Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM oggi

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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda aristarco » lunedì 8 novembre 2010, 12:35

La prassi è analoga anche per la cooptazione nel SMOM dalla categoria di cavaliere di grazia magistrale (sempre III ceto).
Capitano casi di aspiranti che, all'interno di una delegazione, seguono un percorso di formazione, anche per più di due anni: alcuni vengono ammessi nell'ordine come donati, altri come cavalieri di grazia magistrale.
L'età non è un discrimine nella scelta tra le due categorie (vi sono donati ultrasessantenni o settantenni, vi sono cavalieri di onore e devozione - anche recentemente - ricevuti a ventidue anni), anche se riconosco che la categoria dei donati è in larga parte integrata da persone al di sotto dei cinquant'anni.
Spetta al delegato giustificare le proposte di ammissione al Sovrano Ordine e al Capitolo Gran Priorale (o all'Associazione Nazionale, in assenza di Gran Priorato) discutere le medesime ed eventualmente approvarle, esperendo ulteriori accertamenti a riguardo dei singoli candidati, per poi trasmetterle alla Gran Cancelleria: l'ultimo parere a riguardo di un'ammissione spetta al Sovrano Consiglio, si badi bene, non a livello di semplice ratifica.
Da almeno due anni, le proposte di ammissione al SMOM nella cosiddetta "Lingua d'Italia", una volta approvate dai Gran Priorati, sono trasmesse, per un ulteriore parere, anche ad un'apposita commissione espressione dell'ACISMOM e presieduta, attualmente, dal Commissario Magistrale.
Chi viene proposto per l'ammissione all'Ordine attraversa, concedetemi questa similitudine, vari "gradi di giudizio".
Credo che la permanenza nella categoria di donato dipenda anche dalla costanza con cui una persona prosegue nel suo impegno all'interno dell'Ordine.
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM oggi

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 25 gennaio 2015, 14:01

La domanda posta molti anni fa ha ancora un senso: cosa dovrebbe fare oggi il donato nello SMOM?

Credo che anzitutto dovrebbe fare un percorso di vita tesa alla perfezione cristiana come tutti i battezzati.
Sarebbe inutile essere un donato SMOM se poi non si frequenta la messa la domenica, si bestemmia o si tradisce la propria moglie.
L'impegno alla perfezione di vita cristiana dovrebbe essere una seria riflessione di chiunque voglia entrare nello SMOM ma anche in altri ordini cavallereschi cattolici.
Non considerare questo impegno è un classico errore di chi pensa solo all'onorificenza.

Questa però è la base da cui partire a cui si sommano degli impegni in percorsi più specifici dell'Ordine.
Un percorso spirituale, partecipando attivamente alle messe, alle veglie e alle cerimonie religiose dello SMOM.
Un percorso caritativo, aiutando fattivamente i poveri.
Un percorso culturale, studiando la storia, le testimonianze e il carisma dell'ordine.

Un giusto sunto è il motto : "testimonianza della fede e aiuto ai poveri"

Solo il donato che avrà ben compreso questo carisma può aspirare a divenire un giorno cavaliere.
Si diceva che l'età può essere discriminate e questo è comprensibile dato che più difficilmente un ragazzo di 20 anni può comprendere un simile carisma o prendere un impegno di vita così pesante.
Per quanto riguarda il matrimonio è meno discriminante ma certamente una vita stabile è consigliata piuttosto che cambiare fidanzate continuamente ;)
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM oggi

Messaggioda Cristiano Ciani » giovedì 29 gennaio 2015, 15:42

Personalmente ritengo che il Donato, proprio per tutto quello che, assai dottamente, è stato scritto sopra, rappresenti una figura alquanto nobile. E' evidente che il Donato, il quale accetta un rango inferiore, magari anche rispetto a persone di età inferiore, fornisce un raro e commendevole esempio di umiltà cristiana, mostrandosi animato solo e soltanto dai principi melitensi tuitio fidei et obsequium pauperum. Per quanto mi riguarda massima stima e conseguente ammirazione.
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM oggi

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 29 gennaio 2015, 18:43

Un'altra precisazione su questo argomento che periodicamente torna di moda nel nostro forum:
qualche anno fa, in una discussione si disse che l'impegno più gravoso nell'ordine di Malta è quello economico.
Si disse all'epoca soprattutto nei pellegrinaggi.

Mi sento di dire invece che l'impegno più gravoso è invece quello della vita.
Una persona che entra a quarant'anni spesso non si rende conto del fatto che il suo impegno verso l'Ordine durerà presumibilmente altri 30-40 anni e sarà un impegno costante.
Un ordine religioso richiede un impegno giornaliero nella propria vita!

Un ordine religioso-cavalleresco non è un'associazione dalla quale si può uscire quando non si ha più voglia di partecipare.
E' anche per questo che la selezione è molto attenta e come dice spesso Nicola non basta far domanda per entrare.
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM oggi

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 29 gennaio 2015, 18:47

Cristiano Ciani ha scritto:Personalmente ritengo che il Donato, proprio per tutto quello che, assai dottamente, è stato scritto sopra, rappresenti una figura alquanto nobile. E' evidente che il Donato, il quale accetta un rango inferiore, magari anche rispetto a persone di età inferiore, fornisce un raro e commendevole esempio di umiltà cristiana, mostrandosi animato solo e soltanto dai principi melitensi tuitio fidei et obsequium pauperum. Per quanto mi riguarda massima stima e conseguente ammirazione.


Concordo perfettamente.
Aggiungo inoltre che se si vuole entrare in un ordine religioso la prima regola da seguire è l'obbedienza.
Ci sono persone dedicate al discernimento e occorre accettare le loro decisioni.
Ci sarà tempo e modo per esprimere anche le proprie opinioni sempre però nel massimo rispetto.
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