Ecco forse questo è il punto centrale di tutto il discorso.

Nel 2026 dovremmo accettare serenamente che non ogni relazione è cavalleresca e anche che non ogni incontro richiede di “dire tutto”.
In molti contesti culturali, istituzionali o sociali, il biglietto più appropriato resta quello personale o, al massimo, quello privato.

La discrezione non sminuisce l’appartenenza: la qualifica, quando è solida, non ha bisogno di essere sempre esibita.

Forse il vero discrimine, nel 2026, non è più tra chi può indicare un ordine cavalleresco sul biglietto e chi non può (come diceva Nicola tanti anni fa), ma tra chi ne ha bisogno per essere riconosciuto e chi, invece, viene riconosciuto anche senza dirlo.

Il biglietto da visita, in fondo, non serve a proclamare un’identità, ma serve a mettere ordine nei rapporti.
Quando diventa una dichiarazione di status permanente, ha già smesso di funzionare.
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Alessio Bruno Bedini
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